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La Sindone in Tv: “E’ un lasciarsi guardare”

Vi propone la riflessione di Papa Francesco a commento della storica seconda ostensione televisiva della Sindone, avvenuta ieri

L’Ostensione straordinaria della Sindone trasmessa ieri in mondovisione su Raiuno, è stata la seconda ostensione televisiva: la prima avvenne quarant’anni fa, nel novembre del 1973 quando venne esposta verticalmente , e non orizzontalmente come ora è consuetudine, nel Salone degli Svizzeri di Palazzo Reale. Nel 1900 la prima Ostensione avvenne nel 1931 quando il Lenzuolo fu esposto in Duomo dal 3 al 24 maggio in occasione delle nozze tra Umberto II di Savoia e Maria Jose’, poi una seconda volta nel 1933, dal 24 settembre al 15 ottobre, per celebrare l’Anno Santo Straordinario nel XIX centenario della Redenzione. Dal 16 al 18 giugno 1969 la Sindone fu esposta a Palazzo Reale, nella Cappella del Crocifisso, per consentire una commissione di studio per effettuare una ricognizione sul Telo. Una nuova Ostensione solenne avvenne nel 1978 in occasione del quarto centenario del trasferimento della Sindone da Chambery a Torino.

Il Lenzuolo è stato esposto dal 26 agosto all’8 ottobre e al termine dell’Ostensione, distesa su un tavolo girevole, la Sindone è stata oggetto di esami diretti compiuti da 44 studiosi italiani e stranieri. Nel 1998 c’è stata l’Ostensione per celebrare il centenario della prima fotografia fatta alla Sindone da Secondo Pia, i cinque secoli del Duomo di Torino e i 1500 del “Concilio di Torino”. Nel 2000 l’Ostensione organizzata per il Giubileo è stata la più lunga della storia recente con il Telo esposto nella cattedrale del capoluogo piemontese per 72 giorni. Infine, nel 2010 la prima ostensione del Terzo Millennio che ha coinvolto oltre 2,5 milioni di pellegrini, tra cui anche Papa Benedetto XVI che ha visitato il Telo il 2 maggio. Quella del 2010 è stata la prima ostensione dopo il restauro conservativo eseguito nel 2002. Tornando all’ostensione televisiva di ieri, anche Papa Francesco ha partecipato pronunciando un discorso che ha aiutato tutti i fedeli, in visione e all’ascolto, ad entrare nel mistero della Sindone. Un discorso che vi riproponiamo:

Papa Francesco

«Cari fratelli e sorelle, mi pongo anch’io con voi davanti alla sacra Sindone, e ringrazio il Signore che ci offre, con gli strumenti di oggi, questa possibilità. Anche se avviene in questa forma, il nostro non è un semplice osservare, ma è un venerare, è uno sguardo di preghiera. Direi di più: è un lasciarsi guardare. Questo Volto ha gli occhi chiusi, è il volto di un defunto, eppure misteriosamente ci guarda, e nel silenzio ci parla. Come è possibile? Come mai il popolo fedele, come voi, vuole fermarsi davanti a questa Icona di un Uomo flagellato e crocifisso? Perché l’Uomo della Sindone ci invita a contemplare Gesù di Nazaret. Questa immagine, impressa nel telo, parla al nostro cuore e ci spinge a salire il Monte del Calvario, a guardare al legno della Croce, a immergerci nel silenzio eloquente dell’amore. Lasciamoci dunque raggiungere da questo sguardo, che non cerca i nostri occhi ma il nostro cuore.

Ascoltiamo ciò che vuole dirci, nel silenzio, oltrepassando la stessa morte. Attraverso la sacra Sindone ci giunge la Parola unica ed ultima di Dio: l’Amore fatto uomo, incarnato nella nostra storia; l’Amore misericordioso di Dio che ha preso su di sé tutto il male del mondo per liberarci dal suo dominio. Questo Volto sfigurato assomiglia a tanti volti di uomini e donne feriti da una vita non rispettosa della loro dignità, da guerre e violenze che colpiscono i più deboli… Eppure il Volto della Sindone comunica una grande pace; questo Corpo torturato esprime una sovrana maestà. E’ come se lasciasse trasparire un’energia contenuta ma potente, è come se ci dicesse: abbi fiducia, non perdere la speranza; la forza dell’amore di Dio, la forza del Risorto vince tutto. Per questo, contemplando l’Uomo della Sindone, faccio mia, in questo momento, la preghiera che san Francesco d’Assisi pronunciò davanti al Crocifisso:

Altissimo e glorioso Dio,

illumina le tenebre del cuore mio.

E dammi fede retta, speranza certa, carità perfetta,

senno e conoscimento, Signore,

che faccia il tuo santo e verace comandamento. Amen»

About Davide De Amicis (2724 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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