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Quando il disagio diventa bullismo

Dieci i casi registrati nel 2010 dall’unità operativa di Neuropsichiatria di Pescara

Di questi tempi, i nostri figli sono costretti a crescere da soli, abbandonati da genitori insicuri e troppo spesso assenti,

I relatori

magari per lavoro, o peggio, perché coinvolti in drammi familiari sfocianti in separazioni e divorzi. Una solitudine fatale, che crea un disagio, in molti casi, chiamato bullismo. Se n’è parlato ieri pomeriggio in una tavola rotonda, organizzata da “Telefono Azzurro”, ospitata dalla Provincia di Pescara che ne ha curato il patrocinio, insieme all’amministrazione comunale.

Del resto, il bullismo è un malessere sociale del nostro tempo, che è cresciuto con l’evolversi dei nuovi mezzi di comunicazione di massa. Sì, oggi si parla di “cyberbullismo” perché anche chattando, telefonando e pubblicando foto e messaggi su Internet è possibile, per un ragazzo, mortificare e danneggiare un proprio coetaneo. A confermarlo è l’ottavo “Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza” che “Telefono Azzurro” ha realizzato con l’“Eurispes”, scoprendo che già nel 2007, su un campione di 1680 bambini di età compresa fra i 7 e gli 11 anni e 1950 adolescenti tra i 12 e i 19 anni, il 27,5% dei bambini e il 35,6% dei bambini ha dichiarato di subire costantemente atti di bullismo, quali provocazioni e prese in giro.

Il pubblico presente

E il dato nazionale è confermato anche a Pescara: «Ultimamente – spiega la dottoressa Elena

La dottoressa Elena Gennaro

Gennaro, responsabile dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Civile di Pescara – arriviamo a ricevere 10 casi all’anno di ragazzi che hanno subito maltrattamenti. Ma qual è l’identikit del bullo: «È un ragazzo più forte della vittima – aggiunge la dottoressa Gennaro – caratterizzato da una spiccata autostima. Inoltre, è un personaggio molto seguito dai compagni ed agisce sprovvisto di quell’empatia che gli permette di calarsi nei panni di colui che subisce».

Il magistrato Camillo Romandini

Laddove, poi, non si intervenga tempestivamente, ecco che il bullismo può sfociare nella delinquenza: «Nessuno è delinquente dalla nascita – osserva il dottor Camillo Romandini, presidente del Collegio Penale del Tribunale di Pescara – ma può diventarlo. Così, noi magistrati giriamo nelle scuole, cercando di sensibilizzare gli studenti al rispetto delle regole. Infatti, i bulli diventano tali proprio perché non c’è nessuno che si ferma a spiegarle loro». Un’aggravante che, in aggiunta, contribuisce a crescere una generazione di bulli è quella del sistema mediatico che, attualmente, produce programmi televisivi che promuovono la violenza fisica o verbale, di cui i ragazzi sono spettatori passivi.

Davanti a tutto questo, però, ha reagito la professoressa Erminia Turilli, docente della scuola media

La professoressa Erminia Turilli

“Rossetti-Mazzini” che ha avviato il progetto “Bulli, no grazie”: «Abbiamo formato un’equipe – annuncia la docente – di psicologi, assistenti sociali ed avvocati che, applicando una politica formativa antibullismo, sono riusciti a dimezzare il fenomeno, a scuola, nell’arco di soli dodici mesi».

Comunque, a livello nazionale, il monitoraggio eseguito da “Telefono Azzurro” è costante: «Quello che noi promuoviamo – sottolinea il dottor Giovanni Salerno, referente del settore scuole di “Telefono Azzurro” – è la cultura dell’ascolto, sia delle vittima che del bullo. Solo tra l’Ottobre 2008 ed il Dicembre 2009, abbiamo ricevuto circa 5.660 segnalazioni, fra cui molti casi di bullismo, che affrontiamo organizzando percorsi formativi con laboratori di prevenzione primaria e realizzando campagne informative, rivolte ad insegnanti e genitori».

About Davide De Amicis (2829 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero ed è direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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