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Islam e Cristianesimo: un incontro possibile

E’ la convinzione emersa dal convegno sul dialogo interreligioso “Islam-Cristianesimo: scontro o incontro?”, organizzato dalla Pastorale Ecumenica diocesana

Noris Cretone, imprenditrice

Riportare in auge l’antico tombolo aquilano, ormai passato in disuso, creando aziende, occupazione e profitto producendo il caftano, la tradizionale veste di tradizione araba a metà strada tra una camicia ed una tunica. Anche questa, ideata nell’ambito del progetto “Startimpresa” di Confindustria Pescara dall’estro della prossima imprenditrice teramana Noris Cretone, potrebbe rivelarsi una soluzione vincente per migliorare il dialogo tra Islam e Cristianesimo eliminando fondamentalismi e barriere ideologiche, condividendo idee e progetti utili per vincere la crisi economica internazionale rappacificando i popoli, aumentando il loro benessere.

Mostafa El Ayoubi, caporedattore "Confronti"

È emerso anche questo dal convegno sul dialogo interreligioso dal tema “Islam-Cristianesimo: scontro o incontro?”, organizzato dall’ufficio di Pastorale Ecumenica dell’arcidiocesi di Pescara-Penne, svoltosi ieri pomeriggio al teatro Sant’Andrea alla presenza di numerosi pescaresi ed altrettanti rappresentanti delle comunità musulmane insediate a Pescara: «Siamo in contatto – ha spiegato la Cretone – con alcuni imprenditori che sono molto interessati a fondere le loro idee con quelle di imprenditori turchi, creando nuovi prodotti». Un’iniziativa per stimolare un dialogo interrotto più volte: «Nella storia – ha spiegato Mostafa El Ayoubi, caporedattore della rivista “Confronti” – i rapporti tra mondo cristiano e mondo islamico hanno sempre conosciuto alti e bassi, ma i contrasti che si sono sviluppati ultimamente in Iraq, Afghanistan, Pakistan e Siria non hanno nulla a che vedere con la fede, essendo bensì frutto di una mera forma di strumentalizzazione politica e ideologica delle due religioni».

Mustafà Cenap Aydin, esperto in dialogo interculturale

Dunque, operazioni quali film e vignette satiriche sul profeta Maometto altro non sarebbero che produzioni di gruppi politici in cerca dello scontro tra i due mondi: «Grazie a loro – ha precisato il giornalista – si è sviluppata una forma di islamofobia preoccupante. Del resto, chi fa queste cose sa bene che dall’altra parte c’è un mondo volubile». Ma in Turchia, uno stato che rappresenta più che mai la cerniera tra il mondo islamico medio-orientale e quello cristiano occidentale, già si fanno passi avanti per avvicinare i fedeli delle due religioni: «Qualche settimana fa – ha raccontato Mustafà Cenap Aydin, esperto di dialogo interculturale e membro del coordinamento nazionale “Religious for Peace” – ho partecipato ad Istanbul ad un simposio cristiano-islamico, alla presenza di frati minori, dominicani, gesuiti italiani e dei fratelli musulmani della città. Così, partendo dal Corano e dalla Bibbia, siamo arrivati a definire il concetto di straniero, sia per un italiano in Turchia che per un turco in Italia. Anche questo serve a migliorare il dialogo».

Eppure, la convivenza tra le due fedi non è a rischio in molte parti del mondo, così come a Pescara: «Nella nostra città – ha sottolineato don Achille Villanucci, direttore della Pastorale Ecumenica – c’è un rapporto amicale tra cristiani e musulmani, provenienti da Senegal, Marocco e Bangladesh».

About Davide De Amicis (2467 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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