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La democrazia che “cade in basso”

Anche la Fuci denuncia la protesta capitolina e chiede toni pacati di discussione e confronto

«La democrazia non si fa in Parlamento, viene dal basso delle piazze». È stato questo il sentire comune che ha caratterizzato le manifestazioni di protesta prima, durante e dopo la fiducia al governo.

Una “democrazia”, però, che ha stravolto il significato del termine “Kratos” non così ovviamente conciliabile con le cariche alla polizia, con le auto incendiate, con le bombe carta, con un centro capitolino distrutto e con tante vetrine infrante.

Le auto distrutte durante la manifestazione (Siciiani-Gennari)

È un popolo, o meglio una parte di popolo, che non si sente ascoltato o che forse non vuole essere ascoltato e che preferisce l’imposizione con la violenza alla fiducia espressa attraverso le elezioni. Un popolo – una parte di esso – che predica democrazia e pratica la dittatura, che non accetta la diversità, il confronto, che probabilmente non sente l’esigenza di lavorare per il Paese con la pazienza del contadino, ma che continua ad essere burattino senza fili di subdoli potenti – immischiati nella folla – e sfrutta la confusione per scaricare e sfogare ansie e tensioni, insieme ad un odio stupido alimentato dalla ignoranza e dalla cattiva informazione.

Una vetrina infranta (Gregorio)

«Le manifestazioni pacifiche degli studenti sono un segnale di cui il Governo deve tenere conto – hanno affermato al Sir Sara Martini e Alberto Ratti, presidenti nazionali della Federazione universitaria cattolica italiana – Così come l’occupazione dei monumenti, un’assoluta novità che può essere il segnale per tornare a valorizzare la cultura come ricchezza dell’Italia intera. Ma quello che è accaduto oggi a Roma non è degno di un Paese civile».

Un popolo – una parte di esso – sceso sulle strade di Roma e sostenuto dai protestanti di Palermo, Catania e Milano probabilmente ignaro dei motivi per cui manifestava: «ci chiediamo il motivo delle manifestazioni sulla riforma universitaria – continuano i presidenti della Fuci – perché oggi, in Parlamento, non si discuteva di questo».

Fino a mezzogiorno e mezza, circa, la manifestazione è rimasta pacifica ma «nel momento in cui si è unita ai centri sociali e a movimenti vari è iniziata una vera e propria guerriglia urbana contro la polizia e le Istituzioni».

Il bianco e nero, oggi, non presenta le due facce, perché per una volta tutti sono d’accordo nel denunciare – o nel peggiore dei casi, nel prendere le distanze dalla manifestazione – una protesta che fa paura e ricorda i movimenti degli anni ’70. Tutti sono d’accordo che la responsabilità non è solo di chi a Roma è arrivato già munito di caschi e martelli, di spranghe e bombette, ma di una Politica che non riesce ad usare toni civili di discussioni. Per questo, raccogliendo il monito del Presidente Napolitano, anche la Fuci invita ad allentare le tensioni nel Paese: «È necessaria una maggiore responsabilità e pacatezza – concludono Martini e Ratti – sia da parte delle Istituzioni, perché le scene che si sono viste alla Camera dei Deputati non aiutano il clima di dialogo e costruttività in Italia, sia da parte dei manifestanti».

About Simone Chiappetta (414 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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4 Comments on La democrazia che “cade in basso”

  1. PREGHIERE PER L’ITALIA E PER IL BENE COMUNE DELLA NAZIONE….
    Cari fratelli e sorelle, in questi tempi difficili, la nostra Italia ha bisogno di preghiere…
    Consacriamola sotto il manto di due grandi santi: San Giuseppe e San Francesco d’Assisi (patrono d’Italia)
    Sarebbe interessante diffonderla e pregare queste due preghiere nelle nostre parrocchie…Il Signore è Misericordioso e ascolterà le nostre preghiere…
    PACE E BENE
    Davide

    Atto di consacrazione dell’Italia a San Giuseppe

    San Giuseppe, sposo di Maria Santissima, madre di Gesù e madre dell’umanità, che hai voluto la nostra Italia disseminata dei suoi santuari, e che sempre hai guardato ad essa con lo stesso amore di predilezione con cui l’ha guardata Gesù, che volle stabilire il suo vicario in terra, il Papa.
    A te, oggi, noi consacriamo questa amata Italia e le sue famiglie.
    Custodiscila, difendila, proteggila! sia pura la fede; siano santi i pastori; siano copiose le vocazioni; sia sacra e difesa la vita; siano sani i costumi; siano ordinate le famiglie; sia cristiana la scuola; siano illuminati i governanti; regni ovunque amore, giustizia e pace.
    Custodisci, difendi, proteggi, o provvido custode della divina famiglia, i nostri giovani, speranza di un mondo migliore, e gli anziani, radici della nostra fede e maestri di vita.
    Ottienici con la tua potente intercessione, unita a quella della tua SS.ma sposa, uomini nuovi che abbiano il coraggio di abrogare le inique leggi contro Dio e contro l’uomo, ereditate da un triste ed oscuro passato.
    Con la tua protezione, o San Giuseppe, continui l’Italia ad essere centro vivo e di civiltà cristiana, faro di luce evangelica a tutto il mondo, terra di Santi per la gloria del Padre Celeste e per la salvezza di tutti gli uomini.
    E, come un tempo scampasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così difendi la santa Chiesa di Dio e la fede delle nostre famiglie da tutte le oscure insidie del male.
    Gesù, Giuseppe e Maria, benedite, proteggete, salvate l’Italia! Ritorni con il vostro aiuto e “per vostra intercessione” a spalancare le porte a Cristo.
    Amen.

    PREGHIERA A SAN FRANCESCO (SANTO PATRONO D’ITALIA)
    Poverello d’Assisi, pensaci tu…

    O santo patrono
    della nostra amata terra
    illumina chi governa,
    perché nulla venga
    a mancare alla povera gente
    e tutta la nazione possa vivere
    giorni tranquilli
    da ogni punto di vista.

    Tu Poverello d’Assisi,
    che lasciasti ogni cosa
    per seguire Cristo,
    donando i tuoi beni ai poveri,
    fa che impariamo da te
    ad essere distaccati
    dai beni della terra
    per essere generosi verso tutti.

    Tu che fosti chiamato dall’Onnipotente Signore
    a ricostruire la chiesa distrutta del tuo tempo
    guida i passi di coloro che sono i rappresentanti
    del popolo italiano, perché nel rispetto delle leggi patrie
    e con una sana ed oculata amministrazione
    riparino i danni provocati all’Italia
    soprattutto nel campo morale, economico e sociale.

    Tu che sei stato scelto dalla pietà popolare
    a proteggere dal cielo il popolo italiano,
    davanti alla superficialità all’arroganza di tanta gente
    muoviti a compassione di tutti noi.

    Ottieni da Dio, Signore buono e misericordioso
    un lungo periodo di pace sociale per la nazione italiana.
    Non più conflitti e litigi, né lotte intestine
    tra diverse fazioni politiche
    ma solo una legittima dialettica
    per raggiungere democraticamente la verità.
    Tu che tutto puoi presso il trono dell’Altissimo
    ottieni da Dio per noi italiani del terzo millennio
    una prospettiva minima di un migliore domani
    senza ansia per il lavoro che manca
    e senza preoccupazione della pensione,
    frutto del nostro lavoro e oculato risparmio di tanti anni.
    Amen

  2. Aristide // 15 dicembre 2010 a 14:58 //

    C’è solo da vergognarsi….
    Ci sono forze politiche che continuamente forniscono protezione a questi delinquenti, che sono una minima parte e di certo non rappresentano i giovani del nostro paese.
    Perchè ogni qualvolta ci sono episodi di violenza la responsabilità è dei “BlackBlocK”? Un gruppo impersonale che già dal nome sembra non essere parte della nostra Italia.
    E poi la violenza verbale dei nostri onorevoli che anche stamattina insinuano che questi siano infiltrati della polizia mandati ad hoc per creare disordini!!! Vergogna!!!
    E’ questro che deve farci riflettere, accusare dei nostri concittadini che per pochi euro rischiano quotidianamente la propria vita per cercare di garantire protezione a tutti noi.
    Avete visto le nostre televisioni, giornali tutte a pubblicare la foto del finanziere con la pistola in mano. Cosa deve fare una persona in quella situazione, lasciarsi uccidere?
    Mi domando perchè oggi in Italia la vita di un pubblico ufficiale non vale niente, mentre continuiamo a santificare dei violenti.???
    E’ ora di finirla, con i centri sociali (di destra e di sinistra) che lasciamo liberi di occupare proprietà private e dello stato dove all’interno nessuna legge è rispettata, torniamo far rispettare la legge e a garantire sicurezza e libertà di espressione pacifica a tutti i cittadini, e non a garantire la libertà di espressione violenta di pochi.

  3. ed è proprio questa cattiva informazione che fomenta i movimenti!!

  4. Giuseppe // 15 dicembre 2010 a 12:07 //

    Quanto accaduto nella giornata di ieri a Roma è certamente l’ apice di un malcontento sociale che da tempo fermenta in seno alla società dei giovani ,soprattutto. Certamente la violenza non è auspicabile ma va privilegiato il confronto delle idee in un cosiddetto Paese democratico . Ma si dice solo a chiacchiere !!! Il panorama politico italiano e chi lo rappresenta oggi è quando di più squallido che questo nostro Paese abbia mai avuto . E’ inutile spandere oro quando questo regime piduista spande odio e veleni contro le future generazioni con provvedimenti legislativi che tappano le ali alla cultura e al dignitoso vivere quotidiano ; quando questo regime si riempi la bocca del cosiddetto liberismo o riformismo lasciando ,poi, ingessato un Paese dove primeggiano solo e unicamente gli interessi di un unico padrone ; quando il premier di questo regime ha stili di vita in stridente contrasto con il vivere quotidiano della gente comune ; quando questo regime affama quanti non si vedono rinnovare dei già miseri contratti di lavoro precario ; quando questo regime distrugge il nostro patrimonio culturale in quella logica di tagli economici ; quando questo regime è il simbolo e protezione della corruzione e delle sue cricche mafiose ; quando questo regime si sente soffocato dalla nostra Carta Costituzionale per non poter perpetrare abusi e dosordini democratici ; quando questo premier di regime usa le donne come merce per i suoi porchi bisogni di divertimento ; quando questo premier di regime ci fa irridere nelle diplomazie mondiali ; quando questo regime taglia fondi ai più deboli della nostra società, ai disabili . E tutto questo in virtù di una politica economica restrittiva dove a pagare sono sempre i soliti noti mentre i furbi del sistema continuano ad evadere al fisco ricchezze incalcolabili che vengono sottratte all’ economia del Paese in termini di servizi alla collettività e del suo ammodernamento. E quando la misura è colma la violenza ha il sopravvento con tutto ciò che ne consegue in termini di distruzione preventiva . Ma spesso la violenza è ben pilotata e bisogna vedere chi c’è dietro , chi la manovra ……. e talvolta si trasforma in violenza di regime attraverso attentati di cui il nostro Paese ha tristi ricordi ….tanto per riportare ” ordine ” e paura nel Paese.
    E se l’ esempio deve venire dall’ alto in questi giorni ci sono stati solo esempi negativi da coloro i quali inneggiano al confronto , al dialogo democratico perchè è passata l’dea che il più forte in termini economici è capace di comprare le coscienze degli individui , la loro libertà di pensiero ,il loro posizionamento all’ interno di uno schieramento politico, ed è un messaggio molto molto pericoloso in una democrazia perchè è il tentativo di voler azzerare il libero confronto delle idee in una logica di asservimento al regime . E siccome la natura umana ha le sue debolezze questo rischio è ancor più concreto di mille dibattiti democratici se non si assume una coscienza civica culturale di responsabilità che sappia restituire dignità al libero confronto democratico , sia da destra , dal centro e da sinistra .

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