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Quei manifesti che “fanno male”

L’arcidiocesi di Pescara-Penne interviene sui manifesti pubblicati in città e sull’equazione Rom-delinquenza

Disgusto, rabbia, disapprovazione. Sembrano questi i sentimenti espressi nei commenti sui social networks a proposito dei manifesti pubblicati a Pescara da Pdl e amministrazione comunale sulla “politica dei fatti”, insieme a meno numerosi post sull’orgoglio di una legalità “finalmente” messa in atto. Certo è che a prescindere dai fatti in questione – il far rispettare le norme civili non è forse dovere dei Governi locali e nazionali? – un certo tipo di comunicazione esaspera un clima già caldo e ai limiti del razzismo.  Anche la Chiesa locale ha voluto dire la sua: «Non possiamo non esprimere disagio – sono le parole che l’arcidiocesi di Pescara-Penne affida ad un comunicato –  nel leggere i manifesti apparsi ieri in città a firma del Popolo delle libertà circa l’azione intrapresa dall’amministrazione cittadina per fronteggiare la delinquenza e gli abusi negli alloggi popolari. La generalizzazione utilizzata nell’accostamento di “Rom” e “delinquenti” ci è sembrata una corrispondenza inopportuna. È vero che spesso la cultura nomade – se è possibile ancora chiamarla così – si è macchiata di illegalità, ma rendere l’equazione matematica è un pregiudizio razziale e non aiuta il clima già pesante che si respira in città».

È chiaro il comunicato “ecclesiale” che aveva osservato in silenzio i cortei e le proteste anti-Rom di alcuni gruppi di cittadini. «Avevamo scelto di non esprimerci dopo le manifestazioni seguite alla morte di Rigante – continua il comunicato – Volevamo mantenere bassi toni, far “sbollire la rabbia”, contando sulla prudenza della pubblica amministrazione e sulla necessità di far rispettare le leggi, non solo ai Rom, ma a tutti i cittadini che delinquono, ma non abbiamo potuto far silenzio difronte ai 6×3 che tappezzano “orgogliosi” la città: i fatti parlano da soli, o hanno bisogno di “vanitosa” pubblicità? »

Insomma, “non sappia la tua destra ciò che fa la tua sinistra” sembra consigliare biblicamente l’arcidiocesi certa che il buon lavoro si annuncia da solo, soprattutto quando il “buon governo” è un dovere e non un optional, una possibilità!

«La legalità è un valore fondamentale – conclude il messaggio diocesano – che va difeso sempre per il bene di ogni singolo cittadino e della comunità intera e gli eventi tragici e inaspettati devono favorire innanzitutto autocritica e verifica del lavoro svolto e poi stimolare percorsi di mediazione, riconciliazione per una reale convivenza nel rispetto delle norme».

 

About Simone Chiappetta (444 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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2 Comments on Quei manifesti che “fanno male”

  1. alfred // 28 maggio 2012 a 12:06 //

    “La generalizzazione utilizzata nell’accostamento di “Rom” e “delinquenti” ci è sembrata una corrispondenza inopportuna. È vero che spesso la cultura nomade – se è possibile ancora chiamarla così – si è macchiata di illegalità”…

    che cos’è questa, se non una ulteriore generalizzazione di sapore razzista, per di più con l’aggravante delle buone intenzioni? è il solito cerchiobottismo praticato da chi deve, per contratto, dire qualcosa di vagamente civile, stando però ben attento a non esporsi e soprattutto a non inimicarsi i favori delle istituzioni. Le mezze condanne, i silenzi, hanno il sapore della complicità e…

  2. Giuseppe // 23 maggio 2012 a 14:04 //

    I 6×3 disseminati per la città di Pescara che si fanno ” bella ” mostra è, il peggior prodotto di squadrismo mentale. Concordo con la presa di posizione , di pubblica denuncia , della Diocesi locale e l’invito a ricercare in uno sforzo comune la civile convivenza. I fatti criminosi ultimi hanno finito a spaccare ulteriormente il tessuto sociale pescarese e, questo, è un dato di fatto acclarato e di difficile ricucitura, oggi. Ma questi pessimi e squadristi manifesti non aiutano a sedare un clima di per se già pesante in città ma vanno decisamente deplorati , condannati , per il bene di tutti e della nostra democrazia.

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