San Massimo, patrono della “legalità”

Inizia, stasera, a Penne la festa del co-patrono della diocesi. Ospite: don Luigi Ciotti

Inizia questa sera, a Penne, la festa di San Massimo, co-patrono dell’arcidiocesi di Pescara-Penne. Tre giorni in onore del Santo martire caratterizzati non dai rumorosi spari pirotecnici, ma dalla più silenziosa volontà di incontro e di crescita.

Mappa degli eventi

Il programma, preceduto da una novena itinerante per tutte le parrocchie della città prevede l’adorazione contemporanea in tutte le chiese di Penne e la possibilità di riconciliarsi, insieme alla proposta di un programma civile con la volontà di continuare a riflettere. «Innanzitutto – spiega don Giorgio Moriconi, parroco nella città di Penne e vicario per la pastorale della diocesi – abbiamo tentato di riportare la festa alla tradizione, era una fiera, una occasione di incontro non solo commerciale, ma umano. È ovvio che non ha più la motivazione agricola che la caratterizzava, ma vogliamo riscoprire le tradizioni». Per questo la città di Penne è stata rivestita di un’Area spettacolo, un’area medievale e un’area artigianale «in modo da mettere in evidenza – continua don Giorgio - anche i talenti che i nostri ragazzi e i nostri gruppi possiedono».

Non mancheranno esibizioni, animazioni, musica, così come la processione con la statua del Santo per le vie della città, dal Duomo alla chiesa dell’Annunziata, ma a chiudere la festa con “il botto” sarà senza dubbio la giornata di lunedì 7 maggio con la proiezione gratuita di un film sul tema della responsabilità al cinema Ariston, alle 15.30, con la Messa solenne presieduta da monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo, presso il Duomo e con la presenza di don Luigi Ciotti che alle 21, incontrerà la popolazione in piazza Luca da Penne. «Abbiamo voluto staccarci – conclude, entusiasta, il sacerdote – dalle classiche feste patronali offrendo un po’ di “sostanza” e di “riflessione” su temi importanti come la responsabilità e la legalità. Chi più di don Ciotti può aiutarci in questo cammino? La festa del Santo deve risvegliare le nostre coscienze, anche perché lo insegna lo stesso San Massimo che ha dato testimonianza della sua fede, fino al martirio»

 

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