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L’immigrazione? “Un problema europeo”

La Commissione Europea, sta elaborando nuove strategie per gestire l’afflusso dei migranti in Europa. Perplessità sul “Trattato di Schengen”

Solidarietà e sicurezza, sono questi i principi fondamentali che la Commissione Europea ha posto alla base della strategia, allo studio in questi giorni, ora passata al vaglio del Consiglio e del Parlamento Europeo, elaborata per affrontare la questione immigrazione, che da mesi coinvolge l’Italia e i paesi del nord Africa, trattandola come un “problema europeo”.

Cecilia Malmström, Commissario Europeo

Un tema su cui Cecilia Malström, commissaria europea agli affari interni, chiede una risposta rapida e comune: «È chiaro – ha affermato la Malström – che l’Unione ha bisogno di una politica comune forte in materia di asilo e migrazione». L’obiettivo della strategia, che punta a rafforzare i controlli alle frontiere, a completare il sistema comune di asilo, ad una migrazione legale “più mirata”, a garantire un’integrazione dei migranti e ad un rapporto strategico con i paesi terzi in materia di immigrazione, punta infine a garantire una risposta rapida ed efficace dell’Unione Europea.

Inoltre, il documento che la Commissione pone in discussione riconosce come “alcuni Stati membri

Pattuglie italo-francesi alla confine di Ventimiglia

sono esposti più direttamente degli altri agli arrivi dei migranti (il riferimento è all’Italia e a Malta, ndr), ma questo fenomeno non può essere affrontato solo a livello nazionale: è necessaria una mobilitazione comunitaria”. In sintesi, da un lato l’Unione Europea non può restare indifferente a quest’ondata migratoria, dall’altro deve comunque regolarizzare l’afflusso dei migranti provvedendo, laddove necessario, ai rimpatri: «L’Unione Europea – ha aggiunto il commissario europeo agli affari interni – deve rispettare la propria vocazione e rappresentare un rifugio per coloro che necessitano di protezione e, al tempo stesso, dimostrare solidarietà sia ai paesi nordafricani, che stanno accogliendo la maggior parte dei migranti provenienti dalla Libia, sia a quelli Stati membri che si trovano ad affrontare i flussi più intensi di migranti via mare».

Non solo, perché la Commissione sottolinea anche l’importanza che i gli immigrati potrebbero avere, in termini di forza lavoro, nel colmare le carenze di manodopera previste in vari settori e a riequilibrare il declino demografico della popolazione attiva europea. Ma tornando ai fatti, nel documento che l’esecutivo europeo sottoporrà alla riunione del Consiglio straordinario giustizia e affari interni del 12 Maggio, a cui seguiranno le discussioni in materia di migrazione, nel Consiglio europeo del 24 Giugno, la vera partita sull’immigrazione si giocherà sull’eventuale revisione del “Trattato di Schengen”, l’accordo comunitario che prevede la libera circolazione dei popoli all’interno dell’Unione Europea, senza controlli alle frontiere.

Un’eventualità, nata in conseguenza del duro “braccio di ferro” recentemente intercorso tra Francia e Italia, riguardante l’ospitalità dei migranti: «La libera circolazione delle persone – si legge nel documento europeo – attraverso le frontiere Ue, è un risultato importante che non deve essere rovesciato. È per questo che la Commissione ha proposto un meccanismo di valutazione migliore, per garantire l’effettivo controllo delle frontiere esterne». Uno scenario, quest’ultimo, che preoccupa non poco i fautori dell’”Europa dei popoli”.

About Davide De Amicis (2421 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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