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L’Europa vista dai giovani

Oltre 400 giovani, martedì, hanno interrogato i leader europei sull’operato degli organismi comunitari nell’affrontare la crisi

Temi imposti dall’attualità politica come la crisi economica e i problemi del debito pubblico, le elezioni presidenziali francesi e ancora la crisi politica nei Paesi Bassi, con il mancato accordo nel governo sul piano di austerità per monitorare il deficit nazionale, la competizione nei mercati globali, la caduta delle Borse e il bilanciamento dei poteri tra Unione Europea e Stati membri, sono stati al centro della conferenza dal titolo “L’Europa in crisi: le sfide da vincere, la fiducia nei cittadini”, tenutasi martedì a Bruxelles nella sede dell’Europarlamento.

La sede del Palamento europeo

All’incontro, che ha visto partecipare 400 giovani provenienti da tutta Europa oltre alle migliaia di persone collegatesi attraverso i siti internet e Twitter, sono intervenuti il mediatore Ue, il giurista greco Nikiforos Diamandouros, il presidente dell’Assemblea e della Commissione Europea Martin Schulz e José Manuel Barroso, e il primo ministro danese nonché presidente di turno del Consiglio dei Ministri Ue Helle Thorning-Schmidt.

Dunque i giovani presenti, senza alcun timore reverenziale, hanno incalzato i governanti sfoderando argomenti quali l’irresponsabilità dei mercati e di alcuni governi a cui addurre l’origine della crisi, l’insostituibilità del ruolo interpretato dall’Unione Europea nel dare risposte ai cittadini in una fase caratterizzata da sfide globali.

E anche per questo motivo è stata rimarcata l’esigenza di portare al cuore dell’integrazione la voce dei cittadini: «L’integrazione europea – ha replicato José Manuel Barroso – non può che fondarsi sulla fiducia reciproca, fra cittadini, Stati, istituzioni comunitarie. Eurobarometro ci dice che i cittadini hanno più fiducia nelle istituzioni Ue che negli Stati per superare questa grande recessione, che non è solo economica. Ebbene, occorre riposizionare la fiducia al centro dell’Unione, dobbiamo riappropriarci del progetto europeo, condividendolo con i cittadini, contrastando i rischi crescenti del populismo, della xenofobia».

Jose Manuel Barroso, presidente Commissione europea

Ma il capo dell’Esecutivo europeo ha detto la sua anche sulla crisi: «Abbiamo pagato – ha spiegato il presidente della Commissione europea – a caro prezzo l’irresponsabilità della finanza e di taluni governi che si sono indebitati in modo eccessivo, ponendo a rischio la stabilità economica e il futuro dell’euro». Tra l’altro Barroso ha anche riconosciuto i problemi di comunicazione dei quali ha risentito l’Unione Europea, da superare in vista di un’intensificazione del rapporto con i cittadini.

Il leader portoghese ha poi approfondito la questione economica, illustrando il bilancio pluriennale dell’Unione Europea: «Il budget Ue – ha precisato José Barroso – è uno strumento di investimenti. Solo il 7% dei fondi che abbiamo a disposizione viene indirizzato alle spese amministrative. In realtà dobbiamo ricordarci che non si tratta di soldi destinati a Bruxelles, ma di investimenti che tornano a vantaggio degli europei mediante lo sviluppo regionale, la politica agricola, la ricerca, le infrastrutture o la formazione».

Martin Schulz, presidente Europarlamento

Al di là di tutto, comunque, i quattro relatori hanno sottolineato, ognuno a suo modo, quanto l’Europa convenga riuscendo effettivamente a produrre dei risultati per i cittadini e quanto oggi non si possa più fare a meno dell’Unione Europea: «L’Europa unita è un dono – ha aggiunto Martin Schulz – per la generazione di oggi. Pace, democrazia, sviluppo economico si possono ricondurre, a mio avviso, al processo di integrazione e questo non va mai dimenticato. Mi inquieta il fatto che a volte ce ne scordiamo».

Il presidente del Parlamento europeo, inoltre, non ha mancato di affrontare alcuni temi economici cari ai giovani, come le urgenze legate all’occupazione ed il bilancio pluriennale dell’Unione Europea a 27 Stati: «Abbiamo dinanzi a noi – ha ricordato Schulz – sfide grandi che da soli non possiamo affrontare. Pensiamo ad esempio alle migrazioni; dobbiamo cercare risposte europee a problemi comuni (forse in risposta alle ultime dichiarazioni del presidente francese Sarkozy, ndr). Occorre coraggio per difendere la democrazia, che non può essere asservita ai mercati, semmai dev’essere la democrazia a fissare le regole».

Nikiforos Diamandouros, Mediatore europeo

Helle-Thorning-Schmidt, presidente Consiglio Europeo

Così l’impegno europeo va rilanciato ribadendo la scaletta delle priorità su cui lavorare, a partire dalla ripartizione e dal riequilibrio dei poteri tra le istituzioni comuni e tra Unione Europea e Stati aderenti alla disciplina di bilancio che non deve “prevalere” sulle azioni per la crescita, passando per le politiche del lavoro, la democrazia partecipativa e la necessità di colmare la distanza tra Unione Europea e cittadini.

In conclusione, si è espresso anche il primo ministro danese: «L’Europa – ha concluso Helle Thorning-Schmidt, presidente del Consiglio Europeo – deve far emergere i propri risultati per dimostrare di essere utile ai cittadini e agli Stati membri». Nel frattempo, il Mediatore europeo Nikiforos Diamandourus ha sottolineato il dovere di porre il cittadino al centro del progetto europeo, riconoscendo che l’Unione Europea è un “casa aperta” e trasparente, relativamente all’accesso a documenti e direttive.

About Davide De Amicis (2724 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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