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L’Italia è esasperata

Alle elezioni vince l’ingovernabilità e l’indignazione: ultima possibilità per i partiti classici

Un elettore stanco, sfiduciato, inasprito dalla situazione italiana, schifato da una politica costruita per interessi personali, diviso tra la voglia di cambiamento e la paura di salti nel buio. È questo il quadro del votante nazionale all’indomani delle elezioni politiche, questo il risultato vincente di Camera e Senato, più che atteso. E sì, perché le urne della meraviglia celavano una risposta più che prevedibile e qualcuno a 5 stelle lo sapeva bene. Sarebbe bastato spulciare la rete, varcare qualche piazza per leggere quella indignazione calzante e per notare la necessità di offrire volti nuovi, prima di necessarie nuove proposte. Sarebbe bastato osservare i commenti dei social network di amici e conoscenti per verificare come l’indecisione mista a sdegno si stesse trasformando pian piano nella certezza che l’unico modo per cambiare l’Italia era fidarsi delle capacità di leadership di un artista, di un anchorman che prima di aprire la bocca sa studiare le necessità degli ascoltatori, sa accontentarli con la forza persuasiva della parola e sa trasformare in desiderio il bisogno latente di sentirsi necessari e protagonisti di un cambiamento.

È una Italia esasperata quella che preferisce non perder tempo alle urne, quella che arriva a fidarsi di sconosciuti perché “peggio di quello che è stato fatto non si può”, quella che ha votato comunque chiudendosi gli occhi, le orecchie e il naso e sperando ancora nella forza delle tendenze ideologiche e nei rappresentanti di partito, negli amici di amici che tutto sommato sono sempre gli stessi. È una Italia esasperata dalla tv, dalle liti di campagna elettorale, dalle spartizioni di potere e dalla satira esagerata che ha favorito il ritorno dell’uomo temuto (e a pensare che avevamo previsto la “propaganda” dei comici nell’editoriale: il vero antiberlusconismo sarebbe l’indifferenza).

È una Italia esasperata e curiosa, spaventata e in attesa di capire come si comporteranno quei volti nuovi e soprattutto cosa diranno quei personaggi di fantasia chiamati a rappresentare, ora, realmente, l’Italia: ora hanno voce, ora non possono contare sul Grillo parlante, ora dovranno superare la poca familiarità a telecamere e palcoscenici e rimboccarsi le maniche per rispondere alle attese dei propri connazionali.

Però, perché c’è sempre un però, i partiti classici e i classici politici hanno un’ultima possibilità di staccare le ragnatele dalle poltrone e di venirsi incontro. Alle liti angoscianti di post scandalizzati per chi ha votato a destra, e chi a sinistra, agli insaziabili elettori che avrebbero voluto il plebiscito del “nuovo”, all’effettivo risultato di ingovernabilità, possono rispondere mettendo da parte loro stessi, i loro interessi, e cercando di preoccuparsi, finalmente, del Bene dell’Italia, in accordi a “tutto Governo”; una scelta intelligente per non portare alla morte i Partiti e soprattutto l’Italia.

 

About Simone Chiappetta (472 Articles)
Direttore responsabile del notiziario online "Laporzione.it" e responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale e specializzato in Giornalismo ed Editoria continua la ricerca nell'ambito delle comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani di cronaca locale e ha coordinato negli ultimi anni la pagina diocesana di Avvenire.
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1 Comment on L’Italia è esasperata

  1. Sono perfettamente daccordo e speriamo che questa sia la volta buona.
    Ciao Nicola.

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  1. Il Presidente: si gioca, ma non è un gioco

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