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Il “sorpasso” degli aquilani

L’editoriale “ruba” le riflessioni di monsignor Molinari e con lui chiede “saggezza”

La situazione aquilana è come «quando sei in autostrada, piove e cerchi di sorpassare un camion. Davanti non vedi più nulla, ma guai se ti fermi, perché dietro arrivano altre auto». È la riflessione prestata da Vola di monsignor Giuseppe Molinari a fare da editoriale in questa settimana, perché non si può restare in silenzio di fronte alla situazione aquilana, caratterizzata più dalla chiassosa confusione che dall’”ingegno” solidale. Continuano le manifestazioni, “L’Aquila chiama Italia”, ventimila persone tra le macerie, forse meno, «ma il problema non è il numero dei partecipanti. Il problema è: a cosa è servita questa manifestazione?» si interroga l’arcivescovo metropolita di L’Aquila citando tra l’altro il titolo di un quotidiano, all’indomani dell’avvenimento: «Gli infiltrati se ne sono andati, ma le macerie restano».

È chiaro a tutti che il capoluogo abruzzese sia diventato più una passerella per mettersi in mostra e rinfacciarsi le negligenze che la piccola parte dove incarnare la carità, quell’amore che ha caratterizzato i primi aiuti, quell’amore tradito da chi, da una parte e l’altra, ha trovato in L’Aquila un’occasione di vanto, un piedistallo di successo, una “fortuna”!

Ed ora insieme alle case e alle vite si spezzano anche gli aghi delle ultime bussole e le lettere dei punti cardinali, lasciando un popolo – quello che nella città ci vive – sempre più disorientato.  «Le manifestazioni con baci, abbracci e slogan passano – continua Molinari – Ma i problemi restano. E i problemi vanno affrontati in modo caparbio, tenace e competente. E con una forte volontà politica, che vede riunite tutte le forze politiche, fermamente determinate a raggiungere un obiettivo condiviso, che rappresenti il vero bene di tutta la città e il territorio».

Anche le parole dell’arcivescovo, nel procedere del suo discorso, perdono speranza quando continuano a riflettere sulla metafora iniziale del “sorpasso” nella tempesta, che oltre ad «essere pericoloso, è impresa sterile, inconcludente, pazza». Cosciente della incapacità umana a condividere obiettivi di bene comune, Molinari si affida al Signore chiedendo a Lui di aiutare gli Aquilani a mettere da parte gli interessi personali e di partito, di aiutare gli amministratori ad essere un po’ più profeti e meno ragionieri ed uniti per un bene che sta a cuore a tutti, di aiutare il popolo a mostrare l’amore alla città «non con le chiacchiere, le manifestazioni inconcludenti e i convegni che promuovono ideali di città irrealizzabili». Chiede la saggezza per accettare ciò che ormai non è possibile cambiare e per distinguere «ciò che è possibile da ciò che non lo è».

About Simone Chiappetta (467 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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2 Comments on Il “sorpasso” degli aquilani

  1. Caro don Rocco, qui non si raccontano favole! Per quello ti consiglio http://www.pensieridelgufo.it

  2. Rocco Mincone // 29 Novembre 2010 a 21:02 //

    Semplicemente….desidererei vedere scritto qualcosa di positivo! Tra le trasmissioni televisive, gli articoli dei giornali…sembra che non esista più nessuno che faccia qualcosa di buono! Ecchè!!!!

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