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Verdi e Beethoven: note a confronto con la fede

Le opere di Verdi e Beethoven in Vaticano, interpretate dall’orchestra del Maggio fiorentino, “ispirano” Benedetto XVI

Benedetto XVI con il presidente Napolitano al concerto

«Nelle opere di Giuseppe Verdi colpisce sempre come egli abbia saputo cogliere e tratteggiare musicalmente le situazioni della vita, soprattutto i drammi dell’animo umano, in modo così immediato, incisivo ed essenziale come raramente si trova nel panorama musicale».

Lo ha ricordato, lunedì sera nell’aula Paolo VI in Vaticano, Papa Benedetto XVI al termine del concerto diretto dal maestro Zubin Mehta, nel quale l’orchestra del Maggio musicale fiorentino ha eseguito ha eseguito la sinfonia verdiana “La forza del destino” e la “Terza” di Beethoven. Così dopo i saluti, tra i quali quello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Santo Padre ha proposto una riflessione sui brani appena ascoltati: «Affrontando il tema del destino – ha riflettuto il Santo Padre – Verdi si trova ad affrontare direttamente il tema religioso, a confrontarsi con Dio, con la fede, con la Chiesa. Ed emerge ancora una volta l’animo di questo musicista, la sua inquietudine, la sua ricerca religiosa».

Il maestro Zubin Mehta, direttore d'orchestra del Maggio fiorentino

Il Pontefice ha quindi preso in analisi le due versioni de “La forza del destino”, quella del 1862 per San Pietroburgo e quella del 1869 per “La Scala di Milano”, nelle quali i finali cambiano. Nella prima don Alvaro finisce dà fine alla sua vita da suicida, rifiutando l’abito religioso e invocando l’inferno, mentre nella seconda egli accoglie le parole del Frate Guardiano a confidare nel perdono di Dio e l’opera termina con le parole “Salita a Dio”: «Qui – ha sottolineato Benedetto XVI – è disegnato il dramma dell’esistenza umana segnata da un tragico destino e dalla nostalgia di Dio, della sua misericordia e del suo amore, che offrono luce, senso e speranza anche nel buio. La fede ci offre questa prospettiva che non è illusoria, ma reale. Questa è la forza del cristiano, che nasce dalla morte e risurrezione di Cristo, dall’atto supremo di un Dio che è entrato nella storia dell’uomo non solo con le parole, ma incarnandosi».

Infine è stata suonata la “Terza” sinfonia, nella quale Beethoven esprime musicalmente l’ideale dell’eroe portatore di libertà e di uguaglianza, che si trova davanti alla scelta della rassegnazione o della lotta, della morte o della vita, della resa o della vittoria e la sinfonia descrive questi stati d’animo con una ricchezza coloristica e tematica fino ad allora sconosciuta: «Nella celebre Marcia funebre – ha concluso il Papa – il pensiero sulla morte invita a riflettere sull’al di là, sull’infinito. La ricerca di senso che apra ad una speranza solida per il futuro, fa parte del cammino dell’umanità».

About Davide De Amicis (2466 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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