Ultime notizie

Questione di stile

La risposta della Chiesa alla casta anticlericale e laicista

Ora, parlo io, perché siamo in una democrazia il cui asse portante è: «Io penso questo, tu pensi quello, quindi ognuno pensa qualsiasi cosa». Bene, io sono cattolica e penso, in seguito a quanto accaduto nelle ultime settimane di agosto, di avere due seri problemi. Il primo è che sono perseguitata e discriminata dalla cattofobia dilagante e da un nuovo rigurgito di anticlericalismo laicista. Volete le prove? Eccole, in duplice copia. Durante la GMG in Spagna, prima ancora dell’arrivo del Papa, sono scese in piazza alcune migliaia di persone che, sotto il nome un po’ caraibico di «indignados», hanno protestato contro i costi della manifestazione con lo slogan «Zero delle mie tasse al Papa»: la Chiesa costa, la Chiesa ostenta, la Chiesa grava sulla Spagna già piegata dalla crisi economica. Le sensate argomentazioni degli «indignados», rivolte contro i pellegrini, sono state: «Andate a messa», «Papa nazista», «Il tuo zainetto lo pago io, mettici i preservativi».

Intanto, parallelamente a questa protesta e in concomitanza con la manovra finanziaria presentata dal nostro Governo, il delirio è propagato in rete, principalmente nei social network. Una pagina di Facebook, intitolata «Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria», ha superato in pochi giorni i 139 mila iscritti, sostenendo una tesi fastidiosamente semplicistica e strumentale: la Chiesa Cattolica usufruirebbe di ingiusti privilegi economici, come l’esenzione dall’Ici e da altre tasse, ed in una fase di crisi economica, come quella che stiamo vivendo, tali privilegi andrebbero cancellati. Si è aggiunta, in questi giorni, un’altra pagina su Facebook che, con le stesse infondate rivendicazioni e insulti gravissimi, verificabili sulla bacheca aperta, già conta più di duemila iscritti che, addirittura, inneggiano alla rivoluzione, con questo slogan: «Vaticano assaltato e preso dal popolo italiano».

Riassumendo, questo è il mio primo problema: sono cristiana e la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, nella quale credo e cui appartengo, è percepita come un parassita dello Stato, quindi, anche io, sono percepita come tale.

Il mio secondo problema, poi, è l’imbarazzo che provo al pensiero che, se i primi cristiani per difendersi sfidarono i leoni e abbracciarono il martirio, io, invece, seduta al mio PC, a suon di «post», mi trovo a difendere il cristianesimo da sedicenti liberi pensatori che, a ben vedere, non sono altro che un gruppo di inconsapevoli disinformati e qualunquisti, che si lasciano abbindolare da tesi semplicistiche, o di consapevoli rancorosi che, pur di sputare sulla Chiesa, colgono qualsiasi pretesto e lo diffondono alla velocità di mouse. Volete la prova anche di questo? Eccola. Dunque, riguardo ai costi della GMG, è stato reso noto, per rispondere alle polemiche pretestuose, che a guadagnarci è stata proprio l’economia spagnola: oltre cento milioni di euro, quattro volte superiori a quelli realizzati nello stesso periodo di agosto dell’anno scorso, sono stati incassati da commercianti e ristoratori. La GMG, con la partecipazione di quasi due milioni di giovani, è stato il più grande avvenimento, non solo ecclesiale, svoltosi negli ultimi dieci anni in Spagna e nessun euro è stato a carico dei contribuenti spagnoli, del governo spagnolo o delle amministrazioni locali: le giornate sono state completamente autofinanziate dai giovani, dalle diocesi e da 165 sponsor. É stato diffuso anche un comunicato che elenca dettagliatamente, voce per voce, le entrate e le spese sostenute.

Riguardo alle agevolazioni fiscali di cui godrebbe il Vaticano, il primo errore, innanzitutto, sta nell’identificare la Chiesa Cattolica con il Vaticano, il secondo, invece, nel dimenticare che il Vaticano è uno Stato estero come la Repubblica di San Marino, ha un suo ordinamento tributario indipendente da quello italiano e, quindi, non si capisce perché spetterebbe ad esso risanare il nostro bilancio pubblico. Riguardo la questione dell’Ici, poi, la Chiesa la paga regolarmente, per gli immobili dati in affitto e per le strutture alberghiere. L’esenzione dall’Ici, come recita la legge 222/1985, è riservata solo agli «immobili destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche ricettive, ricreative o sportive, nonché delle attività di religione o di culto»: non la pagano come la Chiesa anche tutte le onlus, comprese le Coop, che hanno i medesimi fini, ma naturalmente questo non provoca lo stesso scandalo. Questa campagna laicista e anticlericale, quindi, finirebbe per aggredire quel poco di protezione sociale che è rimasto in piedi in Italia: ospedali, scuole per l’infanzia, oratori, doposcuola, mense dei poveri, attività della Caritas. Per quanto riguarda l’8 per mille, la questione è ancora più semplice perché, cosa ci faccia la Cei con quei soldi, lo può vedere chiunque sul sito della Conferenza Episcopale. Inoltre, ogni anno, la Cei acquista una pagina di Corriere della Sera, Repubblica, Sole 24 ore e Avvenire, dove pubblica il resoconto dettagliato della destinazione dell’otto per mille. Consultabile anche il sito internet www. 8Xmille.it e la pagina 418 di Televideo Rai.

Sintetizzando, quindi, l’ultima trovata della setta anticlericale italiota e non, è quella di combattere e screditare la Chiesa Cattolica facendole i conti in tasca e facendoli, per giunta, male.

Quanto detto, concludendo, mi configura come cattolica appartenente ad una minoranza perseguitata e ingiustamente screditata, alla quale si è tentato di impedire di manifestare, nell’ultimo ritrovo mondiale, in maniera libera e pacifica. Se la logica cristiana fosse la logica del mondo, tutto questo ci autorizzerebbe d’ufficio a scendere in piazza contro il movimento laicista e anticlericale, a mo’ di «Se non ora quando», di rivendicare il rispetto nella società e nelle manifestazioni pubbliche delle «quote… di paradiso», di organizzare carrozzoni carnevaleschi al grido di Catto Pride, dai quali sbeffeggiare ed insultare questi liberi pensatori, sbattendo sulla loro faccia la Bibbia, la Costituzione e, visto il livello delle bacheche delle pagine Fb citate, anche una buona grammatica italiana. Sì, saremmo autorizzati d’ufficio a comportarci così, come rappresentati di una parte calunniata e perseguitata, se fossimo del mondo, ma noi siamo nel mondo e quello che siamo chiamati a fare non è offendere chi ci offende o difenderci da chi ci accusa, ma rendere ragione della speranza che è in noi; infatti, a tutto questo odio, abbiamo risposto e continueremo a rispondere così: camminando fiduciosi «fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio», come ripeteva Agostino (De Civitate Dei 18, 51, 2). La Chiesa non ha bisogno di cristiani risentiti e rabbiosi, neanche di cristiani facilmente entusiasmabili, ma di cristiani consapevoli della crisi che attraversa la vita cristiana, della secolarizzazione e della perdita del senso del sacro che si sta verificando in tanti Paesi, soprattutto di antica tradizione cristiana; la Chiesa ha bisogno di cristiani impegnati per la riforma della chiesa, di cristiani adulti che credono che la menzogna ed il pregiudizio si battono con la forza della verità, la conversione dei cuori e la testimonianza nella vita. «Ciò di cui abbiamo soprattutto bisogno in questo momento della storia – ha detto Joseph Ratzinger qualche settimana prima di diventare Papa – sono uomini che, attraverso una fede illuminata e vissuta rendano Dio credibile in questo mondo. La testimonianza negativa di cristiani che parlavano di Dio e vivevano contro di Lui, ha oscurato l’immagine di Dio e ha aperto la porta dell’incredulità. Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da lì la vera umanità… Soltanto attraverso uomini che sono toccati da Dio, Dio può far ritorno presso gli uomini» (Subiaco, 1 Aprile 2005). E cristiani così non si nasce, lo si diventa a cominciare da giovani. Come? Così come è accaduto, proprio durante la GMG, quando circa due milioni di giovani dalla gioia dei canti e dall’entusiasmo dei cori, in pochi minuti, sono passati al silenzio più eloquente: ammutoliti, inginocchiati, commossi, hanno pregato in adorazione davanti all’Eucarestia. Nessun altro evento è mai riuscito a fare questo in pochi minuti. Questi sono gli uomini di cui ha bisogno la Chiesa, questi sono i cristiani adulti. Questa è stata la risposta dei cristiani e della Chiesa alle menzogne e agli insulti e questa continuerà ad essere sempre.

Questione di stile, lo stile cristiano.

 

 

 

24 Comments on Questione di stile

  1. Paolo Scarduelli // 4 settembre 2011 a 18:28 //

    Se veramente dovessimo essere onesti, noi laici dovremmo continuare a dire grazie e poi grazie e grazie di nuovo. Senza quello stuolo di persone che, si dedicano all’assistenza dei più bisognosi, alla cura di chi è smarrito nel corpo e nell’anima e alla solidarietà per chi non ha niente e spesso nessuno, saremmo una nazione derelitta; poiché il nostro Stato, non ha ne la capacità, ne la volontà di risolvere il problema assistenziale. Grazie a voi che non chiedete niente, che vi basta lo sguardo riconoscente di un bisognoso, che vi si illumina il cuore per un sorriso di un bambino e che sapere dare tanto in cambio di nulla. Grazie.

  2. Pur essendo d’accordo nella sostanza con l’articolo della prof. Mancini, non credo sia il caso di esagerare con i toni. Ci sono delle situazioni che, in effetti, creano un forte imbarazzo a noi cattolici, faccio solo due esempi molto generali: la questione riguardante PROPAGANDA FIDE e poi il finanziamento di giornali come l’AVVENIRE e il MESSAGGERO DI SANT’ANTONIO. Ritengo che a tal proposito si dovrebbe cercare di spiegare BENE altrimenti non si fa che alimentare il dissenso e l’odio (sia chiaro, ingiustificato) nei confronti della Chiesa, soprattutto come istituzione.

  3. Claudia Mancini // 2 settembre 2011 a 15:25 //

    Chiesa, persegui le vie istituzionali e politiche. Il Concordato non è un dogma della Chiesa, è stato sottoscritto tanto dalla Santa Sede quanto dallo Stato Italiano. Fate un bel referendum…magari finisce come quello del 2005!! Io ho parlato di fatti. Se hai argomentazioni pertinenti esponile, con slogan e offese hai già dato.

  4. gabriella // 2 settembre 2011 a 12:14 //

    8×1000 è una quota delle tasse che facoltativamente i contribuenti possono destinare alla chiesa cattolica a altre religioni o lasciare allo stato, quindi chi versa questa quota alla chiesa penso che siamo noi “fedeli” e quindi dovremmo essere noi a sindacare su come la chiesa investe questi soldi. Dalle vostre polemiche non credo che abbiate scelto di destinare questa quota delle vostre tasse alla chiesa quindi di cosa vi lamentate?? Che poi la Chiesa stia attraversando un periodo di crisi e che debba cercare un modo per uscirne non lo possiamo negare!!

  5. salvatore veneruso // 2 settembre 2011 a 10:53 //

    su Fb ci sono anche Gruppi che non si danno ad attacchi pretestuosi e volgari come il Gruppo “Abroghiamo il Concordato fra Stato Italiano e Stato del Vaticano” che riesce in tutta tranquillità a trarre le differenze fra quest’ultimo e i credenti , che sono altra cosa. Non capisco alcune valutazioni fatte nell’articolo , si dice : “perchè lo Stato del Vaticano che è uno Stato estero dovrebbe ripianare le falle della crisi dello stato Italiano ? e sono d’accordo , però allo stesso modo mi domando ” perchè lo Stato Italiano deve sovvenzionare attraverso i Patti Lateranensi uno Stato Straniero , stavolta con i propri soldi ,…

    • Ma non sovvenziona uno Stato estero, Salvatore, perché la Chiesa Cattolica in Italia non è la Santa Sede (-Vaticano): la Chiesa Cattolica in Italia è un’organizzazione presente sul territorio nazionale italiano, non su quello vaticano…

  6. Mi sembrano più stolti e meno informati i gruppi citati, le manifestazioni populiste e gli slogan senza senso, seppur animati dall’indignazione.
    E’ ovvio che si possa non condividere, è giusto, ma non si è capaci di comprendere, quanto meno, i vantaggi che lo stesso Stato ha dai concordati?
    Un mio amico ateo e anticlericale, dotato effettivamente di capacità di analisi, affermava: “l’8×1000 è il più grande investimento statale” che delega alla Chiesa tutte le opere caritatevoli e di assistenzialismo”. Non è una affermazione che ci gratifica come cattolici, vorremmo vedere lo Stato capace di rispondere ai bisogni di tanti…

    • … ma è un pensiero tristemente vero. Togliamo pure l’8×1000 – sarei il primo a firmarne la legge – ma chiudiamo altresì dormitori, mense, centri di ascolto, case di accoglienza, empori della solidarietà, caritas, ecc. ecc.

      • gianni crepaldi // 2 settembre 2011 a 23:16 //

        con questi soldi dei contribuenti e anche di chi non ha scelto ,nelle varie caritas,dormitori,mense x poveri ecc. la chiesa fa proselitismo o comunque promuove la propria immagine …cosa che enti statali o privati laici non farebbero…

        • sì, infatti tutti gli immigrati, per la maggior parte islamici e ortossi, si sono tutti convertiti al cattolicesimo! Ed è pure vero che per entrare in mensa bisogna tesserarsi all’Azione Cattolica! Ma per favore, un po’ di contenuti ai commenti!
          P.S. Lo Stato ha già fondi destinati all’assistenza, (vedi politiche sociali, politiche per l’immigrazione e l’inclusione sociale ecc. ecc.) ma spesso non ci sono segni di vita!

        • Altro quiproquo: la Chiesa non esiste per far del bene ai poveri, ma per testimoniare la risurrezione di Cristo, il che implica promuovere l’adesione al Figlio di Dio che costituisce la Chiesa stessa. Gli enti statali o privati-laici non hanno niente del genere da fare.

    • angelo campedelli // 2 settembre 2011 a 09:48 //

      caro Simone.
      se lo Stato desse l’8×1.000 ai bisognosi (anziché alle religioni), sarebbero risolti i nostri (italiani) problemi di povertà.
      solo il 20% di quanto incassa la chiesa va ai bisognosi, il resto….. SE LO TIENE LEI!
      con l’8×1.000 stiamo mantenendo dei semplici parassiti.

      • angelo campedelli // 2 settembre 2011 a 09:55 //

        è ora che la chiesa si mantenga da sola (con la sua attività e i suoi fedeli).
        per i bisogni sociali…… ci pensi direttamente lo Stato!

      • Lo reinveste in opere ecclesiali, in ristrutturazioni, in costruzioni, in beni culturali – quelli che tutti visitiamo e vantiamo – in opere missionarie e nella remunerazione del clero! Considerando che la maggior parte della popolazione italiana si dice ancora cattolica, quanto meno perché chiede i sacramenti, non mi sembra che sia una tassa eccessiva! Forse bisognerebbe anche prensersela con tutti coloro che non si dicono cristiani e poi chiedono atti liturgici e che tengono volontariamente alta la stima percentuale dei fedeli.
        E l’8×1000 che viene destinato – sempre volontariamente e risuddiviso nelle percentuali – alle altre confessioni?

        • angelo campedelli // 2 settembre 2011 a 13:21 //

          tutte le confessioni si mantengano con:
          1 – con i loro servizi.
          un matrimonio? 5.000 euro
          un battesimo? 1.000 euro
          un funerale? 2.000 euro
          l’entrata alla messa? 10 euro (al cinema sono 7)
          l’entrata alle chiese monumentali? 15-20 euro
          ecc. ecc. ecc.
          2 – con le offerte e le donazioni dei fedeli.
          punto!

  7. angelo campedelli // 2 settembre 2011 a 09:39 //

    alla chiesa non interessa la sostanza: interessa l’apparenza!
    l’importante, per lei, è far vedere i numeri, i “muscoli”, così da garantirsi ciò che veramente le sta a cuore: IL POTERE PER IL DANARO!

  8. angelo campedelli // 2 settembre 2011 a 09:24 //

    semplice, ragazzi:
    basta avere qualche miliardo di euro all’anno (8×1.000 e altre….) ed è fatto! pulman…. ostelli…. tutto pagato per questi giovani che si fanno un bel weekend in terre straniere!!!!

  9. Pasquale Trotta // 2 settembre 2011 a 09:03 //

    Povera stolta te che non hai idea di cosa siano i patti lateranensi.
    Invece di fare la mangiatrice di quiche e mandar giù tutto ciò che ti metotno nel piatto che ne dici di cercarti qualche informazione per vedere SE E’ VERO ciò che si dice invece di credere alla chiesa come se fosse un dogma farlo?
    Ah già non puoi… believers will believe… even if they are doing bungee with no rope.

    • Claudia Mancini // 2 settembre 2011 a 15:21 //

      Convincerti che non sono “stolta” non mi interessa minimamente, le offese mi sfiorano, mi interesserebbe di più sapere perchè ti rivolgi così male ad una persona. Agli slogan in inglese posso rispondere con “W Benedetto XVI”, e siamo pari. Io ho parlato di fatti: quanto è costata e a chi è costata la GMG; se la Chiesa paga l’Ici e a chi e come è destinato l’8xmille che è facoltativo, quindi chi lo sottoscrive non è neanche tenuto a doversi giustificare. Io ho parlato di fatti. Cosa c’è nei Patti Lateranensi che diverge da quanto ho detto? Se vuoi l’abrogazione del Concordato a priori, semplicemente perchè ce l’hai con la…

      • Claudia Mancini // 2 settembre 2011 a 15:27 //

        Chiesa, persegui le vie istituzionali e politiche. Il Concordato non è un dogma della Chiesa, è stato sottoscritto tanto dalla Santa Sede quanto dallo Stato Italiano. Fate un bel referendum…magari finisce come quello del 2005!! Io ho parlato di fatti. Se hai argomentazioni pertinenti esponile, con slogan e offese hai già dato.

1 Trackbacks & Pingbacks

  1. “Avarietà” varie, sfuse e confuse

I commenti sono bloccati.