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Empatia: la capacità di sentire

La seconda edizione del convegno “Ad hoc” al museo delle genti d’Abruzzo di Pescara

Si è tenuta ieri, sabato 6 novembre, la conferenza “Empatia – ovvero: la capacità di sentire”, presso l’auditorium Petruzzi del museo delle genti d’Abruzzo a Pescara. Il convegno, alla sua seconda edizione, è stato curato dall’associazione “Ad hoc” Onlus e patrocinato dal comune di Pescara.

Tema dell’incontro: l’empatia. Un argomento che i numerosi ospiti chiamati ad intervenire hanno sviscerato nelle sue complesse sfaccettature, cercando di delinearne un’identità spesso sconosciuta e posta in secondo piano, ma presente in ogni aspetto della vita di ciascun individuo.

«L’empatia è la capacità di percepire le persone e l’ambiente circostante dal punto di vista dell’altro – ha spiegato il professor Giovanni Visci, primario di pediatria all’ospedale civile di Pescara – in questo senso, giocano un ruolo di primo piano la conoscenza e il controllo delle proprie emozioni, nonché il riconoscimento di quelle altrui, che, per chi lavora a contatto con i bambini, avviene soprattutto tramite segnali non verbali, come lo sguardo o il tono di voce ».

Il professor Marco Alessandrini, psicoanalista e responsabile dell’unità territoriale del centro di salute mentale di Chieti, ha mostrato come l’empatia fa parte della nostra quotidianità: «La parte della mente umana che possiamo chiamare “emotiva” alimenta la vita onirica, che non è solo quella notturna; infatti, gli altri sono, per noi, specchi su cui riversare la nostra emotività. Tuttavia, veniamo anche contagiati dall’emotività altrui, perché fa riemergere qualcosa che abbiamo dentro e spinge per fuoriuscire e prendere forma».

L’empatia travalica l’esistenza umana. «Per me, l’empatia è Dio – ne ha dato testimonianza Ornella Loriga, che ha vissuto la tragica esperienza della perdita della figlia, scomparsa già da alcuni anni – Solo oggi mi rendo conto di come la morte di Giovanna facesse parte di un progetto più grande. Infatti, la sua opera continua ancora oggi, perché il suo breve vissuto, pieno di umiltà,  ha lasciato e lascia traccia in quanti ne vengono a conoscenza».

Specialmente nel contesto educativo, e ancor più in quello dell’insegnamento musicale l’empatia si rivela fondamentale, sia per il docente che per l’allievo. «Quando si parla di empatia, vi associo l’espressione “risonanza empatica” – ha evidenzato Ersilia di Fonzo, musicista, insegnante e musicoterapeuta – Intorno a noi tutto è vibrazione. La vibrazione è un’entità concreta, un’onda di pressione, che si avverte fisicamente. Spesso mi chiedo: è possibile fingere di essere empatici? La risposta è la differenza tra un bravo esecutore e un artista: l’uno esegue un pezzo in maniera perfetta, l’altro fa qualche errore, ma emoziona il pubblico e da quest’ultimo ha un ritorno, perché se ne sente sostenuto emotivamente».

Molti altri relatori hanno proposto vari campi d’azione dell’empatia, catturando l’attenzione dell’auditorium gremito. Il tutto concertato dall’abile guida di Manuela Tabossi Centineo, presidente dell’associazione “Ad hoc” Onlus, attraverso cui, da anni, si occupa di rendere consapevoli di sé nel rispetto dell’altro bambini e ragazzi, grazie all’attività teatrale.

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