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Il gelo, nemico dei senzatetto

Cinque i clochards trovati morti in questi giorni mentre a Pescara “avanzano” i lavori del dormitorio

Dopo la donna ucraina e il cingalese senza tetto vittime del gelo a Milano, altri due clochard hanno perso la vita ieri. Un uomo di 54 anni – conferma l’agenzia Ansa – è stato trovato morto nella mattinata di ieri nel centro di Torino, in un giaciglio di fortuna, così come un altro uomo sarebbe stato rinvenuto a Varese.

Anche Pescara “piange” la scomparsa di un polacco di 47 anni, in una baracca abusiva nel parco D’Avalos. A dare l’allarme sarebbe stata la moglie che era con lui. Secondo le prime informazioni – afferma il Tgcom – l’uomo sarebbe morto per un malore, ma senza dubbio le condizioni dell’immigrato non saranno state aiutate dalle temperature sottozero di questi giorni.

La notizia, passata in secondo piano su tanti rotocalchi, non ha lasciato indifferente la Caritas diocesana. «È assurdo – afferma don Marco Pagniello, direttore della Caritas locale – sentire notizie del genere. In città evolute come le nostre ancora si rischia di morire per il freddo!». È sconcertato il direttore della Caritas e forse anche un po’ rammaricato per non poter offrire – nonostante il lavoro profuso dalla Chiesa locale – ai senzatetto della zona di Pescara, una dimora consona alle loro esigenze. «Sono passati già quattro anni – continua don Marco – da quando il dormitorio è stato chiuso. Purtroppo non avevamo nulla in mano per un “trasloco”. Ora i lavori sono iniziati, ma attendiamo ancora alcuni finanziamenti promessi. A Pescara abbiamo accolto una quarantina di senzatetto, in questa emergenza meteo, in alcuni alberghi della zona, ma non tutti conoscono questa possibilità e ancor peggio, tanti rifiutano l’idea di dormire in una stanza attrezzata di un hotel».

Parla, il giovane prete, della struttura in costruzione in via Alento, a Pescara, a pochi passi dalla casa circondariale e dalla parrocchia di San Gabriele dell’Addolorata. «Il progetto – che ingloba anche una mensa – prevede una spesa superiore ad un milione di euro. 500mila euro, offerti dalla Chiesa italiana, sono già a nostra disposizione, insieme ad una altra somma messa da parte dalle comunità locali, ora attendiamo i soldi del Pubblico».

About Simone Chiappetta (414 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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1 Comment on Il gelo, nemico dei senzatetto

  1. GIUSEPPE // 20 dicembre 2010 a 11:35 //

    I senza tetto, meglio conosciuti come clochard , sono senza dubbio i dimenticati del mondo cosiddetto civilizzato , il nostro dove siamo ficcati dentro . Quelli che incutono paure, timori, per la loro ” diversità ” di vita , così sporchi e trasandati , così ubriaconi . Questi che ci rompono sempre a chiedere l’ elemosina con quelle mani luride che ci fanno ribrezzo al solo pensiero di doverci mettere dentro uno spicciolo di euro. Eh si, proprio loro questi pezzenti ” morti di fame ” che vivono allo stato animale ! Come li vorremmo fuori dalle scatole , come ci danno fastidio !!!
    Ecco come la nostra società opulenta riccona e spendacciona considera questi esseri umani …il nulla da considerare nulla del nulla !!! Perchè mai una società civile che si affanna in questi tempi vicino al Natale tra luci festose e vetrine addobbate al pronto consumo deve preoccuparsi di questi esseri immondi ? E’ la storia dell’ uomo che si ripete , è la lotta continua tra poveri e ricchi di un mondo dove la giustizia sociale non ha ancora trovato la sua vittoria. Eppure il Natale dovrebbe incsegnarci a tutti la storia di una famiglia , di una donna ormai pronta al parto , alla quale fu rifiutata l’accoglienza ma che dal quel parto nacque Colui il quale ci insegnò ad amare l’ ultimo degli ultimi , il più povero dei poveri . Ma noi società opulenta stiamo per festeggiare l’ennesimo Natale nel nostro totale egoismo ,nella nostra totale avidità infischiandocene di uomini, nostri simili , privi del minimo stostentamento e il più delle volte vittime del nostro rifiuto al loro aiuto , vittime sacrificali di una società omertosa . E le loro morti al gelo sono notizie che non ci sfiorano di un minimo , i loro drammi , i pianti delle loro mogli , dei loro bambini . E allora celebrare questo Natale è come celebrare il nulla , niente , perchè non ci ricorda niente ; non è come ricordarsi di un nostro compleanno , del nostro anniversario di matrimonio, della nostra laurea , della nascita di un figlio . Niente , il vuoto mentale …i cuori di pietra ! ” E il Verbo venne al mondo …si fece carne …. ma il mondo non lo riconobbe ” …ieri, oggi e domani !!!

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