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Rischi del web: i ragazzi emotivi sono più esposti

Secondo l’ultimo rapporto di “Eukids on line”, i ragazzi con problemi psicologici soffrono maggiormente i turbamenti presenti in rete

L’esposizione ai rischi di Internet non provoca necessariamente conseguenze dannose. I ragazzi, nella loro stragrande maggioranza, non sono turbati da contenuti o situazioni rischiose in cui si imbattono on line, per quanto i ragazzi aventi difficoltà emotive e relazionali nel mondo “off line” hanno più probabilità di essere infastiditi o turbati on line. Tutto questo emerge dall’ultimo report, pubblicato ieri, dal network Eu Kids on line di cui OssCom, Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica di Milano è il nodo italiano: «I ragazzi con problemi psicologici – hanno spiegato i ricercatori – sono meno resilienti; soffrono di più, più intensamente e più a lungo, le conseguenze dannose dei rischi di Internet. Inoltre, tendono ad avere un atteggiamento passivo di fronte ai rischi, anziché cercare attivamente una soluzione al problema».

Giovanna Mascheroni, responsabile della ricerca

Dall’altra parte, invece, la stabilità emotiva aiuta i ragazzi a sviluppare la resilienza ai pericoli della rete, ovvero la capacità di reagire a eventuali rischi come quelli, particolarmente rilevanti, legati all’esposizione a contenuti di natura sessuale ed il bullismo on line. Lo studio è stato così compiuto su minori che sono stati turbati da almeno un’esperienza rischiosa on line dimostrando, comunque, come non basti limitare l’accesso ad Internet per risolvere il problema: «I ragazzi cui i genitori danno regole per limitare le attività o il tempo trascorso on line – ha precisato il documento – non sono meno turbati dai rischi della Rete, né sono più propensi a rispondere attivamente ai problemi. Al contrario, il coinvolgimento dei genitori nelle attività on line dei figli e il monitoraggio stimolano la capacità dei ragazzi di affrontare i rischi».

Così, la risposta ai rischi on line alla quale i ragazzi dichiarano di ricorrervi più spesso è parlarne con qualcuno: lo fa il 53% di chi è turbato da contenuti pornografici, il 60% di chi ha ricevuto messaggi sessuali e il 77% di chi è stato vittima del bullismo on line: «L’uso delle diverse strategie di risposta – ha affermato Giovanna Mascheroni, responsabile della ricerca per l’Italia – dipende anche dal benessere psicologico del ragazzo. I ragazzi insicuri o con problemi emotivi adottano più spesso risposte di tipo fatalistico e meno efficaci». La ricercatrice di OssCom ha infine ricordato come, rispetto alla media europea, i ragazzi italiani sono più vulnerabili ai rischi di Internet. Infatti, solo la metà dei ragazzi di 9-10 anni e il 74% dei ragazzi di 11-16 anni ha riferito di non essere rimasto turbato, contro la media europea del 61% dei ragazzi più piccoli e del 76% degli 11-16enni.

About Davide De Amicis (2531 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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