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Il cristiano non si astiene dal voto

Lo ha dichiarato l’arcivescovo de L’Aquila Molinari, che in questi giorni scuote l’elettorato cattolico dal torpore dell’antipolitica

È una secca condanna all’astensionismo dal voto alle elezioni amministrative, che domenica e lunedì prossimi avranno luogo in molti e determinati comuni abruzzesi, quella pronunciata dall’arcivescovo de L’Aquila monsignor Giuseppe Molinari secondo il quale gli assenti hanno sempre torto.

Un messaggio, il suo, scaturito dalla lettura di alcuni versi dell’ultimo libro di Gianpaolo Pansa, “Tipi sinistri”, che Molinari ha citato: «Ormai – scrive Pansa – non vado più al seggio elettorale. E se mi capita di andarci, metto nell’urna una scheda bianca. Non sono né di destra né di sinistra né di centro. Insomma non sono più di nessuno».

Questa riflessione ha quindi rivolto il pensiero del presule ai circa 16 milioni di italiani che, secondo le stime, avrebbero deciso di non votare: «Il partito degli astenuti – ha spiegato il presule – cresce sempre di più. E rischia di diventare il maggior partito. E questo non è bene. La strada che porta ad una vera società democratica è sempre lunga e difficile. Ed è una strada costruita non solo con i sacrifici di tanti uomini e donne amanti della libertà, ma anche con il sacrificio della vita di molti che si sono spesi per una società più giusta e democratica».

L'arcivescovo aquilano, mons. Giuseppe Molinari

Dunque, per Molinari, il voto è un momento importante nella vita di ogni democrazia: «Anche in Italia. Anche nella nostra città – ha aggiunto l’arcivescovo – e nel nostro territorio, in questi giorni. Avevo scritto alcuni mesi fa una preghiera per il sindaco, con il chiaro proposito di non ritornare più sull’argomento. Ma il susseguirsi degli scandali che riguardano i partiti fa crescere paurosamente l’antipolitica».

Dunque, il riferimento non può che andare al dibattito in corso sulle modalità di finanziamento dei partiti politici, a seguito dello scandalo che ha sconvolto la Lega Nord: «C’è stato in passato un referendum – ha ricordato monsignor Molinari – nel quale i cittadini si sono espressi chiaramente contro il finanziamento pubblico dei partiti. Ed ora che era capitata un’occasione storica per rinunciare a questo finanziamento, essi hanno inventato tanti sofismi per mantenere in pieno questi esagerati rimborsi alla politica. Come giustamente ha scritto un quotidiano, dovendo scegliere tra i soldi e gli elettori, ancora una volta i partiti hanno scelto i soldi».

Così, per l’arcivescovo de L’Aquila, la politica ha perduto dignità e credibilità, anche se la democrazia non può fare a meno della politica dato che, almeno per i cristiani, esiste una politica che è autentica ricerca del bene comune. E per meglio spiegare questo concetto, il vescovo si è aiutato citando le parole di Pio XI, in passato ricordate anche da Paolo VI e Giovanni Paolo II, secondo le quali per il cristiano la politica è la forma più attuale, moderna, ampia ed efficace della carità: «Ecco perché – ha concluso monsignor Giuseppe Molinari – il cristiano non è uno che si astiene. Ma uno che entra nell’impegno politico con determinazione, competenza, con passione e con la certezza che una società più giusta si costruisce con il contributo di ognuno. Perciò, non andare a votare o votare scheda bianca sono scelte che non si addicono al cristiano».

About Davide De Amicis (2533 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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