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Midollo osseo, donarlo per salvare la vita

Oggi a Pescara si celebra la prima giornata di sensibilizzazione per la donazione di midollo osseo, voluta da Admo e Capitaneria di Porto

Capitaneria di Porto e “Admo”, Associazione donatori di midollo osseo, due entità apparentemente incompatibili fra loro e, invece, accomunate da quella solidarietà che entrambi esprimono quando in gioco ci sono delle vite da salvare, in mare o su di un letto d’ospedale, a tal punto da sancire una partnership da cui è nata la prima “Giornata nazionale di sensibilizzazione per la donazione del midollo osseo” intitolata “Sull’onda della solidarietà”, che si celebrerà quest’oggi, in contemporanea nelle quindici città capoluogo ospitanti i comandi di Direzione Marittima della Capitaneria di Porto.

Fra queste, sarà proprio Pescara ad ospitare l’evento centrale, in aeroporto presso la sede del terzo Nucleo Aereo della

Il comandante Pietro Verna con Paola De Angelis

Guardia Costiera a partire dalle ore 10, caratterizzato da diversi momenti di informazione ed approfondimento sul tema delle donazioni e dei trapianti, anche grazie alla presenza del professor Franco Papola, presidente regionale Admo e direttore del Centro Tipizzazione tissutale dell’ospedale San Salvatore di L’Aquila: «Questa giornata – ha spiegato Pietro Verna, comandante della Direzione Marittima Abruzzo-Molise – nasceva dalla volontà di organizzare una campagna informativa, rivolta ai militari della Guardia Costiera, costituita da una serie di incontri preparatori già svolti in tutti i comandi d’Italia».

Uno degli obiettivi della manifestazione è indubbiamente quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, per vedere così aumentare il numero dei donatori di midollo osseo in Abruzzo, e quindi in Italia: «Attualmente – spiega l’avvocato pescarese Paola De Angelis, presidente nazionale Admo – nel nostro paese figurano 390mila donatori e la nostra sfida sarebbe quella di arrivare presto a 500mila». Del resto, un trapianto di midollo osseo può davvero salvare la vita, ma la probabilità di trovare un donatore compatibile è di 1 su 100mila e solo un quarto dei pazienti lo trova in famiglia: «Nella maggior parte dei casi – aggiunge Paola De Angelis – bisogna puntare sui donatori estranei di midollo, persone disposte a compiere un gesto di solidarietà estrema, in quanto disposte ad aiutare chi, probabilmente, non si conoscerà mai».

Persone che fortunatamente non mancano neanche in Abruzzo, dove si possono contare 5.200 volontari e circa 40 trapianti di midollo osseo, rispetto ai 4.000 della media nazionale: «Anche nella nostra regione – ha ricordato Daniela Mascioli, vice presidente di Admo Abruzzo – i donatori dovrebbero salire a quota 8.000. Solo così diventeremo autosufficienti, coprendo interamente il nostro bacino d’utenza potenziale». Ma per essere donatori idonei, l’età deve essere compresa fra i 18 ed i 39 anni e infatti, non a caso, alla kermesse pescarese sono stati invitati tutti gli studenti delle scuole superiori pescaresi.

About Davide De Amicis (2632 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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1 Comment on Midollo osseo, donarlo per salvare la vita

  1. romina // 12 aprile 2011 a 11:04 //

    scusa se mi permetto, sono perfettamente daccordo sulla donazione del midollo, tant’è che io sono un associata ADMO ( purtroppo non ho potuto diventare donatrice per una malattia al sangue che non mi consente di essere idonea) però avrei un… appunto da fare: qualche tempo fà partecipai ad una manifestazione ProAdmo ed in quell’occasione si invitavano le persone a sottoporsi agli esami del sangue per diventare potenziali donatori. Ho coinvolto degli amici che hanno assecondato questo mio desiderio e si sono prestati a questa nuova avventura…premetto che ho dovuto contattare il Centro trasfusionale per sei mesi prima di poter avere un appuntamento per il prelievo…dopo tanto siamo riusciti a fare questi prelievi del sangue e…tutto finito!! Io spinta da mitivazioni personali ho insistito e cerco sempre di fare informazione però…credo che il sistema organizzativo dell’associazione vada rivisto e migliorato…bisogna fare sempre informazione e ti ringrazio di aver pubblicato questo link

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