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“Vllaznia”: Sape e Pescara sempre più sorelle

Le esperienze in Albania di giovani e sacerdoti locali abbattono le barriere del pregiudizio e costruiscono la fraternità

Continua il progetto di fraternità, “Vllaznia”, tra diocesi di Pescara-Penne e la diocesi albanese di Sape. Un gemellaggio che ha già maturato momenti di scambio culturale e pastorale e passo dopo passo porterà ad una presenza stabile della chiesa locale nel territorio delle aquile col fine di favorire la crescita spirituale, di sviluppare possibilità di lavoro e di facilitare l’incontro tra i fedeli pescaresi e la popolazione del nord dell’Albania tra Scutari e il Kosovo.

«I giovani delle nostre parti – spiega don Domenico Di Pietropaolo, assistente di Azione Cattolica, ricco dell’esperienza con i giovani pescaresi nei territori di Sape – hanno conosciuto la realtà della vicina Albania e hanno compreso come sia possibile vivere serenamente anche senza comodità. Hanno notato, inoltre, meravigliati, come lo sono stato io, che gli Albanesi sono un popolo accogliente e leale, hanno trovato una Chiesa viva, animata soprattutto dalle nuove generazioni».

33 le parrocchie della diocesi, 12 i sacerdoti presenti, 2 i frati francescani e una pastorale “divisa” in due periodi dell’anno. «Si lavora durante i periodi freddi nelle città e nei villaggi limitrofi – racconta mons. Lucjan Augustini, vescovo di Sape, – durante l’estate, invece, i sacerdoti si dividono il lavoro e si dirigono nelle comunità più lontane e difficilmente raggiungibili di montagna». Tante sono le difficoltà storiche, sociali ed economiche, non ultime la volontà di andar via, ingannati dal canto delle sirene europee e il problema delle risorse: «ci sono stati tolti – continua mons. Augustini – gli aiuti della Propaganda Fide perché il territorio albanese non è più considerato terra di missione. L’unico aiuto che abbiamo è quello proveniente dai gemellaggi, ma non bastano».

Nonostante le ristrettezze economiche, però, diverse sono le strutture rinnovate dai progetti di fraternità con le Chiese più fortunate. Dal centro di fisioterapia di Piray, gestito da una congregazione di suore campane, fiore all’occhiello dell’azienda sanitaria locale, alla scuola di formazione agraria fondata dal marsicano don Antonio Sciarra; dal laboratorio di ceramiche di Krajen alla piccola azienda agricola di Puke; dall’officina tessile di Blinisht alla falegnameria di Vau-Dejës senza dimenticare il lavoro per il commercio equo e solidale di Reggio Emilia nella casa di accoglienza di don Carlo Fantini nel villaggio di Gomsiqe. «Formiamo ragazzi dai 18 ai 20 anni – racconta entusiasta Alvaro, falegname in pensione di Albano laziale, ora direttore della falegnameria di Vau-Dejës – sperando che possano rimanere e mettere su una cooperativa. Sono venuto in Albania perché un falegname non può non insegnare ad altri il suo lavoro e sono felicissimo perché sembra di essere nel mio paese di origine, sessant’anni fa. I ragazzi apprendono in fretta, sono riusciti a completare ed installare un lavoro impressionante in Kosovo, ma spesso, nonostante otto anni di scuola, non sanno né leggere, né scrivere».

Tanti i segni di speranza. «Sono rimasto meravigliato – condivide don Giampietro Pittarello, altro sacerdote di Montesilvano (Pe) rientrato da una piccola “missione” a Sape – dal rispetto tra musulmani e cattolici, maturato dalla sofferenza condivisa nella dittatura atea. Ho trovato un clero unito, parrocchie attive, una presenza costante in tutti i villaggi e sono assolutamente interessanti le opere sociali che sono riusciti a realizzare per favorire il lavoro locale. Mi fanno paura i dati dell’immigrazione, più di un milione e mezzo di immigrati non clandestini in una popolazione di circa quattro milioni di abitanti, ma sono certo che pian piano, anche col nostro aiuto, sarà possibile favorire la stabilità della comunità di fede, stimolando l’amore per la propria terra e l’impegno per il bene comune».

Il nuovo anno pastorale, quindi, si avvia con più certezze. «Vllaznia – conclude don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana e ormai guida esperta del piccoli gruppi locali che frequentemente sbarcano in Albania – non è assistenzialismo, ma un progetto di promozione sociale. Pescara manderà nel villaggio di Madhe sacerdoti “fidei donum” e favorirà esperienze di reciprocità; presto l’Albania potrà camminare da sola».

About Simone Chiappetta (470 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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