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Pescara leader nella classifica… dell’usura

Lo ha ricordato Francesco Buzzetti, responsabile antiriciclaggio Fiba-Cisl Abruzzo, snocciolando gli ultimi dati

E' forte la localizzazione dei debiti

Imperversa l’usura a Pescara, tanto da farne la città italiana più colpita dal fenomeno, nonché la Provincia più a rischio dopo Messina e Siracusa. Lo rende noto un recente studio del Cnel, Consiglio nazionale economia e lavoro, confermando la città adriatica come importante snodo commerciale e industriale che attirando investimenti in tempi di crisi, attira anche gli usurai. Questi ultimi, sfruttando l’attuale contesto economico caratterizzato da famiglie e imprenditori che non riuscono più a far fronte a tasse, costi di gestione e rimborsi rateali, riescono a spremere record con interessi da capogiro.

Un'immagine aerea di Pescara

Del resto, l’Abruzzo è la sesta regione italiana più indebitata dopo Campania, Veneto, Valle d’Aosta, Sicilia e Piemonte. Un fenomeno, quest’ultimo, che vede entrare le sue vittime in un tunnel senza fine per uscirne spesso senza vita, uccisi della disperazione. A tal proposito, tutti ancora ricorderanno la tragedia del 1995 che ha avuto come protagonisti una famiglia intera di quattro persone, una madre con i suoi tre figli, lanciatasi da un viadotto dell’autostrada A24 dopo aver scoperto che quell’amico a cui “avrebbero” chiesto un prestito, in realtà, fosse un usuraio.

Tra l’altro, nonostante i tempi di crisi, il ricorso all’usura viene più che mai favorito dall’inarrestabile corsa al consumismo, con gli utenti che non intendono rinunciare alle spese futili: «A questo però – ha spiegato Francesco Buzzetti, responsabile antiriciclaggio della Fiba-Cisl Abruzzo – bisogna contrapporre l’irrigidimento delle banche nell’erogazione del credito, malgrado l’aumento del 2% registrato nel 2011, ed è a questo punto che si ricorre agli usurai».

E in regione, secondo i dati Cisl, il 51% del credito viene erogato da banche del territorio, le quali, in molti casi non riescono successivamente a recuperarlo. Parliamo del credito deteriorato, corrispondente al 3%. Ad esempio, in città come L’Aquila e Chieti questa percentuale, dal 2009 al 2010, è passata rispettivamente dall’1,8% al 4,2 e dal 3,4% al 4,7%. Ma tornando al fenomeno usura, negli anni, è interessante osservare anche la sua evoluzione e quella di chi lo esercita: «Infatti – ha aggiunto Buzzetti – se nei primi anni 2000 l’usuraio operava da solo nell’80% dei casi, come normale professionista, oggi il 65% di chi fa usura consuma il reato in concorso con altri e, in particolare, il 25% di costoro agisce all’interno di un’associazione a delinquere».

È così che quest’ultima diviene in grado di logorare e asfissiare un imprenditore fino al punto di acquisirne l’intera azienda: «In questo modo – sottolinea il responsabile abruzzese dell’antiriciclaggio Fiba-Cisl – l’usura diviene più che mai l’anticamera del riciclaggio di denaro sporco». Con la crisi, comunque, le vittime preferite restano sempre le persone in difficoltà finanziaria, come dimostrato dai due usurai arrestati nel teramano lo scorso Febbraio, i quali praticavano un tasso d’interesse annuale del 240%. Ma fortunatamente, in aiuto di famiglie e piccoli imprenditori, è intervenuta l’Adiconsum, sottoscrittore dell’accordo-quadro anti-usura del 3 Luglio 2007, che ha messo a disposizione un fondo antiusura pari a 536mila euro al quale hanno aderito 43 famiglie abruzzesi.

Francesco Buzzetti, Fiba-Cisl Abruzzo

A tal proposito la stessa Fiba-Cisl Abruzzo si è mossa, proponendo soluzioni suggestive ed innovative per sradicare il fenomeno anche incentivando la collaborazione delle vittime, come l’inasprimento delle pene, l’adozione di nuove regole di accesso al credito in caso di particolare difficoltà economica utilizzando percentuali dei fondi ottenuti dalla banche attraverso la Banca centrale europea al tasso vantaggioso dell’1%. Non solo, perché l’organizzazione di categoria pensa anche alla sospensione delle imposte a chi denuncia l’usuraio per il tempo corrispondente alla condanna dello stesso, oltre che all’attivazione di percorsi di sensibilizzazione nelle scuole, ma anche alla costituzione di parte civile dello Stato nei processi contro gli usurai e infine aumentare la disponibilità dei fondi antiusura.

Ma a prescindere da tutto questo, per fermare gli usurai, occorre il coraggio e una ferrea volontà da parte delle vittime: «Purtroppo – si appella Francesco Buzzetti, responsabile abruzzese Fiba-Cisl per l’antiriciclaggio – ricorrendo all’usura si diventa complici inconsapevoli del reato, favorendone la consumazione di altri, quali il riciclaggio di denaro dedito ad attività criminali come lo spaccio di droga. Per questo, chi rischia di avvicinarsi all’usura, si rivolga all’Adiconsum per ricevere assistenza e si tuteli, denunciando gli usurai».

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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