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In politica, con un partito popolare

Padre Bartolomeo Sorge, intellettuale gesuita, ha presentato a Pescara uno dei suoi ultimi libri: La Traversata

È da poco ottantenne padre Bartolomeo Sorge, grande intellettuale e studioso gesuita, un po’ come la comunità dei suoi confratelli che, nell’ambito delle celebrazioni degli 80 anni di presenza a Pescara, venerdì sera l’ha invitato ad intervenire sul tema “I Gesuiti italiani nel post-concilio”, in un teatro parrocchiale di via del Santuario gremito dal pubblico.

Così padre Sorge, illustrando uno dei suoi ultimi libri “La Traversata: la Chiesa dal Concilio Vaticano II ad oggi”, ha condotto gli spettatori fra i meandri degli ultimi 50 anni di storia d’Italia vissuti da testimone oculare,  dirigendo riviste come “Civiltà Cattolica” e “Aggiornamenti Sociali” o presiedendo, per 11 anni, l’Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe” di Palermo, attirando su di sé le “attenzioni” della Cosa Nostra stragista: «Nel mio libro – ha esordito il gesuita – ho raccontato i cambiamenti intercorsi nella società in seguito al Concilio Vaticano II, cosicché oggi tutti sappiano cosa accadde».

Un racconto partito dagli anni ’60, all’avviarsi di una sconosciuta globalizzazione, al crepuscolo di ideologie e clericalismo: «Il Concilio – ha spiegato padre Sorge – lo si può leggere dai cambiamenti impressi, fra rottura e continuità. La storia della Chiesa è fatta di alti e bassi, così quando tocca il fondo interviene lo Spirito Santo a purificarla, a rifiorirla di vita cristiana». C’è poi il Concilio del passaggio dalla cristianità all’accettazione della laicità positiva: «A Palermo – ricorda lo studioso – negli anni del dominio mafioso giravamo in strada con il Vangelo, ripetendo che la mafia è contro l’uomo e contro Dio e non può essere accettata. Lo Stato era assente e la Chiesa vi ha supplito, formando una coscienza religiosa. Infatti, dopo il sangue versato da Falcone  e Borsellino ho visto una catena umana di 3.000 persone attraversare la città gridando “basta alla mafia”».

Un’altra grande svolta epocale segnata dal Concilio Vaticano II è stata poi quella della Bibbia per tutti: «Quando ero ragazzo – sottolinea l’ex direttore di “Aggiornamenti Sociali” – la Bibbia non l’aveva nessuno, ora invece la Parola di Dio è a disposizione di tutti».

Concluso l’intervento, le domande del pubblico hanno quindi interpellato l’intellettuale gesuita su un suo abituale tema di confronto come la politica e, soprattutto, su come vedrebbe la Chiesa in politica: «La Chiesa – sottolinea padre Bartolomeo Sorge – non deve fare politica: da testimone dell’assoluto, non può diventare testimone di parte. Le scelte politiche devono farle i laici, ma senza rimpiangere l’unità politica del passato: oggi sono finite le ideologie ed è quindi finito il partito unico che nasce ai piani alti. Ripartiamo da don Sturzo: un partito cattolico, adesso, deve essere più agile nascendo dal popolo, a livello locale, con politici che abbiano come punto di forza l’autenticità della loro fede».

Interessanti, infine, i grandi incontri del gesuita come quello con l’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini: «Nel corso di un pranzo al Quirinale – conclude Sorge – Pertini mi confidò:”Padre io sono ateo, ma se Dio c’è io non sono lontano da lui».

About Davide De Amicis (2953 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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1 Comment on In politica, con un partito popolare

  1. Giuseppe // 4 Novembre 2010 a 11:06 //

    Padre Sorge vuole rimettere in campo quello che una volta era la DC , certo un partito di ispirazione cattolica più agile e con politici che abbiano come punto di forza l’autenticità della loro fede. Sarebbe auspicabile un progetto del genere anche se i primi vagiti si sentono nella culla . Abbiamo in passato contestato la troppa egemonia della DC nella nostra vita politica oggi però in molti rimpiangono quel progetto di partito di Don Sturzo di vera ispirazione messianica . Siamo orfani di quell ‘ etica della politica che aveva un preciso riferimento nella cultura storica e morale delle persone ; siamo orfani di quella politica del fare vero che ha rialzato un Paese distrutto dalla guerra . Ci manca soprattutto ritrovarci tutti come Paese , come Nazione , oggi sempre più così divisi tra Nord e Sud , gli egoismi del Nord e i bisogni di un Sud sempre più a sud d’ Europa. Abbiamo fame e sete di un nuovo fermento culturale e civile che sappia restituire la fiducia di un futuro possibile e credibile ai nostri giovani che non può confondersi in quei fenomeni illusori del GF, di Amici e delle serate del Bunga Bunga .

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