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InOpera, un’impresa di relazione

Antonio Dionisio, direttore della Compagnia delle Opere Abruzzo-Molise, illustra i possibili scenari futuri dell’economia e dell’imprenditoria abruzzese. Annunciata a breve una rete d’impresa

Antonio Dionisio, presidente Compagnia delle Opere Abruzzo

È stata archiviata domenica la sesta edizione di InOpera, il meeting dell’impresa abruzzese che funziona, a cui hanno preso parte 200 operatori del settore scambiandosi idee e progetti per rilanciare l’economia e far uscire, quanto prima, l’Abruzzo dal pantano della crisi. Ma quali risultati ha realmente prodotto la kermesse svoltasi, sabato e domenica, al Palacongressi di Montesilvano? Lo abbiamo chiesto al direttore della manifestazione, nonché della Compagnia delle opere Abruzzo-Molise, Antonio Dionisio.

Presidente, in questo meeting si parla di sviluppo. Ma “InOpera” come si caratterizza?

Si tratta di un expo delle relazioni al cui centro figurano le persone, imprenditori profit e no profit a cui diamo la possibilità di incontrarsi per esplicitare interessi e bisogni ed ancora suggerire gli incontri, con altri imprenditori, che potrebbero rispondere ad interessi e bisogni».

Che cosa è emerso da questi incontri?

«Il segnale più importante ci è arrivato dalle presenze. Quest’anno sono intervenuti 200 operatori, un numero considerevole rispetto alla crisi delle fiere che c’è in giro. Ciò che emerge è la voglia di continuare questo lavoro. InOpera è l’inizio del lavoro, non la fine. Un lavoro che mette al centro gli interessi reali degli imprenditori».

Appunto, gli imprenditori: qual è la loro provenienza?

«Ci sono realtà del settore della meccanica, dell’edilizia, dei servizi, degli studi e delle consulenze. Rappresentano perfettamente quello che è il tessuto imprenditoriale del nostro territorio, formato soprattutto da piccole aziende».

Quali sono stati i temi forti, emersi in questo meeting?

Uno stand a InOpera

«I temi sono sintetizzabili nel titolo dell’evento: “Creatività coraggiosa e realismo audace”: le due virtù che in questo momento caratterizzano gli imprenditori nel nostro territorio. Questo titolo generale, si è poi esplicitato in quattro convegni: il primo sul nuovo supporto che il terzo settore può offrire ai bisogni che nascono da questa crisi. E poi ancora la presentazione del Rapporto sulla sussidiarietà, istruzione e formazione. Quindi la centralità del sistema educativo per le nuove generazioni e la nascita di un polo dell’economia sociale e civile, infine, un’assemblea generale dell’evento, da cui trarre indicazioni in coda a questa due giorni».

Dunque, quali sono gli spunti per ripartire e rilanciare la vostra azione, dopo InOpera?

«InOpera continuerà, continuando il suo lavoro di accompagnamento alla relazione. Ci saranno delle novità che presto espliciteremo. In particolare, InOpera vuole diventare una piattaforma informatica, dove gli imprenditori potranno proseguire nel dialogo esplicitando le loro offerte, ma stiamo comunque aspettando le indicazioni degli operatori, perché InOpera si modella anno dopo anno, sulla base delle indicazioni fatte pervenire dagli imprenditori partecipanti».

Ma, quando siamo ancora a caldo, si evidenziano già delle prospettive concrete?

«Di sicuro proseguiremo con il tema della relazione, ma una cosa che possiamo già annunciare è quella della costituzione di una rete d’impresa. Presto anche la nostra regione sarà caratterizzata da bandi su questo tema. Quindi InOpera andrà a proporsi come il soggetto che formalizzerà un contratto di rete vero e proprio».

Apriamo, ora, una parentesi sul contesto dell’economia abruzzese: quale scenario si raffigura e come affronterete la situazione?

«È inevitabile che in questo periodo si avverta un’aria di crisi, di sofferenza negli imprenditori, ma se si riesce a stare seriamente a fianco a coloro che rischiano di persona, o con le loro famiglie, in un’attività, ci si accorge che comunque c’è un entusiasmo nel voler andare avanti, nel non perdere il lavoro fatto. Noi puntiamo su questo, su quegli imprenditori che con creatività coraggiosa e realismo audace si accorgono che non c’è la crisi, ma un mercato nuovo in espansione».

InOpera è stata organizzata soprattutto attraverso il lavoro organizzativo della Compagnia delle Opere: conosciamo meglio questa realtà…

«Noi non siamo un’associazione classica, ma un movimento di imprenditori. La nostra funzione è di essere al servizio di questo movimento, sulla base che gli imprenditori ci chiedano lo sviluppo dei servizi e delle opportunità necessarie per le esigenze che esplicitano».

About Davide De Amicis (2489 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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