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Seminaristi-attori per don Gaetano Tantalo

La rappresentazione teatrale in programma domenica 3 marzo all’auditorium della parrocchia
di San Francesco Caracciolo al Tricalle: “rivive” il sacerdote abruzzese Giusto tra le Nazioni

Dove sono i santi? Solo nelle chiese e nella basiliche? Solo nel calendario? No, i santi sono tra noi. È questo il messaggio che i seminaristi delPontificio Seminario Regionale “S. Pio X” vogliono lanciare portando in scena, domenica 3 marzo alle 17.00 presso l’Auditorium della Parrocchia di San Francesco Caracciolo (Tricalle), lo spettacolo “La preta”.

Interamente interpretato dai seminaristi sotto la guida di Massimo Balloni, seminarista con ampie conoscenze ed esperienze teatrali, “La preta” è un modo per raccontarsi e per narrare la grandezza e l’importanza di chi ha avvertito la chiamata alla vita consacrata e tenta di viverla da pietra, nella pesantezza come nella gioia di ogni giorno.

Il copione racconta la vita di don Gaetano Tantalo, sacerdote nato nel 1905 a Villavallelonga (Aq), da una famiglia umile ma ricca di fede. La vocazione al sacerdozio lo spinge ad accedere prima presso il seminario minore di Tagliacozzo e Avezzano, e poi dal 1923 al 1930 presso il Seminario Regionale di Chieti. “Dolce, affabile e rispettoso”: così lo descrivono i superiori e i compagni del tempo, ammirati dalla sua intelligenza e profondità nella vita d’orazione. Proprio nel Seminario di Chieti Tantalo ha la sua piccola “conversione”, grazie agli scritti di S. Teresina di Lisieux: si applicherà nelle virtù, nello studio, nell’attività pastorale con amore, e non senza fatiche. Ordinato sacerdote, svolgerà per pochi anni il suo ministero sacerdotale, a causa di una malattia mortale, per la quale morirà il 13 novembre 1947. Un sacerdote del suo tempo, certamente, ma anche capace di quello slancio sempre contemporaneo che è la carità; un episodio significativo: durante la persecuzione nazista, don Gaetano nasconde una famiglia di ebrei, con la collaborazione di tutta la parrocchia, impegno che gli varrà il titolo di Giusto tra le nazioni. Viene ricordato tuttora come maestro di fede e di preghiera per i suoi umili parrocchiani, ai quali trasmetterà una profonda devozione verso la Vergine Maria (la quale lo salvò, da bambino, dopo una rovinosa caduta nella calce viva).

 

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