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Investimenti sociali per il futuro dell’Europa

Saranno nuovi investimenti a favore di giovani e famiglie quelli che la Commissione europea, mercoledì, proporrà ai 27 Stati dell’Unione europea

«Investire socialmente significa rafforzare le potenzialità attuali e presenti degli individui. Gli investimenti sociali contribuiscono in particolare a preparare le persone a far fronte agli imprevisti della vita, senza limitarsi a riparare i danni». Lo ha anticipato la Commissione europea, che sta lavorando alla definizione di una proposta che rivolgerà agli Stati mercoledì 20 febbraio, indirizzata a valorizzare investimenti rivolti ai cittadini, alle famiglie, ai giovani ed al lavoro, come ad esempio gli asili nido, la scuola e la formazione giovanile, le politiche attive per l’impiego, le politiche per la casa i servizi per la salute, tenendo particolarmente conto del progressivo invecchiamento a cui va incontro la popolazione.

José Manuel Barroso, presidente Commissione europea

È questa un’iniziativa relativamente nuova per l’Unione europea, inquadrata nella strategia “Europa 2020” per la competitività, la lotta alla povertà e l’inclusione sociale che i 27 Paesi hanno sottoscritto e per la quale si sono impegnati davanti ai cittadini. In particolare, è il commissario Laszlo Andor a seguire questa comunicazione che prevederà specifici abiti di intervento oltre a possibili vie di intervento finanziario utilizzando, nel periodo di bilancio 2014-2020, soprattutto il Fondo sociale europeo: «La Commissione europea – ha anticipato una nota – intende aiutare gli Stati aderenti a utilizzare i budget delle loro politiche sociali in modo più efficiente ed efficace, pur considerando le ristrettezze finanziarie che pesano su ogni Paese. Una strada che sarà indicata è quella di effettuare spese che hanno ricadute lungo tutto l’arco della vita». Un esempio su tutti, da questo punto di vista, potrebbe essere rappresentato dall’insegnamento prescolare.

Per ottenere l’approvazione di questi provvedimenti, la Commissione europea dovrebbe utilizzare a supporto le analisi dettagliate, Paese per Paese, delle politiche dell’impiego e di quelle relative alla lotta alla povertà finora avviate dall’Europa a 27 Stati. Indicazioni, queste ultime, che si aggiungeranno a quelle che la Commissione è tenuta a dare agli Stati nell’ambito del semestre europeo per i controlli dei bilanci e la convergenza economica. Tra queste nuove misure, una novità riguarda l’annuncio, da parte dei commissari, dell’elaborazione  di raccomandazioni per la lotta alla povertà infantile: «Non investire sufficientemente nelle politiche sociali oggi costringerà – ha concluso la Commissione europea, presieduta da José Manuel Barroso – a spese ben più considerevoli in futuro».

About Davide De Amicis (2774 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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