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La Borsa “comprensibile” all’uomo

Intervista a Laura Di Gregorio per comprendere con “parole semplici” le notizie che ogni giorno ci arrivano dalla Borsa. Una provocazione: “Chiudiamola”

La situazione di crisi dell’economia italiana e dei mercati europei ci porta sicuramente ad ascoltare con più attenzione i movimenti di Borsa. Miv, Mid ed altre sigle ci sono spesso incomprensibili e solo la chiusura di Borsa in positivo e in negativo, abituati come siamo ai segni “+” e “-”, ci danno la sensazione che qualcosa stia funzionando o viceversa che si stia “perdendo”.

Abbiamo avvicinato il dottore commercialista Laura Di Gregorio, iscritta all’albo dei mediatori finanziari, per comprendere meglio e con parole umane i dati “notiziari” dei quotidiani italiani.

Che cos’è la Borsa e perché è importante per l’economia italiana?

«La Borsa è il mercato dove venditori ed acquirenti possono negoziare valori, valute estere, servizi e merci. È, quindi, un “luogo” importante deputato a mettere in contatto le aziende, che cercano risorse per sostenere la propria produzione, e gli investitori.

Dobbiamo distinguere, però, due tipologie di mercato in base ai servizi ed ai prodotti scambiati: la Borsa valori e la borsa merci. La Borsa valori è il mercato in cui vengono scambiati strumenti finanziari già in circolazione, quali obbligazioni, azioni, futures, warrant, ecc.; di conseguenza, la borsa è un mercato di tipo secondario (nei mercati primari gli investitori acquistano i beni appena questi giungono sul mercato). Nella borsa merci, invece, la compravendita riguarda merci di diverso tipo, poste in opportuni magazzini. Qui gli acquirenti ed i venditori possono scambiarsi le polizze di deposito, che garantiscono la presenza della merce ed il diritto di ritiro.

Come è organizzato il mercato finanziario?

«Il mercato finanziario è strutturato in piazze finanziarie, nelle quali sono trattate diverse prestazioni finanziarie. La più grande piazza finanziaria è New York, la più importante in Europa è quella di Londra. La Borsa di Milano, conosciuta anche come Piazza Affari, controlla i principali mercati italiani. La borsa valori spesso, insieme al mercato dei titoli di stato (MTS), definisce l’importanza di un paese come piazza finanziaria; le sue caratteristiche d’accesso, i costi per la permanenza, la regolamentazione e il trattamento fiscale, contribuiscono alla sua attrattiva nell’ambito delle piazze europee e mondiali per il circuito dei capitali finanziari».

Ascoltiamo spesso che la borsa di Milano chiude con un “più” o un “meno” percentuale. Cosa significa? E cosa cambia ai singoli cittadini nell’uno o nell’altro caso?

«Il MIBtel è l’indice principale della Borsa italiana in quanto “riassume” tutte le azioni quotate.

Questo viene ricalcolato ogni minuto durante la fase di negoziazione continua sulla base dei prezzi degli ultimi contratti conclusi su ciascuna azione componente il paniere. Per esempio: Quando la Borsa chiude a  -5%, significa che dall’ultimo prezzo rilevato (il giorno lavorativo precedente) ha perso il 5% in termini di prezzo dell’azione».

Perché perde valore?

«Perché molte persone stanno vendendo quelle azioni presenti nel paniere dell’indice. È come il meccanismo di una marca di abbigliamento. Quando va di moda costa di più, quando non la usa più nessuno, costa molto meno. Immagina se si diffondesse la notizia che la maggior parte di marche di abbigliamento mondiale fabbricano vestiti con materiali cancerogeni. Tutti venderebbero i propri abiti, ma quasi nessuno li comprerebbe più, perciò si venderebbero a prezzi sempre più bassi. Se un capo di abbigliamento lo paghi 100 euro e lo rivendi a 60, significa che hai perso il 40%».

Mta, Miv, MidCap. Ci capita spesso di sentire sigle, “incomprensibili” a tanti, come queste. Ci fa un elenco dei termini più usati per spiegarci la situazione dei mercati italiani?

«Per Mercato Telematico Azionario o MTA si definisce uno di quei quattro comparti del mercato di Borsa Italiana S.p.A. in cui vengono negoziati diritti d’opzione, obbligazioni convertibili, warrants e azioni quotati in Borsa.

Il mercato azionario MTAX era il mercato gestito da Borsa Italiana S.p.A. che raggruppava le quotazioni azionarie di società ad alto potenziale di crescita che appartenevano al settore tecnologico. Le restanti società erano quotate sul mercato MTA. A partire dal 3 marzo 2008, MTA e MTAX sono stati accorpati al fine di razionalizzare e ottimizzare l’offerta dei mercati gestiti da Borsa Italiana, decretando così la scomparsa del MTAX.

Il FTSE MIB è attualmente il più significativo indice azionario della Borsa italiana. È il paniere che racchiude le azioni delle 40 maggiori società italiane ed estere quotate sui mercati gestiti da Borsa Italiana.

Il FTSE Italia Mid Cap è un indice di borsa che considera le quotazioni di aziende italiane ed estere che facevano parte del segmento Blue Chip del MTA e del MTAX e che non erano incluse nell’indice S&P Mib.

Lo S&P MIB è stato un indice azionario della Borsa italiana. È stato il paniere che racchiudeva le azioni delle 40 maggiori società italiane ed estere quotate sui mercati gestiti da Borsa Italiana.

Lo S&P MIB è stato quotato dal 2 giugno 2003 fino al 1º giugno 2009 quando è stato sostituito dall’indice FTSE MIB in seguito alla fusione di Borsa italiana con il LSE (La Borsa valori di Londra)».

Cosa vorrebbe sentir dire da un notiziario di borsa? Cosa, viceversa non vorrebbe sentir pronunciare?

«Investire nel mercato azionario non è come giocare al casinò: il profitto dipende dall’oscillazione del valore dei titoli acquistati, i quali a loro volta dipendono dal rendimento e dallo sviluppo della società per azioni della quale si compra il dividendo. Ed è per questo che l’auspicio di tutti gli azionisti è che Piazza Affari chiuda in positivo.

Le imprese, le banche e gli Stati vanno in Borsa per raccogliere quattrini, offrendo in cambio valori mobiliari (azioni, obbligazioni, titoli). Dall’altra parte ci sono quindi coloro che prestano denaro, che lo prestano affinché frutti lauti interessi.

A chi state pensando? Ai “risparmiatori”? Quelli, oltre che a lasciarci le penne, non muovono i grandi numeri, che sono invece mossi dai grandi fondi, speculativi e non, sovrani e non sovrani. I grandi numeri li fanno le banche, le assicurazioni, le società a controllo pubblico o frutto di privatizzazioni e di un risicato manipolo di grandi imprese private, sostanzialmente le stesse da venti anni, mentre sono assenti le tante imprese medie che formano l’ossatura del nostro sistema produttivo».

La Borsa è quindi utile?

«Questa Borsa non serve alla crescita del nostro sistema imprenditoriale.

Propongo a tal proposito uno spunto di riflessione: “Perché non chiudere del tutto la borsa valori?” Non comporterebbe alcun danno al nostro sistema economico e comporterebbe contemporaneamente meno occasioni di truffa nei confronti degli investitori. Ma ovviamente non avverrà mai!».

Come pensa la situazione italiana? La Svizzera ritiene che la situazione non sia poi così tragica.

«Se Standard & Poor’s boccia il nostro paese, Credit Suisse lo promuove. Ma la verità purtroppo è che la decisione di S&P riflette la nostra crescita economica molto bassa, l’elevato livello del debito pubblico e, soprattutto, la fragilità a livello politico che chiaramente pesa sulla risoluzione dei problemi che affliggono il nostro Paese».

About Simone Chiappetta (424 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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