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Sessualità? Per i giovani “un gioco trasgressivo”

Emerge dall’indagine compiuta dall’Istituto di ortofonologia e presentata ieri a Roma. Il ministro Meloni: “Per aiutare i giovani, occorre un’alleanza educativa”

Affetto e sesso possono essere vissuti separatamente a detta di 7 adolescenti su 10. È fra i dati più rilevanti emersi da un’indagine incentrata su affettività e sessualità condotta dall’Ido, l’Istituto di ortofonologia, e presentata ieri a Roma insieme alla rubrica “Se Sso è meglio”, on line sul portale diregiovani.it: «Il preoccupante distacco – ha commentato Federico Bianchi di Castelbianco, direttore di Ido e “Diregiovani” – tra affettività e sessualità tra i giovani italiani, è confermato dal fatto che circa il 50% dei ragazzi afferma di essersi innamorato una volta sola».

Federico B. di Castelbianco

Infatti per la gran parte dei 1600 adolescenti, per il 45% maschi ed il 55% femmine dagli 11 ai 19 anni, delle scuole medie e superiori intervistati, è difficile parlare d’amore, così l’85% di loro preferisce parlare d’amicizia: «La tendenza degli adolescenti – ha approfondito Bianchi di Castelbianco – è di scorporare la sessualità dalle emozioni che l’accompagnano, considerando il sesso come un gioco trasgressivo in cui non si riconoscono implicazioni affettive e relazionali».

Questi ultimi sono dati più che allarmanti che delineano il profilo di giovani che vivono l’amore secondo un ottica del tutto materialistica e deresponsabilizzata, ma quel che è peggio è che il 92% di questi ragazzi, dichiara di essere già “bene informato” in materia e seppure non disdegnerebbero ulteriori informazioni, gli interlocutori non sono certo il padre, che registra il 7% delle richieste, e l’insegnante, fermo allo 0,5%,  ma bensì il web che, garantendo l’anonimato, viene considerata un’ottima alternativa per rispondere ai loro dubbi.

E questo quadro allarmante, non ha di certo lasciato indifferenti esperti e politici, che si sono più volte interrogati per

Giorgia Meloni, ministro della Gioventù

capire le cause del fenomeno e quindi studiare percorsi educativi mirati: «I giovani – riflette Giorgia Meloni, ministro della Gioventù – hanno più bisogno di esempi che di critiche. Ai tanti messaggi che la pubblicità, la televisione e, più in generale, i media lanciano sul tema della sessualità bisogna contrapporre altrettante riflessioni sulle emozioni, sulla bellezza dei rapporti, sulla consapevolezza e la responsabilità».

Così, intervenendo alla presentazione del libro “L’eros adolescente”, scritto da Federico Bianchi di Castelbianco, Magda Di Renzo, Flavia Ferrazzoli e Laura Sartori, ha condannato la tendenza di chi scarica la responsabilità sui giovani, insistendo sull’affermazione ricorrente secondo la quale “la generazione attuale è peggiore delle precedenti”:«O si costruisce un’alleanza educativa – rilancia il ministro – o questa partita non si può vincere, perché l’avere il mondo a portata di mano, dalla mattina alla sera, senza più filtri, grazie all’apporto delle nuove tecnologie, ha completamente cambiato la vita dei nostri ragazzi». Da qui il richiamo agli adulti: «Facciamo un gran baccano – accusa Giorgia Meloni – a condannare il male ma non ci poniamo il problema di come si possa costruire il bene, ad esempio utilizzando proprio le nuove tecnologie per narrare storie migliori e positive».

Paola Binetti, parlamentare

Insomma, il problema sembra essere rappresentato dal mondo che ci circonda, sempre più virtuale e meno reale, sempre più raccontato dai media e meno vissuto. Tutto questo avrebbe portato al cambiamento del senso comune delle persone: «La rottura del legame tra affettività e sessualità – ha spiegato Paola Binetti, esponente della XII Commissione Cultura, Scienze e Istruzione – è la rottura del bisogno che ho che l’altro legittimi me nell’affetto, tramite un rapporto interpersonale significativo, e la sessualità “usa e getta”, in cui è il numero che fa la potenza».

E ancora una volta, ad essere tirati in ballo sono gli adulti: «Gli adulti – aggiunge la Binetti – devono

Mons. Lorenzo Leuzzi, Pastorale universitaria-Roma

ricostruire un modello di affettività che inglobi la sessualità, tramite la reciprocità e la responsabilità. Finché nona avremo restituito un senso ai legami veri, non saremo in grado di scuotere i giovani dai falsi modelli di una sessualità drogata, presentata come anticamera del successo». Infine è la Chiesa a ridefinire l’importanza, per la valorizzazione dell’uomo stesso, di queste imprescindibili dinamiche relazionali:«La separazione tra sessualità ed affettività – afferma monsignor Lorenzo Leuzzi, direttore della Pastorale universitaria della diocesi di Roma – è simile alla separazione tra economia reale ed economia virtuale, in si crea una separazione sempre più ampia tra l’uomo e il prodotto del suo lavoro. Analogamente il rapporto tra uomo e procreazione, viene visto come qualcosa da collocare il più lontano possibile nel tempo, o addirittura come qualcosa con cui non si deve avere alcun rapporto. Al contrario, quanto più la società e dinamica, tanto più deve riscoprire l’amore coniugale».

Del resto, per l’uomo, il recupero di nuovo rapporto tra sessualità ed affettività, non sembra solo un’esigenza etica: «Serve – ha rimarcato monsignor Leuzzi – per garantire all’uomo la sua capacità di essere protagonista nella storia, alla cui origine c’è proprio la “dualità” tra uomo e donna».

About Davide De Amicis (2489 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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