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Uniti per rafforzare l’Europa

Ha parlato a 360 gradi del futuro dell’Europa, venerdì scorso, il presidente della Commissione europea Barroso intervenendo al bureau del Ppe a Firenze

«Stiamo attraversando una crisi di sistema che può mettere a rischio l’intero progetto europeo. È una crisi non solo economica, ma anche sociale e politica. C’è un problema di fiducia. Per questa ragione gli Stati devono oggi porsi una domanda di fondo: desideriamo davvero stare insieme?».

È ponendo questo interrogativo sostanziale che José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, è intervenuto al bureau del Partito popolare europeo, famiglia politica a cui appartiene, svoltosi a Firenze venerdì approfondendo il tema “Per una nuova Europa politica. Il coraggio delle origini”. Barroso ha quindi ribadito, come più volte ha fatto negli ultimi mesi, che occorre cercare una soluzione politica comune a questa crisi, risposte condivise, sfide che oltrepassano i confini nazionali.

Jose Manuel Barroso, presidente Commissione europea

Il capo dell’Esecutivo europeo ha poi ripercorso alcuni provvedimenti assunti o dei progetti lanciati in sede comunitaria sui versanti finanziario, monetario, della governance economica, aggiungendo che i prossimi mesi saranno cruciali con le decisioni da prendere che dovranno essere coraggiose e coerenti, nel principio della responsabilità. Il presidente Barroso ha inoltre annunciato che domani, davanti all’Europarlamento presentando lo Stato dell’Unione, parlerà anche delle misure a breve e a lungo termine indispensabili per dare stabilità monetaria,  ma anche politica, all’Unione Europea a 27 Stati.

Fra queste ultime, inoltre, ci sarà la proposta del “vigilante unico per la zona euro”, quella che viene comunemente chiamata unione bancaria. Insomma, per Barroso ogni intervento volto alla tutela della moneta unica, del lavoro e della stabilità economica europea deve andare di pari passo con un rafforzamento dell’Europa politica, delle istituzioni europee a partire dall’Europarlamento. Del resto, secondo il capo del Governo europeo, la crisi ha svariate cause: «C’è un debito insostenibile – ha descritto Barroso – di vari Stati; un mercato finanziario mondiale squilibrato; profondi cambiamenti geoeconomici e geopolitici in atto. Per questo dobbiamo dire ai cittadini la verità: occorrono decisioni forti, azioni immediate e di lungo respiro, sacrifici».

Per questo il presidente della Commissione europea è tornato a sollecitare la responsabilità dei governi e l’impegno concreto per un’unione che allo stesso tempo sia fiscale, di bilancio, economica e politica. Da questo intervento è dunque emerso un ampio ed esplicito riferimento ai padri fondatori, provenienti dalla sua stessa casa politica, alla necessaria revisione dei trattati per recuperare la democrazia europea, passando per una valutazione sul dovere di recuperare i valori e gli obiettivi di fondo dell’Unione Europea, con una convergenza della responsabilità e della solidarietà, così’ come della disciplina e dello sviluppo: «Il ruolo del Ppe – ha auspicato il presidente Barroso – può essere quello di evitare una visione polarizzata dei problemi che abbiamo di fronte” per procedere “verso interventi unitari ed efficaci».

About Davide De Amicis (2705 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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