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Nuove regole contro il gioco d’azzardo

Mentre l’Auser ha fatto il punto della situazione sul fenomeno che solo in Italia coinvolge 800mila giocatori, il Senato ha varato nuove norme per stroncare l’anomalo business

È stata definita come una tassa occulta sulla speranza di cambiare vita il gioco d’azzardo. È questa la definizione con cui Marica Guiducci dell’Auser ha descritto il fenomeno intervenendo, giovedì, alla conferenza stampa di presentazione della campagna “Mettiamoci in gioco”, promossa da Acli, Alea, Anci, Arci, Auser, Avviso pubblico, Cnca, Conagga, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Gruppo Abele, InterCear, Libera e Uisp.

In base ai dati raccolti dalle associazioni, nel 2011 sono stati spesi 80 miliardi di euro in scommesse, gioco d’azzardo e slot machine e di questa somma, che ha portato l’Italia ad essere il primo Paese al mondo per spese pro-capite per il gioco, solo l’11% è andato nelle casse erariali. Quanto agli scommettitori, sono 800mila gli italiani e di questi i più coinvolti sono giovani, donne e anziani, oltre a persone con redditi bassi e basso livello d’istruzione. Il 70% dei giocatori, inoltre, è disoccupato mentre l’80% è lavoratore precario. Tra l’altro, l’Auser ha registrato un aumento delle giocate proprio nei giorni in cui si riscuote la pensione: «Il gioco – ha sottolineato la Guiducci – è entrato nelle abitudini degli italiani, rappresentando ormai quasi un fenomeno antropologico in cui la riuscita è affidata al caso e scollegata all’impegno personale».

Daniele Poto, Libera

La causa, concordano le associazioni del settore, è dovuta principalmente a una massiccia e persecutoria campagna pubblicitaria, che studia le fragilità e omette la verità. Insomma, l’Auser esorta lo Stato affinché recuperi le lacune normative e prenda coscienza dei reali costi sanitari e sociali del fenomeno da esso stesso incentivato: «Non vogliamo proibire il gioco – ha assicurato Matteo Iori, presidente di Conagga – ma chiediamo di porre dei limiti a tutela dei più fragili». Una richiesta, quest’ultima, fatta pervenire dopo aver letto i dati relativi al primo trimestre 2012, periodo in cui si è registrato un aumento del 26% delle cifre scommesse.

Umberto Paoletti, presidente del Ceart, ha messo invece in guardia sulla necessità di trovare risposte nuove a problemi nuovi come quello della “ludopatia”, la dipendenza dal gioco d’azzardo, un problema che a differenza delle tossicodipendenze riguarda una popolazione molto più ampia. Daniele Poto di “Libera”, in aggiunta, ha denunciato da un lato come siano almeno 41 i gruppi criminali delle grandi famiglie mafiose ad essere entrati nel business del gioco d’azzardo e dall’altro come la politica, al contrario abbia fatto un passo indietro per quanto concerne il rilascio di certificazioni antimafia per aprire un concessionario: «Il gioco d’azzardo – ha concluso Poto – è una delle principali fonti d’introito per la mafia».

Non bisogna comunque dimenticare che quest’incontro, è avvenuto all’indomani dall’approvazione da parte del Senato di un Testo unico in materia di gioco d’azzardo. All’interno del testo, si riconosce anche la ludopatia come patologia da inserire nei livelli  essenziali d’assistenza. Lo stesso documento, infine, prevede l’inasprimento delle pene per il gioco illegale, l’istituzione di un Osservatorio nazionale e una maggior attenzione dei minori.

 

About Davide De Amicis (2465 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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