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Donna al volante, “pericolo” costante

Una legge in Arabia Saudita vieta alle donne di guidare un’automobile. È “guerra” a suon di appelli e frustate

Sarà anche probabile che “donna al volante, pericolo costante”, ma mai questo simpatico proverbio si sarebbe pensato tanto vero.

Una legge, in Arabia Saudita, vieta alle donne, tra le tante cose, anche la possibilità di guidare un’automobile. Non uno di quei decreti antichi e strani che mai verranno sanzionati, ma una regola “attiva” e “pericolosa”: solo ieri – notizia di Amnesty International – il tribunale di Gedda ha condannato a dieci frustate una donna per aver guidato un’automobile ed altre rischiano la stessa sorte per i medesimi motivi sempre a Gedda e ad al-Khobar.

Un paradosso, si potrebbe definire: «Permettere di prendere parte alle elezioni locali sarà anche una cosa buona e giusta – afferma Philip Luther, vicedirettore di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord – ma se le donne saudite vanno ancora incontro alle frustate per aver cercato di esercitare il loro diritto alla libertà di movimento, questo significa che le tanto reclamizzate riforme valgono veramente poco».

«In Arabia Saudita occorre smantellare un intero sistema di subordinazione delle donne agli uomini» – continua Luther – e “le signore dal volto coperto” lo sanno bene e sotto il velo “nascondono” la volontà di uscire da una situazione di subordinazione.

Già all’inizio dell’estate su Twitter iniziavano a circolare testimonianze di donne saudite che sfidavano la legge –  attiva dal 1990 – rispondendo ad un appello denominato “Women2Drive”.

I maschi sauditi, però non ci stanno e hanno creato una contro campagna, l’Iqal, prendendo il nome in prestito dalla corda che cinge il loro copricapo, strumento di punizione per le donne ribelli.

Sarà una guerra a suon di frustate reali e web, ma qualcosina comincia a muoversi anche sulle quattro ruote.

About Simone Chiappetta (424 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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