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“La politica deve agire per il benessere della gente”

In vista della Pasqua, monsignor Tommaso Valentinetti ha riflettuto a 360 gradi sullo sviluppo dell’Abruzzo e degli abruzzesi

Mons. Tommaso Valentinetti, presidente Conferenza episcopale abruzzese e molisana

È un’ennesima Pasqua di sofferenza, quella che si apprestano a vivere i cittadini abruzzesi segnati da una crisi economica senza fine, che toglie il lavoro alimentando incertezza verso il futuro, povertà e disoccupazione. Una Pasqua che è invece, per definizione, di resurrezione così come si spera possa risorgere l’Abruzzo nello sviluppo sociale, economico, politico e spirituale sul quale si è espresso monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne nonché presidente della Conferenza episcopale abruzzese e molisana, che a tal proposito, nella Messa in Coena Domini di giovedì, ha ricordato queste problematiche scegliendo di lavare i piedi a dodici disoccupati.

Monsignor Valentinetti, tastando il polso delle diocesi abruzzesi, come inquadra l’attuale sviluppo economico della nostra regione?

«C’è un cammino lungo da fare, alle prese con diverse situazioni di crisi e tante fabbriche che stanno chiudendo come la Micron di Avezzano, ma ce ne sono molte altre. È una Pasqua abbastanza difficile per poter pensare ad un’immediata risoluzione dei problemi. Occorre più coraggio: è necessario un intervento da parte di coloro che hanno le capacità e le possibilità di smuovere le molle della politica, per poter lavorare per il benessere di questa gente che attende una vita ed un lavoro sicuro e remunerato, in modo da potersi ristabilire in una situazione economica di tranquillità»

Sua Eccellenza, da tempo si susseguono pressioni rivolte nei confronti delle istituzioni locali affinché diano il via libera allo sviluppo petrolifero in Abruzzo, come ha recentemente dimostrato il progetto “Ombrina mare”. Crede davvero che questo modello di sviluppo porti dei risultati?

«Sicuramente no. Il cammino dello sviluppo passa attraverso la vocazione naturale della regione, che ha una vocazione turistica, una vocazione agricola. Una vocazione che va sicuramente recuperata in maniera piena e totale, in funzione di quella che è la trasformazione dei prodotti che la terra produce e sicuramente credo che su questa strada, sui prodotti di nicchia, si possa recuperare un buon cammino d’impegno e certezze economiche».

Lei, in qualità di arcivescovo di Pescara, ha ogni giorno modo di verificare quello che anche i dati statistici attestano, ovvero il ruolo del capoluogo adriatico come polo attrattivo delle povertà abruzzesi: che idea si è fatto di questo fenomeno?

«La situazione della realtà pescarese attira, da ogni parte d’Abruzzo, le situazioni più difficili. Del resto siamo al centro della regione, in un territorio nel quale tutto si accentra e così come si accentrano le cose buone, si accentrano anche quelle meno buone. Per cui, risentiamo fortemente della situazione di povertà, ma soprattutto risentiamo fortemente di una presenza di immigrati, che si riversano sul nostro territorio».

Alla luce di tutto questo e alla vigilia della Pasqua, guardando all’animo ed allo spirito degli abruzzesi, di cosa necessitano maggiormente e quindi, su cosa puntare?

«Bisogna puntare su un rimettersi in gioco da un punto di vista della ricerca della fede, del rivivere e dell’annunciare la propria fede. Una fede che va riproclamata a 360 gradi, così da rimpegnarsi nelle strutture sociali e politiche».

È inevitabile concludere con il grande cambiamento segnato dall’elezione di Papa Francesco sul soglio di Pietro, con la sua visione di una Chiesa povera che guarda ai poveri. Com’è possibile coniugare quest’obiettivo ad un nostro concreto modello di sviluppo?

«Staremo a vedere che farà il Papa, perché siamo ancora all’inizio del suo Pontificato. Certamente, i primi segnali sono molto incoraggianti e positivi: bisogna guardare alla realtà dei poveri e degli ultimi, che devono essere accolti e sollevati da questa indigenza. Questo è un nostro dovere, un nostro compito, un compito della vita cristiana. È stato da sempre un compito della Chiesa e lo sarà anche nei secoli futuri».

About Davide De Amicis (2723 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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1 Comment on “La politica deve agire per il benessere della gente”

  1. massimo // 30 marzo 2013 a 12:48 //

    Eccellenza reverendissima, la classe politica ormai cieca e sorda non importa la salute pubbliche ne tanto meno il lavoro ma solo i soldi di queste aziende, le aziende petrolifere fin ora hanno solo portato malattie e morte specie nella val d’acri e non esiste sicurezza per queste aziende. E veramente schifoso monsignore quello che dice la classe politica senza sapere che la regione Abruzzo il 65% è una regione naturalistica che vive di agricoltura e pesca dove l’agricoltura copre il 100% del fabbisogno regionale e il 45% di quello nazionale. L natura anche porta lavoro. Auguri Tatone Massimo coordinatore vigilanza ambientale…

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