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Shopping di domenica? Nein, danke

Dall’Europa a Bolzano, “l’alleanza per la domenica” chiede il riposo nei giorni festivi

“Di domenica? No grazie”. Questo lo slogan della campagna di sensibilizzazione organizzata dall’alleanza per la domenica libera dal lavoro. Il “movimento” dell’Alto Adige, nell’ambito di una campagna europea più ampia (http://www.europeansundayalliance.eu/), “contro” lo shopping nei giorni festivi, è sostenuto dalla diocesi di Bolzano-Bressanone, dalle Acli, dal Forum delle associazioni cattoliche di lingua tedesca, dalla Consulta dei laici e da alcune forze sindacali.

Un segnale di divieto, posto su un carrello della spesa, farà da immagine all’iniziativa del prossimo fine settimana che tollera le eccezioni: «Il lavoro domenicale deve rimanere un’eccezione -– commenta il segretario della Agb/Cgil, Alfred Ebner – contrariamente alle attuali tendenze che spostano la giornata di riposo settimanale ad altri giorni infrasettimanali. Anche i commessi e le commesse richiedono, come gli altri lavoratori, un fine settimana libero o la domenica libera da trascorrere con i propri cari».

La motivazione, non è semplicemente “cattolica”, «era il 3 marzo 321 – spiega don Josef Stricker, assistente spirituale del Kvw/Acli – quando l’imperatore Costantino introduceva nel calendario romano la settimana di sette giorni e decretava il ‘dies solis’, che corrisponde alla nostra domenica, giorno di riposo per tutti», ma è senza dubbio la volontà di tenere vivo un dibattito. «È molto alto – fa notare Ebner – il tasso di occupazione femminile; nel caso di orari di lavoro prolungati comporta che le madri abbiano meno tempo a disposizione per la propria famiglia. E in molti casi sono le donne (in mancanza di sostegno da parte dei partner maschili o di adeguate strutture) a dover provvedere all’educazione dei figli e ai lavori domestici».

Insomma, la volontà dell’“alleanza” è ripristinare il giorno del “riposo” e che sia lo stesso per tutti, per valorizzare il tempo libero, le relazioni intra ed extra famigliari.

«Il lavoro festivo – conclude Ebner – e domenicale pertanto non favorisce la vita della famiglia, al contrario la peggiora». E per dirla nella doppia lingua altoatesina: am sonntag? Nein danke!

 

About Simone Chiappetta (424 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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3 Comments on Shopping di domenica? Nein, danke

  1. Giuseppe // 1 marzo 2012 a 11:31 //

    Io credo che sia giusto che nelle festività,religiose e laiche,le attività del commercio debbano restare chiuse.Le domeniche siano dedicate alla famiglia e, a quanti credono, al culto della fede.Che si riscopra questo giorno come momento delle famiglie, che si riscopri il bello dello stare insieme almeno nei giorni di festa ;si riscopri la natura,la visita alle città d’ arte,alla natura,sport .Perchè questa corsa spasmodica ai centri commerciali per forza e a tutte le ore. Fare spesa la si può fare dentro la settimana, basta organizzarsi.Poi con la crisi ecomonica cosa dobbiamo comprare nei supermercati la domenica ? Lo struscio…

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