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E’ il 2013 l’anno europeo dei cittadini

Sono cinquanta le associazioni europee che hanno sottoscritto un Manifesto, per favorire la partecipazione democratica dei cittadini alla vita comunitaria

Jose Manuel Barroso, presidente Commissione europea

«Per noi, cittadinanza attiva significa in primo luogo coinvolgimento dei cittadini come partecipazione alla vita delle loro comunità, e quindi alla democrazia, in termini di attività e processo decisionale». È questo un passaggio del “Manifesto” che una cinquantina di associazioni europee hanno sottoscritto per il 2013, indetto dall’Unione Europea “Anno europeo dei cittadini”.

Le associazioni hanno così costituito una “alleanza” volta a sottolineare l’importanza di questo evento che, fra l’altro, cade nel ventesimo anniversario di proclamazione della cittadinanza dell’Unione attraverso il Trattato di Maastricht, entrato in vigore il primo novembre 1993: «Cittadinanza attiva – si legge nel documento, pubblicato nel sito http://ey2013-alliance.eu/ è più che far beneficenza, votare alle elezioni o far volontariato. Le definizioni di partecipazione, che si concentrano sulla partecipazione politica o su una concezione in senso stretto del volontariato, non riescono a captare la diversità dell’impegno delle persone in tutt’Europa».

Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo

Per rendere la piena accezione e ampiezza della cittadinanza attiva europea, e per aiutare a ridurre il divario tra i cittadini e le istituzioni europee, bisogna considerare le nuove prospettive aperte dal Trattato sull’Unione europea per la partecipazione dei cittadini alla vita democratica dell’Ue. Secondo l’alleanza fra le associazioni, partner dell’Ue nella organizzazione dell’Anno speciale 2013, la cittadinanza europea comprende la proclamazione e la tutela dei diritti fondamentali, la partecipazione alla vita democratica e alle elezioni, il “dialogo civile”, la partecipazione alla vita politica locale, la “cittadinanza sociale”, ovvero le azioni volte alla inclusione sociale.

Più avanti si legge nel manifesto: «La democrazia partecipativa va incontro alle esigenze attuali della governance democratica nell’Unione europea, completando e consolidando la democrazia rappresentativa. Coinvolgere la società civile organizzata nella definizione delle politiche e nella preparazione delle decisioni rinforza la legittimità democratica delle istituzioni pubbliche, il loro lavoro e le loro attività».

Inoltre, il Trattato di Lisbona è potenzialmente di particolare importanza, dato che rappresenta un impegno istituzionale indicando un dialogo aperto, trasparente e regolare tra gli organi governativi dell’Europa e la società civile, in modo da porre fine al deficit democratico di cui parlano gli oppositori, garantendo al tempo stesso la cittadinanza attiva europea. Nonostante questi passi avanti, c’è ancora molto da fare per trasformare questi impegni in pratica concreta e sostenibile.

About Davide De Amicis (2705 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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