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Senza fili e senza tempo

Il Wi-fi libero: un plauso comune tra lotte di partito, una scala di valori ridisegnata

«Il Wi-fi è libero». È questa la proposta di legge, che tutti ha messo d’accordo, a modifica delle restrizioni del cosiddetto decreto Pisanu del 2005, che ieri il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha annunciato dopo il Consiglio dei ministri. Una novità, portata sul palmo della mano, con l’orgoglio di un bambino che mostra il primo disegno a colori ai suoi genitori, e che ha celato, almeno per il momento, scelte sull’immigrazione, sulla prostituzione, sulla sicurezza, sulla mafia. Non è possibile, però, rinunciare a pubblicizzare l’assenso, il plauso comune, il successo tecnologico di un “problema” tanto vitale, bisogna cogliere l’attimo della comunione, nella baraonda continua di liti e lotte di potere. “Bene comune”, servizio, responsabilità, etica, parole antiche che tutti trovava concordi, almeno nelle ideologie, lasciano spazio ai diminutivi di “wireless” e “fidelity” e annunciano la libertà, la possibilità di non essere controllati, l’indipendenza dai “cavi”, l’emancipazione di burattini a marionette “senza fili”.

«Il libero accesso alla rete – è la convinzione condivisa da Luca Barbareschi, deputato di Fli, che tempo fa intratteneva la nazione con le sue simpatiche gag – è il primo passo per la diffusione della più importante infrastruttura di cui ha bisogno l’Italia, quella tecnologica», tanto da ridisegnare una scala di valori del servizio pubblico dove sanità, istruzione e perché no – con i tempi che corrono – nettezza urbana, cedono i primi posti in una classifica scalata da parole come produttività e work esperience e dove le “analogiche” comunione, condivisione, confronto, relazione sembrano essere sostituite dai “digitali” tutto e subito, ora e in ogni momento.

C’era – ma ai tempi del Qoelet – un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per raccogliere, un tempo per demolire e un tempo costruire, un tempo per gemere e un tempo per danzare, ora non c’è più tempo, ma ogni tempo è buono per essere sfruttato. Allo stesso tempo ed in ogni luogo si sarà qui ed altrove, allo stesso tempo si parlerà con un africano e uno statunitense, allo stesso tempo e in ogni luogo si farà la spesa e si compreranno titoli, allo stesso tempo si lavorerà e ci si divertirà, allo stesso tempo e in ogni luogo si connetteranno smartphone e computer, allo stesso tempo si intesseranno reti di relazioni virtuali e si perderà il tempo per godersi i diversi attimi della vita, il tempo, per amare ed interessarsi di chi è affianco!

About Simone Chiappetta (494 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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1 Comment on Senza fili e senza tempo

  1. Aristide // 6 Novembre 2010 a 14:20 //

    Il tempo. Un’attimo, una vita. Basterebbe che ognuno di noi si fermi a ricordare le cose piu’ importanti della sua vita e sono certo che non ci sara’ mai niente del mondo virtuale. Ma attimi di amore o di dolore, e sempre attimi di realtà. Recuperiamo il nostro tempo e non lasciamo illuderci di essere liberi se poi non siamo in grado di guardare il prossimo negli occhi e comunicare con lui.

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