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Berlusconi, purché se ne parli

Una confusione che fa comodo a lui, a noi o a tutti?

Ormai occupa le ore televisive degli italiani, le controversie di piazza, le discussioni dei bar, e non è il calcio. Anche il gioco “maiamediatico” sulla fine del mondo ha lasciato lo spazio alla notizia definita più preoccupante dell’escatologico 21 dicembre.

L’Inter sembra non avere più problemi con Snjeder, il ritorno di Conte non è andato in prima pagina. Il giovane Renzi è svanito nel nulla insieme ai suoi sfidanti, Vendola prima di lui e con loro gli altri “concorrenti” delle primarie. Lo stesso vincitore del Pd non riesce a trovare spazio nei dibattiti per non parlare di Meloni, Alfano ecc. ecc.

È tornato e la sua “forza”, questa volta, non è il potere della gestione dei suoi Media, ma i Media che parlano sempre e solo di lui, nel bene – praticamente mai, se non nelle interviste ben organizzate – e nel male.

Nessuno splende più di luce propria, di idee proprie, di creatività propria. È preoccupante. Tutti esistono in virtù di lui. Anche Maroni e La Russa tornano su alcuni titoli, ma solo ed unicamente perché fa notizia lo “strappo” con lui. Così Monti, contestato o sostenuto prima dell’avvento dell’“onnipotente” (qual miglior periodo, se non a ridosso del Natale), è diventato notizia per le dimissioni che l’ex capo di governo ha saputo e voluto (l’unico che poteva farcela) e quell’incomprensibile – almeno per gli umani – “gioco” di destituzioni ed eventuali candidature. È comunque sempre lui, l’artefice, il manovratore di certi percorsi ed almeno la capacità “strategica” gli va riconosciuta.

Non ha bisogno di essere nominato, perché lui è perfettamente riconoscibile e continua sempre a far parlare di lui, fosse anche per quel nuovo colore dei capelli, appositamente innaturale, finto, purché se ne parli.

È un tranello, un piano, un delirio di onnipotenza, un modo per salvare l’Italia o portarla definitivamente alla deriva? Non importa. Ogni decisione, ogni risposta è rimandata. Oggi si parla, si scrive, si disegna, si ironizza con lui, per lui, in lui. Amen

A chi fa comodo questa situazione? Solamente a lui, alla sua ascesa al cielo, o, in fondo in fondo un po’ a tutti? Sicuramente allo share, ai comici e ai caricaturisti che non sono riusciti più a trovare soggetti interessanti a cui rifare i lineamenti. Agli striscioni dei manifestanti, tristi e ovvii senza di lui. A tutti noi che pur di non pensare e di non rivedere i nostri stili di vita dobbiamo prendercela sempre con qualcuno. E purtroppo a tutti i politici, di destra e di sinistra, di centro e di niente, perché ancora una volta arriveremo alle elezioni e si potrà evitare di parlare di programmi.

Prima della fine del mondo riusciremo a rispondere ad una domanda? Se lui è finito, se tutti gli danno contro, se non è credibile, perché fa paura? La cosa paurosa è, che in fondo in fondo, fa comodo a tutti. E così sia!

 

About Simone Chiappetta (458 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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