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Bagnasco: “Evadere le tasse è peccato”

La prolusione del cardinal Bagnasco, ieri, ha toccato tutte le problematiche italiane: dall’evasione fiscale alla crisi di fede, passando per la crisi politica

Il Consiglio episcopale permanente della Cei

«Evadere le tasse è peccato e per un soggetto religioso, questo è addirittura motivo di scandalo». Con queste parole inequivocabili e perentorie, ieri a Roma, il cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza episcopale italiana, ha aperto i lavori del Consiglio episcopale permanente, che si protrarranno fino a giovedì.

Mons. Angelo Bagnasco, presidente Cei

Una prolusione, quella del capo dei vescovi italiani, che è voluta essere una lettura dell’attualità che vede l’Italia ancora in profonda crisi economica. Anche per questo, la Chiesa italiana sollecita l’azione riformatrice del Governo Monti, affinché possa esprimere un segno di discontinuità con l’attuale sistema politico definito incapace di pervenire in modo sollecito a decisioni difficili, nel momento in cui si impongono: «Occorre cooperare attivamente con il Governo – ha sottolineato monsignor Bagnasco – a riequilibrare l’assetto della spesa in termini di equità reale, e metter mano al comparto delle entrate attraverso un’azione di contrasto seria, efficace, inesorabile alle zone di evasione impunita, e ai cumuli di cariche e di prebende».

E con questa crisi economica, fatta di spread alle stelle e bocciature da parte delle agenzie di rating, la prolusione del presidente della Cei non poteva non toccare il tema delle riforme messe in atto per salvare il nostro Paese ricordando che, nel frattempo, la malavita organizzata si sta spostando dal Sud per fare affari nelle città del Nord, mentre l’Europa è pervasa da una vasta tendenza eutanasica e il gioco d’azzardo si diffonde sempre più. Il cardinale ha successivamente citato la vasta platea degli enti attivi nel sociale, un ambito che vede impiegati 420mila operatori in 14mila servizi d’ispirazione cristiana, nominando Tavole Amiche, Banco Alimentare, Banco Farmaceutico, Micro-crediti, Fondi anti-usura, Prestiti della speranza e Caritas italiana.

Non è mancata poi la risposta in riferimento alla polemica sul pagamento dell’Ici da parte dell’istituzione ecclesiale: «La Chiesa – ha precisato il presidente della Cei – non chiede trattamenti particolari, ma semplicemente di aver applicate a sé, per gli immobili utilizzati per servizi, le norme che regolano il no profit». Nella prolusione, quindi, è stata data rilevanza anche al ritrovato impegno dei cattolici in politica, richiamando al ruolo di “Retinopera” e del “Progetto culturale”, nonché alla viva solidarietà espressa verso i “fratelli di fede” che in Nigeria subiscono soprusi, ma anche nei confronti di catechisti e missionari perseguitati e uccisi nel mondo, delle vittime della sciagura della nave Concordia e, infine, celebrando il centenario della nascita del mai dimenticato papa Giovanni Paolo I per poi annunciare la beatificazione dell’economista Giuseppe Toniolo, che avverrà in Aprile.

I giovani sollevano la croce della Gmg

Ma dal punto di vista spirituale, ciò che più preoccupa i vescovi italiani è la crisi della Chiesa nel mondo occidentale che, praticamente, si traduce in una crisi di fede la quale potrà essere approfondita e risolta approfittando dell’Anno della fede, indetto dal Santo Padre Benedetto XVI, in programma dall’11 Ottobre 2012 al 24 Novembre 2013: «Sembra esistere – ha osservato il cardinal Bagnasco – qua e là una strana reticenza a dire Gesù, una sorta di stanchezza, uno scetticismo talora contagioso, evidenziando al contrario l’entusiasmo riscontrabile nei giovani dei vari continenti, anche per le Giornate mondiali della gioventù che si stanno rivelando un modo nuovo, ringiovanito, dell’essere cristiani».

Ma per fortuna c’è la fede popolare, seppur pudica ma autentica, a riportare la gente verso le cose che veramente contano: «É appena sufficiente – ha confermato l’arcivescovo di Genova – tuttavia entrare in contatto vivo col tessuto delle parrocchie e immergerci tra la gente cosiddetta comune, che lavora per vivere e ha preoccupazioni che si direbbero prosaiche e invece sono semplicemente normali, per ricavarne l’impressione che ancora ci sono davvero i valori cristiani». D’altra parte, nonostante lo scenario attuale sia attraversato da una crisi generale, economica, politica e morale, i vescovi invitano i cristiani a non abbattersi: «Dio c’è ed è con noi – ricorda monsignor Bagnasco – dunque, che cosa può succedere di così realmente drammatico e allarmante da atterrirci?».

About Davide De Amicis (2421 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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