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D’Alfonso dialoga col Pdl, Mascia scrive a Berlusconi

D’Alfonso rientra in politica presentando un libro sul futuro dell’Abruzzo, dialogando con il Pdl. Mascia, però, non ci sta

Nonostante la “bufera” giudiziaria del 2008 l’abbia spazzato via dalla politica oggi, a più di due anni di distanza, Luciano

Luigi Albore Mascia, sindaco di Pescara

D’Alfonso rappresenta ancora uno “spauracchio” per il Pdl pescarese, soprattutto per l’attuale sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, a cui è bastato vedere il coordinatore regionale del suo partito Filippo Piccone, intervenire febbricitante alla presentazione dell’ultimo libro di D’Alfonso, tenutasi lo scorso 29 Gennaio a Celano, per scrivere indignato al presidente del Consiglio Berlusconi, gridando all’”inciucio D’Alfonso-Pdl” e minacciando di riconsegnare la propria tessera di partito, accompagnata da quelle di altri esponenti della giunta comunale.

È stata un reazione furiosa quella di Mascia, per molti inaspettata ed ingiustificata, ma comunque le ragioni della polemica sembrano coincidere proprio con “Le ragioni dell’Abruzzo”, il libro-intervista che l’ex sindaco di Pescara ed ex segretario regionale del Pd presentò, lo scorso venerdì 10 Dicembre in un teatro “Circus” di Pescara gremito dalla folla, annunciando il suo ritorno in politica. Un’opera in cui D’Alfonso, incalzato dalle domande dello storico Umberto Dante, descrive quelle che sono le “questioni aperte”, i nodi da sciogliere per far vivere alla regione una nuova stagione di sviluppo.

Filippo Piccone, coordinatore regionale del Pdl

Del resto D’Alfonso, da buon vecchio stratega democristiano qual’era, ci sa fare ed ha coinvolto la politica regionale in un autentico confronto politico trasversale sul futuro dell’Abruzzo e dei suoi assetti politici. Non a caso, in questi giorni, si arriva ad ipotizzare la nascita di un nuovo laboratorio politico che vedrebbe in Luciano D’Alfonso, ritenuto troppo ingombrante dal Pd per le prossime sfide elettorali, allearsi con il suo amico Daniele Toto, per ora coordinatore regionale di Futuro e Libertà, ma un domani possibile candidato sindaco di Manoppello.

Ma al di là di queste supposizioni, ad oggi, in casa Pdl è scoppiata una gran bella grana, grazie alla lettera che, oltre a Berlusconi, il sindaco di Pescara Albore Mascia ha inviato ai vertici nazionali e regionali del partito, Gianni Letta, Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri, Dennis Verdini, Gaetano Quagliarello ed anche allo stesso Filippo Piccone e a Fabrizio Di Stefano, sostenuta dalle firme degli assessori comunali Pdl Marcello Antonelli, Guido Cerolini, Isabella Del Trecco, Massimo Filippello, Cala Panzino, Roberto Renzetti, Nicola Ricotta ed Eugenio Seccia: «Quanto abbiamo raccontato – scrive Mascia nella lettera (dopo aver riportato i fatti di Celano, ndr) – esprime appena la nostra delusione e la nostra indignazione contro un’umiliazione gratuita e ostentata, inferta da colui (Piccone,ndr) che dovrebbe rappresentare noi e quei 40mila cittadini di Pescara che hanno votato ed eletto la nostra amministrazione proprio contro tutto quanto Luciano D’Alfonso e la sua politica hanno rappresentato e rappresentano».

Sono parole scritte con rabbia, quelle presente nella missiva volta a sollecitare il capo del Governo ad un’azione chiarificatrice

Gianni Chiodi, Presidente della Regione Abruzzo

nel centro-destra abruzzese. Nel frattempo, la reazione del sindaco di Pescara coglie tutti di sorpresa, ricevendo sia le ovvie critiche dell’opposizione, ma soprattutto molte espressioni di dissenso da parte dei suoi colleghi di partito: «Sono sorpreso – ha commentato Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo – dalla reazione del sindaco Mascia a un evento, che dovrebbe essere di ordinario confronto.

L’auspicio è che il buon senso possa tornare ad ispirare i comportamenti di tutti e che cessi ogni polemica che possa distrarci ulteriormente dall’obiettivo più importante e urgente: dare risposte ai cittadini». Sulla stessa linea, si mostra anche il vice coordinatore regionale del Pdl, aggiungendo: «La miglior risposta – afferma Fabrizio Di Stefano – che Luigi Albore Mascia può dare, da ottimi amministratore quale lo ritengo, è quella sul campo, attraverso l’operato del suo governo, superando nei risultati le precedenti amministrazioni, confermano così la bontà della scelta, che facemmo a suo tempo, di candidarlo alla guida del Comune di Pescara».

E se perfino i suoi colleghi di partito hanno definito fuori luogo una tale alzata di scusi, l’opposizione in seno a Palazzo di Città ha richiamato fortemente all’ordine il sindaco di Pescara: «Ci piacerebbe leggere sui giornali – ironizzano i consiglieri comunali del Partito Democratico – una lettera del sindaco Mascia a Berlusconi per richiedere finanziamenti per importanti opere pubbliche per la nostra città e non una richiesta d’aiuto per risolvere i suoi problemi all’interno del Pdl».

Non è da meno, a livello nazionale, il senatore abruzzese Luigi Lusi, partecipe alla presentazione “incriminata” dell’ultimo libro di D’Alfonso e quindi testimone del presunto “inciucio” fra l’ex sindaco di Pescara e Piccone: «Stupiscono le dichiarazioni di Mascia – dichiara Lusi, vice presidente della Commissione Bilancio del Senato – quando si assiste al crollo dell’impero, come questa fase storica disegna, i vassalli accorrono verso l’imperatore e li suggeriscono di tagliare la testa a coloro che suggeriscono di usarla, invece che fare il gesto delle scimmiette, non vedo, non sento, non parlo mentre l’impero svanisce».

E non si è fatta attendere neanche la protesta degli esponenti di Futuro e Libertà in Provincia , raccolta nelle parole di Gianni Teodoro: «Di certo – osserva il capogruppo di Fli in consiglio provinciale – i cittadini sono stanchi ed amareggiati per lo spettacolo davvero deprimente che offre questo tipo di politica, sempre più distante dai bisogni della gente ed incapace di affrontare le difficoltà del mondo delle imprese. Per questo, invito il sindaco di Pescara a lasciare carta e calamaio ed a rimboccarsi le maniche, similmente all’uomo saggio che costruisce la sua casa sulla roccia , per migliorare la qualità della vita dei cittadini di Pescara».

Insomma, viste le critiche piovute sia dagli scranni amici che da quelli dell’opposizione, sembra proprio che la lettera scritta da Mascia si sia rivolta contro il suo stesso autore, come nel più classico dei boomerang. Infatti, ad appoggiare il sindaco di Pescara, sono rimasti solo il senatore del Pdl Andrea Pastore, con il capogruppo comunale Lorenzo Sospiri ed il suo vice Armando Foschi. E se a questo aggiungiamo che tutti gli interlocutori in questione, D’Alfonso su tutti, hanno chiarito che non c’è nessun inciucio, per molti non vi sarà altra possibilità che affermare: “Tanto rumore per nulla”.

About Davide De Amicis (2658 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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