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La cultura che divide

Dalla chiusura della libreria “Edison” ai rischi per la biblioteca provinciale, passando per i costi del Festival Dannunziano: una settimana di “bufera” politica

La cultura a Pescara è sulla graticola come mai accaduto prima e si vede. Infatti, dopo la chiusura certa della libreria “Edison”, con il conseguente licenziamento degli otto dipendenti, e quella ventilata della biblioteca provinciale “Gabriele D’Annunzio” l’opposizione, in seno a Comune e Provincia, è letteralmente insorta reclamando un immediato intervento delle rispettive giunte che, di par loro, non si scompongono più di tanto.

Eppure, paradossalmente, se da un lato la crisi economica cancella le librerie, dall’altro nulla può contro quegli irrinunciabili “grandi eventi” culturali, come il “Festival Dannunziano”, che non hanno prezzo per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Albore Mascia, con l’assessore alla cultura Elena Seller, a tal punto da far spendere 90mila euro annui per scomodare l’intellettuale Giordano Bruno Guerri dalla fondazione “Vittoriale degli Italiani”, che presiede, affidandogli il rilancio della kermesse pescarese dedicata al Vate: «Visto che – afferma Moreno Di Pietrantonio, capogruppo del Pd in Consiglio Comunale – i fondi disponibili per la cultura, a Pescara, sono in costante diminuzione e che la dimensione finanziaria della consulenza affidata stride con la scarsità delle risorse, riteniamo che la decisione del sindaco di Pescara, in concorso con la Seller, sia inopportuna sia per la cifra investita che per l’oggettiva mancanza di riguardo nei confronti delle manifestazioni internazionali le quali da sempre, grazie all’abnegazione  ed alla professionalità di alcuni operatori ben individuati, Pescara è in grado di esprimere e che, probabilmente, il dottor Guerri, novello salvatore della patria culturale di Mascia e Seller, neanche conosce».

La seccata reazione del primo cittadino, arriva puntuale sui taccuini de “La Porzione.it”: «La polemica – risponde Mascia – si ritorce contro chi la fa. Se le sottolineature sono per un compenso che corrisponde a due terzi di quanto percepito da un dirigente del Comune di Pescara, paragonandolo ad un uomo come Giordano Bruno Guerri, un genio della cultura italiana e uno dei massimi studiosi al mondo di D’Annunzio il quale, è bene ricordarlo a questi signori (dell’opposizione, ndr) è nato a Pescara, a maggior ragione le polemiche si abbattono su chi le fa. Credo che solo grandi esperienze e personalità possono farci fare un netto salto di qualità. Dispiace solo constatare che, davanti all’interesse di un’intera città, non vi sia una coralità d’intenti».


Tornando alla libreria “Edison”, affondata da un affitto troppo alto, dai tagli alle case editrici, nonché dalla scadenza del contratto di appalto di gestione alla cooperativa “Librare” che la gestisce, emergono altre pesanti accuse rivolte, dai consiglieri d’opposizione, all’amministrazione comunale e provinciale: «Quando ho letto – racconta Paola Marchegiani, consigliere comunale del Pd ed ex assessore alla Cultura – che la libreria “Edison” terminava di esistere , ho provato dolore come per la perdita di una persona cara. Una libreria che abbassa le saracinesche, coinvolge soprattutto chi governa la città, e la classe politica – ma sta facendo qualcosa l’attuale amministrazione? – ha il dovere di intervenire per fermare questo processo di degrado culturale».

Alla Marchegiani, dalla Provincia, fa eco Antonella Allegrino: «Una libreria che chiude – riflette il capogruppo dell’Idv in Provincia – non è solo un triste segno dei tempi di crisi che corrono, ma anche dell’incapacità di chi guida la città e il territorio, di trovare nella cultura una risorsa su cui puntare per il futuro». Rispondono quasi all’unisono il sindaco, Albore Mascia, ed il presidente della Provincia, Guerino Testa: «Riguardo le librerie che, purtroppo, scompaiono – sottolinea il sinadaco – come cittadino me ne rammarico, ma quando leggo certi appelli stravaganti da parte di qualche politico locale sorrido, perché cosa può fare un’istituzione pubblica davanti ad un’impresa privata? Altrimenti, dovremmo dire che il compito delle istituzioni pubbliche diventi quello di occuparsi di imprese private: tutto questo è ridicolo!».

Infine, per la biblioteca provinciale la polemica si estende tutta intorno agli scranni della “Sala dei Marmi”: «Inerte è la Provincia di Pescara – attacca ancora la Allegrino – che boccheggia, ridotta ai minimi termini dai tagli alla cultura, dalla perdita di tre bibliotecarie precarie non stabilizzate e, infine, dalla dichiarazione di inagibilità dopo il sopralluogo post-sisma dello scorso Agosto. Una proposta abbordabile, già avanzata dall’amministrazione, potrebbe essere quella di utilizzare parte del “Mediamuseum” dove la biblioteca, disponendo di 500 metri quadri, raddoppierebbe i suoi spazi».

Esterrefatta è la reazione di Guerino Testa: «Per la smania di dire qualcosa – ribatte stizzito il presidente della Provincia – la consigliera di minoranza Antonella Allegrino, dice tutto ed il contrario di tutto sulla cultura pescarese e sulla biblioteca provinciale. Parlando di una biblioteca che rischia di chiudere i battenti, la consigliera accusa la giunta Testa di essere immobile di fronte ai problemi, ma nello stesso tempo annuncia che proprio la giunta Testa si è attivata per trasferire la struttura nei locali del “Mediamuseum”». Questo è il nodo, intricatissimo, della cultura pescarese che divide la politica e chiude le biblioteche.

Foto Guerino  Testa: www.provincia.pescara.it

About Davide De Amicis (2947 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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