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Il vero antiberlusconismo “sarebbe” l’indifferenza

L’ex premier continua a far paura, provoca, attira le attenzioni e cresce di punti e la campagna elettorale diventa un bailamme

Prova a chiedere ad un semplice cittadino: «conosci i programmi politici delle prossime elezioni?». Sarebbe sorprendente la risposta. Due lettere, la prima una “N” dopo un “mmm” tra perplessità e vergogna e qualche tentata parola! Poi la ripresa: «Sì, sì, so che Berlusconi vuole togliere l’Imu, addirittura restituirlo, ma chi ci crede più… però!».

È un dialogo esagerato quello proposto, ma sono certo che dia l’idea del gioco dell’ex premier. Tutti continuano a parlare di lui, nel bene – pochissimi – e nel male – tantissimi – purché se ne parli e l’avevamo già scritto in tempi meno sospetti. Così facendo, però, quelle 6 consonanti e 4 vocali precedute da una “B” sono sulla bocca di tutti, nei discorsi di piazza e in quelli dei social network, in tutti i notiziari radiotelevisivi e addirittura nei giochi europei dello spread… e sì, perché sembra che basti una sua affermazione, riconosciuta all’unisono come una favoletta dell’economia, a mettere paura anche al differenziale. In fondo in fondo, quella soglia superata dei 290 fa propaganda all’“onnipotente” imprenditore e quel gioco incredibile di numeri sembra avvalorare la risposta di Berlusconi a Monti: «l’unico credibile sono io» e indicarci come siamo messi veramente male in attendibilità.

E così, il parlare dei politici avversari, la satira, le risposte inquietate alle fantascientifiche proposte, nascondono, ancora una volta, gli impegni dei singoli candidati e i programmi dei partiti di sinistra, centro e destra e accentuano l’interesse a spartirsi un potere autoreferenziale, più che un servizio al bene comune.

Punto dopo punto, sondaggio dopo sondaggio e il Pdl cresce e spaventa e i voti pronosticati sono regalati proprio da quell’antiberlusconismo che lo rende credibile già per il fatto stesso di essere “anti” di qualcosa che, secondo gli stessi, non dovrebbe nemmeno esistere: eppure l’agenda della campagna elettorale la fa lui, celando il potere decisionale degli altri candidati.

Il vero antiberlusconismo sarebbe il non parlarne, l’indifferenza, la fiducia nei cittadini, capaci di discernere una frase ad “effetto” da un discorso “coerente”, ma nel gioco della provocazione ci si cade tutti e con questo editoriale non siamo riusciti a chiudere la bocca e a lasciar la penna tappata nemmeno noi che di politica ne parliamo poco!

Non possiamo permetterci sondaggi, ma in questo bailamme di punti e previsioni sembra proprio che non avremo un governo stabile, che saremo amministrati da ormai chiare e impensabili coalizioni e che l’astensionismo e il voto di protesta l’avranno “vinta” o meglio l’avrà “persa” la democrazia.

 

About Simone Chiappetta (478 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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