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Italiani sempre più “spioni”

Dalle telenovelas ai reality, dal Gf ad Avetrana, attori e protagonisti “senza coscienza”

«Che bella gente capisce tutto, sa il motivo ma non il trucco, guarda dietro persiane vecchie ormai». Iniziava così la geniale filastrocca che il cantautore Simone Cristicchi portava a San Remo Giovani per denunciare quella “curiosità” morbosa che facilmente è possibile rintracciare nei paesi, ma anche per segnalare l’abitudine sociale al pettegolezzo, all’intrufolarsi, mantenendo le distanze delle tapparelle, nelle vite degli altri. E dal 2006, ne è stata fatta di strada! Quell’esigenza primaria del farsi gli affari degli altri, puntando il dito, ma non alzando nemmeno una mano a sostegno dell’osservato, è entrata nei progetti delle imprese mediali, nel marketing delle tv, trasformando quel bisogno quasi latente, in un desiderio ossessivo, in un voyeurismo patologico.

Dai pettegolezzi dei paesi, alle telenovelas degli anni ’80 di vite comuni e sdolcinate , dai primi “reality”, ai talk show  in diretta, è stata consumata tanta pellicola! Sono migliorate le immagini, sono aumentati i pixel, i sottofondi musicali hanno raggiunto la perfezione del dolby digital, ma è stata introdotta la cattiveria, l’orrore, il caos. E sì, perché quel pubblico “curioso” cercava qualcosa di più, era annoiato dalle storie che poteva ancora sbirciare dalle fessure delle porte del condominio e sentiva il bisogno di immaginare il vicino sempre più meschino, da improbabili doppie vite. È cambiato Beautiful da una storia di amore già contorta nei primi anni, ad un thriller mozzafiato di assassinii, incesti e tradimenti; è cambiato il Grande Fratello fatto di personaggi non più comuni, ma scelti perfettamente per non riuscire nel dialogo e nella condivisione, stimolati, inoltre, settimanalmente, al litigio, da un confessionale senza segreto; è cambiata la notizia che giudica, condanna, presume e segna col marchio a fuoco, in un gioco farisaico da arpie da sagrato; è cambiato il pubblico che da sempre ha preferito la tragedia alla commedia, la favola alla realtà e non ha più la capacità di distinguere il reale dall’apparente, l’irreale dal vero, tanto da confondere la scena di un cruento delitto come Avetrana in un palco lasciato vuoto dagli attori, ma messo a disposizione per essere fotografato, per entrare a farne parte con la distanza, ovviamente, del turista.

Nel baratro della confusione ci siamo tutti. Leggendo ci sentiremo separati da certe gente ed il ghigno sul nostro volto sottolineerà il nostro restare a distanza, ma, indubbiamente, dietro lo spioncino.  Nel “The Thruman show”, preparato e montato ad arte, siamo protagonisti, seppur schifati e scandalizzati dagli avvenimenti. Siamo attori senza coscienza, con l’anima messa da parte per convenienza e la consapevolezza di far parte del gioco è forse l’unica via di uscita per arrivare un giorno, anche noi, a congedarci dal regista della nostra storia! 

About Simone Chiappetta (424 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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1 Comment on Italiani sempre più “spioni”

  1. Giuseppe // 30 ottobre 2010 a 13:06 //

    L’ analisi dell’ articolo calza senza ombra di dubbio su uno spaccato di società terribilmente malata nella sua coscienza.

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