I compiti a casa? Bocciati!

Secondo l'Associazione italiana genitori, i compiti vanno rivisti e meglio proporzionati sull'età dei ragazzi e sul lavoro svolto in classe

Si è allargata anche all’Italia la protesta levata dai genitori francesi contro i carichi eccessivi di compiti, seppur differenziandosi su alcune posizioni. È questa la posizione delineata dell’Age, l’Associazione italiana dei genitori, riprendendo una dichiarazione recentemente rilasciata dal Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, riguardo proprio ad una possibile e giusta riduzione dei compiti a casa.

Davide Guarneri, presidente Age

Del resto, proprio in Francia sono in possesso fin dagli anni ’50 di una legge che vieta i compiti a casa, per quanto la norma venga normalmente ignorata. E comunque, rispetto ai transalpini, vanno considerati anche i diversi carichi orari di lavoro scolastico e le differenti metodologie educative: «È innegabile – osserva Davide Guarneri, presidente dell’Age – che i compiti possono essere una opportunità di rinforzo e approfondimento di quanto appreso in classe, purché siano proporzionati all’età, alle effettive capacità, ai bisogni educativo-didattici dei ragazzi e non comportino un carico eccessivo che sottragga molto tempo al diritto (bisogno psico-fisico) dei bambini al riposo, al gioco, all’esplorazione dell’ambiente, alla socialità».

Inoltre, andrebbero riconsiderate utilità e finalità stesse dello studio domestico: «I compiti – precisa Guarneri – non possono sostituire quanto in classe non si è fatto, e non si può attribuire alle famiglie l’onere di spiegare ai figli quanto l’insegnante non ha spiegato. Le esercitazioni svolte in orario scolastico, invece, sono occasione di lavoro con i compagni, direttamente con la guida dell‘insegnante». Con questi presupposti, insiste l’Age, l’esercitazione domestica può essere anche un’occasione affinché bambini e ragazzi imparino, con gradualità, ad essere responsabili organizzando il proprio tempo.

Cesare Scurati, pedagogista di fama

Così guardando all’educazione all’autonomia, qualora i genitori non siano costretti a sostituirsi ai figli nei compiti, il lavoro a casa acquista un valore aggiunto, specie se vario e diviene l’occasione per utilizzare strumenti diversificati, come le nuove tecnologie, se diviene un’occasione di ricerca ed esplorazione: «In Italia è affermata per legge – evidenzia il presidente dell’Age – l‘autonomia delle scuole, che è anche di natura didattica: non è dunque possibile una norma generale che regolamenti i compiti. Piuttosto deve essere opportuno, anche da parte del ministero, un ulteriore invito al dialogo tra i genitori e la scuola, che può trovare nei compiti un’occasione concreta di incontro».

Insomma, per l’Associazione dei genitori italiani, i compiti non vanno assolutamente aboliti, ma ripensati, modernizzati e rielaborati sulla base delle esigenze attuali di alunni e genitori: «I piani dell’offerta formativa e i patti di corresponsabilità educativa – conclude Davide Guarneri, presidente dell’Associazione italiana genitori, appellandosi alle istituzioni – partendo dall’analisi dei reali bisogni educativi dei ragazzi, siano sul tema dei compiti molto espliciti, proponendo una riflessione sulle ragioni, sulle scelte metodologiche effettuate, sull’impegno degli insegnanti nell’applicare la necessaria gradualità e proporzionalità, sull’impegno dei genitori ad incoraggiare e motivare i propri figli».

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