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I miei “primi dieci anni”

Intervista a monsignor Valentinetti in occasione dell’anniversario episcopale.

Valentinetti dal papa Valentinetti dal papa

«Sogno una Chiesa sinodale e una struttura permanente che sappia verificare il cammino di fede della nostra diocesi e favorisca la comunione». È questo il desiderio per il futuro di mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, che in questi giorni “analizza” il suo ministero. Giovedì, infatti, il presule celebrerà dieci anni di episcopato. Lo abbiamo avvicinato per conoscere meglio la sua “storia”.

Ci racconta il momento della sua elezione?

«Era il 21 marzo 2000 quando fui informato dell’elezione. Sia io che mons. Enzio D’Antonio, mio vescovo, non attendevamo la notizia. Inoltre mi chiesero di rispondere in ventiquattro ore. Avrei desiderato più tempo per riflettere in tranquillità, ma il 23 mattina andai a Roma per accettare la proposta. In quelle poche ore cercai di capire cosa il Signore avesse desiderato da me e mi rimisi totalmente nelle sue mani. Il sabato successivo, la notizia della mia nomina fu data al clero di Ortona. Anche il tempo in attesa dell’ordinazione passò normalmente nel riordinare le attività pastorali della parrocchia di San Gabriele in Ortona che guidavo e il lavoro di vicario generale della diocesi. Un tempo veloce, ma ricco di tensioni perché ero assolutamente cosciente che la mia vita sarebbe cambiata radicalmente; il ministero che abbracciavo era del tutto nuovo seppur tante erano le cose che avevo imparato al fianco del mio arcivescovo».

Come pensava la vita episcopale, quali le attese?

«Non mi aspettavo niente di più di quello che vivo e che ho vissuto nel mio ministero. Sapevo benissimo che la vita episcopale non era una marcia trionfale, ma un servizio alla vita della Chiesa. Sapevo bene quale sarebbe stata la mia vita e il mio rapporto soprattutto con i presbiteri perché con loro mi sarei dovuto, innanzitutto, misurare. Oggi è cresciuto il senso di responsabilità e di attenzione anche nei confronti dei numerosi laici che guardano al vescovo come punto di riferimento della loro vita, senza dimenticare i religiosi e le religiose, che pur dipendendo giuridicamente dal loro provinciale, fanno riferimento al vescovo per la vita pastorale».

Lo stemma di un vescovo descrive certamente le caratteristiche di un uomo e dà l’impronta al ministero. Ci illustra il suo?

«Lo sfondo marino dice le mie origini. Sono nato ad Ortona. C’è una stella, la stella polare, il punto di riferimento a cui si fa continuamente ritorno per riprendere il cammino. Il motto, “In Verbo Domini” dice la mia vita particolarmente legata allo studio della Sacra Scrittura e la volontà di partecipare la mia ricerca e la necessità di ascolto ai fedeli della diocesi. La “T” in basso, iniziale di Tommaso, ricorda l’apostolo le cui reliquie sono in Ortona e l’Ancora dice la necessità per un cristiano e soprattutto per un vescovo di radicare la propria esistenza sulla fede degli apostoli».

La prossimità del decimo anniversario è sicuramente un momento di verifica. Vuole condividerlo con noi?

«Ripenso ai momenti importanti che hanno caratterizzato questo tempo: al sinodo, portato a termine nella diocesi di Termoli e al desiderio di iniziare nella stessa una visita pastorale poco prima di essere trasferito. Ricordo con gioia il rapporto bello creato tra il vescovo, molti fedeli e la maggior parte dei sacerdoti: un cammino di comunione e di ricerca per rendere la chiesa diocesana sempre più attenta ai dettami dei grandi documenti conciliari. Penso a Pescara e alla volontà di dedicare energie e forze per un nuovo cammino di evangelizzazione. Dopo aver verificato il lavoro fatto precedentemente e aver risistemato alcune questioni di carattere giuridico ed amministrativo è certamente necessario – anche attraverso la visita che ho appena iniziato – ridire la fede alle comunità cristiane perché siano capaci di essere testimoni nel nostro tempo».

About Simone Chiappetta (424 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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