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Il pericolo dietro l’angolo… di casa

Tre abruzzesi su quattro subiscono incidenti domestici. Lo ha rilevato uno studio nell’ambito della campagna informativa “Sicurezza domestica”

Quale posto al mondo sarebbe più sicuro della propria casa? Nell’immaginario collettivo nessuno, eppure gli incidenti domestici rappresentano un problema sottostimato, ravvisando l’assenza di strumenti e, più precisamente, di conoscenze in grado di prevenirli. Proprio per questo Arco Consumatori Abruzzo, Guardia Civica e Movimento Difesa del Cittadino Abruzzo, hanno dato vita al progetto “Sicurezza Domestica”, informando quindi i cittadini sui rischi legati agli incidenti domestici.

Dapprima gli esperti hanno somministrato agli stessi cittadini un questionario, dal quale è emerso che ben 3 persone su 4 hanno subito incidenti domestici, “incoronando” la cucina come stanza nella quale avvengono più spesso, data la presenza di oggetti e strumenti quali coltelli, forbici, gas e fuoco, i quali vengono considerati come potenzialmente più nocivi. Nella speciale graduatoria delle stanze di casa più pericolose, seguono poi a ruota il balcone o, per chi ne è provvisto, il giardino e quindi il bagno, con la presenza dell’acqua che rende scivolose le mattonelle e assai rischioso il contatto con la corrente elettrica.

Alcuni pericoli domestici

Insomma per poter essere finalmente al sicuro, anche in casa propria, sembra proprio che ci si debba “rifugiare” in soggiorno. Comunque, quel che appare dallo studio è che la pericolosità della casa sia un indice direttamente proporzionale alla quantità di strumenti a rischio presenti all’interno e con la necessità di movimento che lo stesso luogo richiede alla persona. Risulta quindi una certa consapevolezza, da parte di tutto il campione intervistato, dei rischi che si corrono a seguito degli incidenti domestici.

E proprio quest’ultima consapevolezza porta il 42% degli intervistati a valutare la propria abitazione abbastanza sicura, grazie alla presenza di alcune delle fondamentali norme di sicurezza come la tenuta a norma dell’impianto elettrico, l’installazione di un salvavita e la manutenzione delle caldaie. La maggior parte del campione, inoltre, dichiara di possedere la cassetta del primo soccorso e di prestare attenzione alla lettura delle etichette dei prodotti acquistati. Infatti, le informazioni apprese prima dell’utilizzo di dei prodotti, vengono lette a titolo precauzionale dalla maggior parte degli utenti, il 45% per l’esattezza.

Tuttavia buona parte del campione, il 32 %, ha accertato anomalie nell’uso di determinati prodotti considerati poco sicuri. Da questo punto di vista è la pentola a pressione ad aver procurato i danni maggiori, risultando come articolo acquistato più pericoloso. A seguire ci sono poi i classici scaldini e le coperte elettriche, insieme ai forni a microonde e alle macchine per massaggi. Sono infine l’educazione in famiglia, per il 43%, e l’esperienza sulle regole base per evitare gli incidenti domestici, per il 52%, a rappresentare i punti di riferimento dai quali estrapolare informazioni al fine di attuare dei comportamenti responsabili.

Al contrario, il contributo che potrebbero dare le istituzioni viene considerato per lo più assente: «Di solito – ha spiegato Marco Golato, presidente del Movimento difesa del cittadino Abruzzo – la casa è vista come il luogo sicuro dove le proprie difese si abbassano perchè ci sentiamo più protetti, ma in realtà ci rendiamo solo più vulnerabili agli incidenti domestici. Si può fare quindi ancora molto per migliorare il livello di educazione tra i cittadini e il ruolo delle associazioni può essere fondamentale per la prevenzione degli infortuni domestici, attraverso attività di sensibilizzazione come questa campagna informativa del progetto “Sicurezza Domestica”».

About Davide De Amicis (2704 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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