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Ue: in gioco il futuro “comune”

I 27 Paesi dell’Unione Europea a Bruxelles per elaborare azioni decise, immediate e coordinate, sempre e comunque “insieme”

«L’Ue istituisce un’unione economica e monetaria la cui moneta è l’euro». Queste le parole di Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo a recita dell’articolo 3, paragrafo 4, del trattato di Lisbona. Una citazione dovuta dai leader dei 27 Paesi aderenti all’Unione europea seduti, da ieri, nella capitale belga, allo stesso tavolo, per ricordare loro che «l’euro è la moneta della Comunità» e che occorre unire le forze per difendere tale valuta, in spirito di responsabilità e di solidarietà. La volontà a non disgregarsi, a continuare, insieme, la “battaglia” della crisi è senza dubbio la risposta data alla recessione e alle contromisure credibili ed efficaci attese dall’opinione pubblica: «I cittadini d’Europa intera – ha esordito Schulz – guardano oggi a Bruxelles, a questo vertice, con grande apprensione, preoccupati che il progetto europeo sia sull’orlo del baratro. Oggi dobbiamo dimostrare che crediamo al progetto dell’Europa».

Il presidente Schulz

L’unione sembra ancora essere, quindi, la parola d’ordine dei “capi” nazionali: «l’elaborazione di visioni per il nostro futuro comune – ha continuato il successore di Jerzy Buzek dal 12 gennaio 2012 – è indubbiamente un progetto nobile, e a lungo termine abbiamo bisogno dell’unione bancaria, dell’unione fiscale e dell’unione politica. Ma i progetti per il futuro, per dopodomani, per quanto possano essere necessari, non debbono impedirci di vedere le pressanti sfide di oggi». Secondo il politico tedesco «la capacità di trovare una risposta convincente alla crisi del debito e di puntare sullo sviluppo è divenuta la questione cruciale per le sorti dell’Europa. Nell’asprezza dei negoziati sui dettagli tecnici – ha ricordato – c’è un aspetto che non dobbiamo perdere di vista: è in gioco il nostro futuro comune».

Le posizioni a Bruxelles

«Nei prossimi 6-12 mesi dobbiamo attivare insieme – ripete la parolina “magica” il presidente dell’eurocamera – tutte le misure realizzabili a breve termine per stimolare la crescita, creare occupazione, superare la stretta creditizia e rendere la fiscalità più giusta».

Insomma, agire presto e bene per arrestare la “caduta libera” per far ripartire il sistema produttivo e finanziario europeo, per evitare fallimenti a catena dei bilanci pubblici, con la conseguenza di rendere instabile l’euro e con esso l’Europa comunitaria. Presto, ma con sguardo lungimirante e l’azione coordinata per evitare altre recessioni: passi prudenti, ma decisi e comunque sempre insieme nonostante le posizioni della Germania, con Finlandia ed Olanda, sembrano essere ben diverse da Francia, e dall’alleanze italo-spagnola e Regno Unito-Danimarca.

 

 

About Simone Chiappetta (424 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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