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Un governo senza “politici”

I quindici “volti” di Mario Monti per uscire dalla crisi e addolcire i toni politici

«La non presenza di personalità politiche nel governo, agevolerà anziché ostacolare il radicamento, perché toglierà un motivo di imbarazzo». Sono queste le parole di Mario Monti, presidente del Consiglio con delega all’Economia, a presentazione del nuovo governo e a giustificazione dell’assenza di politici. Un governo tecnico, motivato non solo dall’esigenza di uscire dalla crisi, ma anche da un tempo di “calma” per le forze politiche che «spero – ha continuato il neo Premier – stiano uscendo da una fase dialettica molto, molto vivace».

Diciassette ministeri sostituiscono i 23 del governo Berlusconi e subito spiccano i fiocchi rosa per l’Interno, la Giustizia e il Lavoro:

Ad Anna Maria Cancellieri, il Ministero dell’Interno. Il prefetto di Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania e Genova, in pensione dal 2009, ha 67 anni, è romana di nascita ed è laureata in scienze politiche. Prima di lei, sulla stessa poltrona, solo la Iervolino. L’ultimo incarico ricoperto dalla donna è stato da commissario di Parma, dopo le dimissioni del sindaco Vignali.

A Paola Severino, nota penalista, la Giustizia. Di origine napoletana, la Severino è stata candidata dall’Udc nel 2002 sfiorando la nomina alla vicepresidenza del Consiglio Superiore. Attualmente è vicerettore dell’Università Luiss “Guido Carli”.

A Giampaolo Di Paola, il Ministero della Difesa. L’ammiraglio è stato capo del reparto politica militare dello Stato maggiore della Difesa, capo di Gabinetto del ministro della Difesa, segretario generale, prima, e capo di Stato Maggiore della Difesa, poi, fino ad essere eletto presidente del Comitato Militare della Nato nel 2007.

A Corrado Passera, lo Sviluppo Economico. Laureato alla Bocconi e master in Business Administration. Amministratore delegato e direttore generale del Banco Ambrosiano Veneto nel 1996 è stato nominato dal Governo, nel 1998, amministratore delegato di Poste Italiane.

A Lorenzo Ornaghi, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Classe ’48 è rettore dell’Università Cattolica di Milano. Diversi gli incarichi già avuti in enti pubblici e privati: dalla direzione dell’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali alla presidenza dell’Agenzia per le Onlus. Dalla vicepresidenza del quotidiano Avvenire, alla direzione della rivista Vita e Pensiero.

A Giulio Terzi di Sant’Agata, esperto di diritto internazionale, gli Esteri. L’ambasciatore è stato rappresentante permanente d’Italia alle Nazioni Unite a New York dove ha guidato la delegazione italiana al Consiglio di Sicurezza durante l’ultimo periodo del biennio italiano come membro non permanente nel 2007-2008 concentrandosi in particolare su Afganistan, questioni umanitarie e protezione dei civili nei conflitti.

A Mario Catania, le Politiche Agricole. 59 anni, laureato in giurisprudenza, sarà il ministro in prima linea a Bruxelles. Attualmente è responsabile del dipartimento delle politiche europee e internazionali del dicastero delle politiche agricole.

A Corrado Clini, l’Ambiente. 64 anni, laureato in medicina del lavoro e in igiene e sanità pubblica. È il negoziatore per l’Italia in campo internazionale.

A Elsa Fornero, il Lavoro e le Pari opportunità. Torinese, classe ’48, è una delle maggiori esperte di previdenza in Italia e membro del collegio docenti del dottorato in Scienze Economiche dell’Università di Torino e docente presso l’Università di Maastricht. È componente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale del ministero del Welfaree ed editorialista de Il Sole 24.

A Renato Balduzzi, la Sanità. Nato a Voghera, 56 anni, è giurista e presidente dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali. È ordinario di diritto costituzionale nell’Università del Piemonte Orientale e professore invitato nell’università di Paris-Val de Marne.

A chiudere il gruppo, i cinque ministri “senza portafoglio”:

Enzo Moavero Milanesi, ministro agli Affari Europei, 57enne, avvocato e giudice del Tribunale di primo grado della Corte di Giustizia Ue. Piero Gnudi, per lo Sport e il Turismo, laureato in economia e commercio, membro del direttivo di Confindustria, della giunta direttiva dell’associazione tra le società italiane per azioni, del comitato di indirizzo strategico per lo sviluppo della Piazza Finanziaria Italiana, del comitato esecutivo dell’Aspen Institute, del comitato per la corporate governance delle società quotate, nonché presidente onorario dell’Osservatorio Mediterraneo dell’Energia. Fabrizio Barca, neo ministro alla Coesione Territoriale, laureato in Economia, direttore generale presso il ministero dell’Economia e delle Finanze. Piero Giarda, che dovrà mediare i rapporti tra il Governo tecnico e il Parlamento, ma ha già esperienza politica essendo stato sottosegretario al Tesoro, per sei anni, tra le aule e le commissioni parlamentari. Laureato in economia e commercio, è responsabile del Laboratorio di Analisi Monetaria nell’Università Cattolica. Andrea Riccardi, neoministro alla Cooperazione Internazionale, fondatore della comunità Sant’Egidio, uno dei pochi non politici a ricevere il prestigioso premio Carlo Magno, attribuito a chi si è distinto nella promozione di un’Europa Unita e nella diffusione di una cultura di pace e dialogo.

Sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri: Antonio Catricalà, giurista, e presidente dell’autorità garante della concorrenza e del mercato dal 2005.

About Simone Chiappetta (451 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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5 Comments on Un governo senza “politici”

  1. io non capisco l’accanimento di alcuni cattolici contro il governo tecnico. Mi sembra la soluzione più sensata. Per governare avrà bisogno della fiducia del parlamento, quindi la “democrazia” è salvaguardata. Anche se mi sembra che l’italia non sia in grado di meritarsela la democrazia, visti i parlamentari che ci siamo liberamente eletti. C’è bisogno di lavorare in fretta e per farlo c’è bisogno di gente che sia abituata a lavorare, e queste sono persone che l’hanno fatto.

    • Conflitti di interessi ce ne saranno sempre, chi può ritenersi talmente puro da non farsi contagiare dai propri interessi quando gli viene affidata una qualsiasi forma di potere?Mi brucia dover pagare l’ici, ma tant’è, da qualche parte i soldi bisogna prenderli. Sono contenta che la lega sia stata per un po’ messa a margine, tutto serve adesso meno che rivendicazioni federaliste. Anche se a tendere una qualche forma di federalismo possa aiutare anche il sud a responsabilizzarsi. Ma non è il momento.

  2. L’Università Cattolica del Sacro Cuore “sbanca” il governo Monti: il rettore e due professori su 18 ministri. Ma non si può assolutamente dire che si tratta di “ministri cattolici”, ma di cattolici che fanno i ministri per la loro competenza, passione civile e rettitudine nell’impegno intellettuale per il Paese e per la gente. Lo stesso ragionamento vale per Andrea Riccardi, docente di storia contemporanea all’università di Roma Tre e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, uomo che ben sa cosa è la cooperazione internazionale e l’integrazione tra popoli e culture diverse e il tema della povertà….Pace e bene comune

  3. gabriella // 16 novembre 2011 a 19:24 //

    una svolta necessaria.

  4. Il governo del “Già Fatto e Del Fare”.

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