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Pagano sempre e solo i lavoratori

Caso Fiat. La diocesi di Nola si fa portavoce dell’inquietudine dei lavoratori di Pomigliano

Il probabile ridimensionamento della produzione Fiat continua far tremare i lavoratori, a far arrabbiare gli italiani e a far invocare, dalla bocca di politici, grazie e richieste di responsabilità memori dei miliardi che il gruppo piemontese ha ricevuto negli anni passati dallo Stato.  E mentre l’amministratore delegato Marchionne è di ritorno dagli Usa per prepararsi all’incontro, a palazzo Chigi, con il premier Monti, anche la Chiesa alza la voce a sostegno dei lavoratori. È la diocesi di Nola, nel cui territorio ha sede lo stabilimento Fiat di Pomigliano, a pubblicare, una nota a cura del proprio ufficio per la pastorale sociale e del lavoro, la giustizia e la pace, la salvaguardia del creato.

«Tanti lavoratori, oggi, vivono una condizione di vita precaria – recita il comunicato del vescovo monsignor Beniamino Depalma insieme a tutta la comunità diocesana –  vivono in balia dell’incertezza sul futuro proprio e delle proprie famiglie: nessuno può giocare con il diritto al lavoro, nessuno può “giocare” con la vita delle persone».

Ha le idee chiare il mondo cattolico di Nola, anche perché fonda le proprie dichiarazioni sul magistero: «La Chiesa riconosce – continua il comunicato citando la Centesimus Annus di Giovanni Paolo II – la giusta funzione del profitto, come indicatore del buon andamento dell’azienda. Tuttavia, il profitto non è l’unico indice delle condizioni dell’azienda. È possibile che i conti economici siano in ordine e insieme che gli uomini, che costituiscono il patrimonio più prezioso dell’azienda, siano umiliati e offesi nella loro dignità. Oltre a essere moralmente inammissibile, ciò non può non avere in prospettiva riflessi negativi anche per l’efficienza economica dell’azienda».

Le recenti dichiarazioni dell’azienda Fiat hanno creato, ancora una volta, un clima di agitazione, d’inquietudine, di ansia per il futuro. «È vero – sottolinea con forza il presule – che ci sono problemi legati alla crisi economica, al mercato e alla globalizzazione dell’economia. Ma è pur vero che non devono essere sempre e solo i lavoratori a pagare scelte che rispondono solo a logiche di un liberismo selvaggio che sacrifica le persone e le loro famiglie all’idolo del denaro e della massimizzazione del profitto».

 

About Simone Chiappetta (430 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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