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Crisi? Attraversare correttamente la strada

La metafora del fiore per rispondere al difficile momento globale

«Per fare l’albero ci vuole il seme, per fare il seme ci vuole il frutto, per fare il frutto ci vuole il fiore». È il testo di Gianni Rodari la musa ispiratrice del primo editoriale post-estivo. Una filastrocca all’apparenza “non impegnativa”, ma carica di quell’esigenza primordiale di ricercare le origini delle cose, delle situazioni, delle storie e della storia. E così la canzone portata in scena da Sergio Endrigo fa da leitmotiv di queste righe che non vogliono recensire musica, ma riflettere sulla crisi, quella più generica che porta di conseguenza alla crisi politica, alla crisi economica, alle crisi comunitarie; è la crisi del bene comune da ricercare non tanto tra le “note” dell’albero, ma nella coscienza del fiore.

È la crisi che, senza eccezioni, riguarda tutti e di cui ognuno è responsabile. È la crisi che non può ridursi a puntare il dito o a striscioni offensivi, tantomeno all’attesa paziente che le cose cambino, ma è la crisi che per una volta deve interrogare i nostri – di ciascuno – comportamenti. È la crisi zebrata, bianco nero – non riguarda ovviamente il mondo calcistico torinese o quello di Udine – ma è la crisi delle strisce pedonali.

Il riferimento sembrerà inappropriato, ma laPorzione.it non sa fare grandi discorsi, non sa giudicare le azioni degli altri, non sa promuovere slogan per un passaggio di potere che sarà sempre di passaggio, ma cerca le motivazioni dietro l’angolo, è economica, non economista e preferisce alle soluzioni le osservazioni. Basta guardarsi un attimo intorno, percorrere in auto o a piedi una strada frequentata, una riviera, per esempio, nel periodo estivo ed accorgersi che in fondo a nessuno importa niente degli altri. Teste chine, infastidite solo al colpo di qualche “clacson” imprecante e ritte per rispondere all’ingiuria. Bambini che sull’esempio dei genitori non rispondono al saluto dei più anziani – che tra l’altro dovrebbero pronunciare il “buon giorno” per secondi – e soprattutto attraversamenti fuori le strisce pedonali. L’esempio stona ancora, non sembra grave, ma è il “fiore” della filastrocca, è il gesto più piccolo di una disattenzione sociale, di una anarchia contagiosa, di un disinteresse per il sistema “altro”;  una abitudine che spesso viene ripetuta davanti ai più piccoli, presi per mano per raggiungere la meta desiderata, senza il rispetto delle regole. È l’indice di un’educazione a fare gli affari propri. E dalle strisce dimenticate bianco-nere si può risalire al “frutto” di schiamazzi da notte all’alba, parcheggi selvaggi e l’elenco di piccole – così le consideriamo tutti – disattenzioni, “semi” di una società che va a male, preludio di “albero” che è una politica attenta agli interessi dei suoi ministri e poco ai propri ministeri, di un “tavolo” che è la crisi economica.

La soluzione, allora, è più vicina a noi di quanto sembra, ma non è fuori di noi. Basta iniziare ad attraversare correttamente la strada!

 

About Simone Chiappetta (424 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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1 Comment on Crisi? Attraversare correttamente la strada

  1. nicola smigliani // 6 settembre 2011 a 17:18 //

    Grande Simone, basterebbe che chiunque nel proprio ambito facesse SOLO il proprio dovere rispettando le regole e gli altri, la conseguenza sarebbe un mondo migliore e più giusto
    Gesù è il Signore

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