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Papa Francesco fa “lezione di giornalismo”

Questa mattina, nell’Aula Paolo VI, incontro con più di 6000 giornalisti.

Oltre seimila giornalisti, molti dei quali accompagnati dai propri familiari, hanno gremito questa mattina l’Aula Paolo VI per partecipare all’udienza con Papa Francesco. Il Pontefice si è rivolto ai giornalisti ringraziando per il lavoro svolto in questo periodo intenso, «iniziato con il sorprendente annuncio del mio venerato Predecessore Benedetto XVI»: – «Avete lavorato, eh? Avete lavorato!».

Con paterna affabilità, il Pontefice ha invitato i giornalisti a conoscere sempre di più la vera natura della Chiesa e le motivazioni spirituali che la guidano e che sono le più autentiche per comprenderla. La Chiesa riconosce il ruolo imprescindibile svolto dai mass-media, per comprendere la storia contemporanea: «Voi avete la capacità di raccogliere ed esprimere le attese e le esigenze del nostro tempo, di offrire gli elementi per una lettura della realtà. Il vostro lavoro necessita di studio, di sensibilità, di esperienza». Più di altri professionisti, tuttavia, i giornalisti sono chiamati alla responsabile capacità di una comunicazione non autoreferenziale, ispirata alla «triade esistenziale che conforma verità, bontà e bellezza»; e questo – ha detto il Papa – «ci rende particolarmente vicini, perché la Chiesa esiste per comunicare la Verità, la Bontà e la Bellezza “in persona”».

Gli eventi della storia della Chiesa, per essere ben interpretati, richiedono una specifica ermeneutica – quella della fede: «Gli eventi ecclesiali non sono certamente più complicati di quelli politici o economici! Essi però hanno una caratteristica di fondo particolare: rispondono a una logica che non è principalmente quella delle categorie, per così dire, mondane, e proprio per questo non è facile interpretarli e comunicarli ad un pubblico vasto e variegato. La Chiesa, infatti, pur essendo certamente anche un’istituzione umana, storica, con tutto quello che comporta, non ha una natura politica, ma essenzialmente spirituale: è il Popolo di Dio. Il Santo Popolo di Dio, che cammina verso l’incontro con Gesù Cristo. Soltanto ponendosi in questa prospettiva si può rendere pienamente ragione di quanto la Chiesa Cattolica opera.
 Cristo è il Pastore della Chiesa, ma la sua presenza nella storia passa attraverso la libertà degli uomini: tra di essi uno viene scelto per servire come suo Vicario, Successore dell’Apostolo Pietro, ma Cristo è il centro, il riferimento fondamentale, il cuore della Chiesa. Senza di Lui, Pietro e la Chiesa non esisterebbero né avrebbero ragion d’essere. Come ha ripetuto più volte Benedetto XVI, Cristo è presente e guida la sua Chiesa. In tutto quanto è accaduto il protagonista è, in ultima analisi, lo Spirito Santo. Egli ha ispirato la decisione di Benedetto XVI per il bene della Chiesa; Egli ha indirizzato nella preghiera e nell’elezione i Cardinali».

Una vera lezione di giornalismo, quella di Papa Francesco; Autore, sembrerebbe, anche della migliore “cronaca” di questo intenso periodo della storia della Chiesa e, quindi, del mondo.

Dopo aver salutato personalmente alcuni dei giornalisti presenti, Papa Francesco, in spagnolo, ha concluso: «Vi avevo detto che vi avrei dato di cuore la mia benedizione. Molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica, altri non sono credenti. Di cuore imparto questa benedizione, nel silenzio, a ciascuno di voi, rispettando la coscienza di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi è figlio di Dio. Che Dio vi benedica». Questo “cameo” della benedizione, a credenti e non, è stato invece una “lezione magistrale”, impartita dal migliore “Cortile dei Gentili”.

Tutto questo è stato, insieme, cornice e tela di quelle parole pronunciate in udienza dal Pontefice, che – in queste ore – sentite dovunque riecheggiare e tremare: «Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!».

 

2 Comments on Papa Francesco fa “lezione di giornalismo”

  1. Nell’omelia di oggi, Papa Francesco ha invitato ognuno di noi a chiedere “la grazia di riconoscersi peccatore”. Dio, poi, ha un’infinita pazienza nel “dimenticare i nostri peccati”, per ricominciare con tutti noi peccatori -sempre, un’altra volta. Preghiamo per il Santo Padre perchè ci confermi nella fede in Cristo e nella Chiesa, tutti.
    Grazie Paola.

  2. PAOLA // 16 marzo 2013 a 18:54 //

    Vorrei che questo papà riuscisse a far rientrare nella chiesa istituzione tutte quelle persone che si sono allontanate dalla retta via sia, perchè hanno compiuto non rispettose del Vangelo sia perchè coloro che governano questa istituzione hanno contribuito ad allontanarli.

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