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L’innocenza dei musulmani

Un film religioso, satira o un’arma da guerra “diabolica”.

Si intitola “Innocence of  Muslims” ed è il film che ha provocato la rabbia violenta dei musulmani, l’attentato al consolato statunitense di Bengasi in Libia e le proteste a Il Cairo in Egitto.

La pellicola, diretta e prodotta dallo statunitense Sam Bacile, ritrarrebbe Maometto come un sostenitore della pedofilia e un omosessuale, mostrando scene di sesso e avrebbe lo scopo – secondo le dichiarazioni dello stesso autore – di richiamare l’attenzione sulle ipocrisie dell’Islam.

Bisogna definirlo un film storico, religioso, satirico? Forse nulla di tutto questo: «Sembra piuttosto un lavoro amatoriale – lo definisce Adnane Mokrani, teologo musulmano di origini tunisine – di bassissimo livello, una provocazione sciocca e stupida. Siamo davanti all’ennesima provocazione gratuita contro i sentimenti religiosi dei musulmani del mondo». Un film volgare, addirittura “pornografico” aggiunge il professore di studi islamici all’Università Gregoriana di Roma, un’opera mirata per stimolare reazioni e che gioca sui confini ambigui tra il blasfemo, l’odio e la libertà di espressione.

Molto di più, allora, di un film “innocente” o balordo. Fa meraviglia, tra l’altro, non tanto la banalità della struttura storica-religiosa del film – ne esistono tanti del genere e su tutte le religioni – ma il fatto che personaggi come il predicatore fondamentalista Terry Jones, famoso per i roghi di copie del Corano l’abbiano sostenuto definendolo «un film – sono le parole dello stesso Jones – che non è progettato per attaccare i musulmani, ma per mostrare l’ideologia distruttiva dell’Islam, svelando in maniera satirica la vita di Maometto».

Gli atti di violenza e le proteste scellerate non sono mai giustificabili, ma dietro i 120 minuti dell’”Innocenza dei musulmani” sembrerebbe esserci molto di più di un film banale. È lo stesso produttore a sostenere di aver raccolto più di 5 milioni di dollari da 100 donatori – ovviamente – anonimi e diversi “pastori”, tra cui lo stesso Terry Jones, sarebbero pronti a proiettare alcuni spezzoni del film nelle aule di predicazione delle loro chiese; una bella lezione di dialogo ecumenico!

Un gioco pericoloso, insomma, un tranello ben pianificato che gioca sì sulla”innocenza”, ma su quella che trova spiegazione del sinonimo “sciocchezza”. «Ci sono gruppi di musulmani – continua Adnane Mokrani – che cadono spesso, se non sempre, nella trappola, reagendo facilmente, in modo violento e inaccettabile. Le reazioni purtroppo confermano quello che volevano negare: se il filmato con le sue false accuse critica il mondo musulmano di essere violento, loro in questa maniera agiscono per confermare quello che dice il film. È un paradosso. Il loro atteggiamento non rappresenta la morale profetica, ma una reazione emotiva, violenta e criminale».

“Un atto diabolico”, praticamente, come lo ha definito il presidente dell’Afganistan, Hamid Karzai, che gioca sulle tensioni internazionali e sui rapporti, già difficili, tra le popolazioni arabe e gli Stati Uniti. Un gioco pericoloso, probabilmente programmato, che sfrutta il disordine delle fasi di transizioni libiche e che accentua gli scontri interni e nazionali, un “genio luciferino”.

 

About Simone Chiappetta (451 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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2 Comments on L’innocenza dei musulmani

  1. “‘Il fondamentalismo e’ sempre una falsificazione della religione, e’ contro l’essenza della religione. Il compito delle Chiesa e delle religioni e’ purificarsi”

  2. mogol_gr // 14 settembre 2012 a 16:27 //

    L’innocenza satanica.

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