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Fondi insufficienti: a rischio l’Erasmus

Lo conferma il Commissario europeo all’Istruzione Androulla Vassiliou, tracciando un bilancio del progetto che compie 25 anni

Erasmus è il programma più conosciuto dell’Unione Europea in grado, lo scorso anno, di portare 231 mila giovani all’estero per un periodo formativo, ma purtroppo la disponibilità finanziaria è inadeguata e insufficiente a soddisfare tutte le domande fatte pervenire dai 33 Paesi aderenti al progetto, ovvero i 27 dell’Unione Europea con l’aggiunta di Croazia, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Turchia e Svizzera.

Androulla Vassiliou

Lo ha confermato oggi il Commissario europeo all’Istruzione e alla Cultura, Androulla Vassiliou, tracciando un primo bilancio sugli esiti del programma ormai attivo da 25 anni: «Con l’attenzione che consacra alle lingue – ha spiegato il Commissario – all’adattabilità, alla consapevolezza interculturale e alla leadership, Erasmus conferisce ai giovani abilità essenziali per accrescere la loro occupabilità e assicurare il loro sviluppo personale». Dal suo varo, nel 1987, va detto che il programma ha offerto a più di 2,5 milioni di studenti europei l’opportunità di andare all’estero per studiare presso università o per formare un collegamento lavorativo in impresa.

Del resto, in questi difficili tempi di crisi, le abilità acquisite grazie agli studi e ai collocamenti Erasmus possono risultare preziosissime: «Erasmus – ha confermato Androulla Vassiliou – è una delle maggiori “success stories” dell’Unione. Le cifre parlano da sole, ma il successo sarebbe stato anche più grande se avessimo le risorse necessarie per soddisfare la domanda». Andando poi ad analizzare il progetto più dettagliatamente, grazie alla relazione presentata dal Commissario Vassiliou in relazione all’anno accademico 2010-2011, si può evincere che le tre destinazioni più popolari scelte dagli studenti sono state Spagna, Francia e Regno Unito.

Il logo Erasmus del venticinquennale

Ma la Spagna non primeggia solo tra i Paesi più accoglienti, essendo anche quello da cui gli studenti partono più numerosi, seguito da Francia e Germania. Il Lussemburgo, invece, ha inviato fuori dai propri confini il maggior numero di studenti, in proporzione alla popolazione studentesca nazionale. L’accesso al programma, inoltre, permette agli studenti di beneficiare di un assegno mensile da 250 euro, per integrare le spese all’estero. In aggiunta, il bilancio Erasmus 2010-2011 è stato chiuso con circa 460 milioni di euro: «Sul numero complessivo di studenti – si legge nel rapporto – che hanno fruito dell’assegno, circa 190mila hanno scelto di trascorrere fino a 12 mesi del loro programma di laurea all’estero».

E rispetto all’anno prima, va sottolineato che il numero degli studenti aderenti è cresciuto del 7,2%, mentre sono invece 41mila gli studenti che hanno preferito vivere un periodo di formazione in imprese fuori dai confini nazionali, con un aumento del 15%: «Inoltre – conclude il rapporto – sono state concesse 40mila borse a membri del personale docente e non docente delle università per insegnare o ricevere una formazione all’estero, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente».

About Davide De Amicis (2614 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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