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About Simone Chiappetta (444 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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1 Comment on Il “meraviglioso” fenomeno di piazza Tahrir

  1. giuseppe // 18 febbraio 2011 a 10:57 //

    Ora che in Egitto si sta a bocce ferme , diciamo, siamo in attesa di eventi diretti ad imprimere quel processo di Democrazia tanto auspicato con la rivoluzione di piazza Tahrir. Evvero, quel moto rivoluzionario dei giovani egiziani ha accomunato la fede cristiana e quella mussulmana in quel grido di libertà e di pace che non può avere barriere ideologiche e di credo quando è in gioco la libertà di tutti gli uomini , la dignità delle persone , le speranze dei tanti giovani , il loro futuro . Di certo, è una bella pagina per la storia di quel Paese , di quel popolo dalla storia e cultura millenaria .
    Ma nulla è però ancora chiaro in Egitto. L’ euforia e la fame di libertà di tutti quanti sarà in grado, ora passata la sbornia rivoluzionaria , di vedere uniti i fratelli mussulmani con quelli cristiani in quel progetto comune di fratellanza e di unione del popolo ? Gli assetti politici sono ancora lontani da essere ben definiti ; i fratelli mussulmani cominciano a scalpitare per un loro ruolo nella società ; i gruppi fondamentalisti islamici sono pronti a dettar legge anche attraverso possibili attentati dendenti a destabilizzare l’ Egitto e far cadere il Paese nel caos ; i cristiani sono in mezzo e minoritari . In un panorama del genere rincuora tutta l’ area del mondo arabo le nuove sommosse popolari in Iran dove i capi religiosi di natura fondamentalista islamica vedono venir meno il loro gradimento ad opera delle masse . E questo è un segnale molto importante per tutta l’ area araba . Questo significa , cioè , che il fondamentalismo islamico ( che poi non è altro che una vera e propria dittatura religiosa ) non è più un collante delle masse ; questo significa che ogni forma dittatoriale ha un suo clico storico che prima o poi vede il suo crollo inevitabile . E, allora , è in questo umus che va seminato il dialogo culturale-religioso tra cristiani e mussulmani per riportare la pace in quelle terre ; ed è qui che il ruolo dei cristiani deve giocare le proprie carte nei valori dell’ amore , della solidarietà ,dell’ accoglienza e della carità per egersi a garante della tolleranza e del rispetto religioso ; per testimoniare attraverso la propria storia di fede , se ce ne fosse ancora bisogno , di avere tutte le credenziali di un vivere comune in nome di un Dio e Padre di tutti.

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