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Bagnasco: “Sintonia col Papa sul futuro della Chiesa”

Il presidente della Cei si è confrontato, sabato, con Papa Francesco per “scattare” una fotografia del contesto ecclesiale italiano

È stato un incontro atteso da ambo le parti, un colloquio cordiale, attento e prolungato: l’occasione per realizzare una prima fotografia della Chiesa che è in Italia, l’opportunità di iniziare a conoscerla mediante il suo primo rappresentante, riflettendo sulle tematiche più “calde” e sul metodo di lavoro della Conferenza episcopale italiana. Per questo, sabato mattina Papa Francesco ha ricevuto per oltre un’ora il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana: «Ho respirato una profonda sintonia, unita a una grande capacità di ascolto e di attenzione da parte del Papa – ha rivelato quest’ultimo – a mia volta, gli ho portato l’affetto delle nostre Chiese: è un legame peculiare quello che ci unisce con il vescovo di Roma, che non è solo un membro della nostra Conferenza, ma è colui che la presiede nella carità e nella comunione. Posso testimoniare che questa relazione Papa Francesco l’avverte, la cerca, la sente profondamente».

Nell’incontro, si è discusso innanzi tutto sul metodo di lavoro della Cei: «Sua Santità – ha aggiunto il cardinal Bagnasco – ha apprezzato la programmazione decennale che ci siamo dati nel dopo-Concilio. Papa Francesco ha colto la puntualità di aver messo a fuoco l’educazione, nell’impegno di ricondurla innanzitutto al suo principio originante, ossia l’annuncio di Gesù Cristo. Ci siamo soffermati a lungo sulla mutazione antropologica in atto: mi ha confermato come essa riguardi non tanto o solo il contesto europeo, ma anche l’America Latina e, più in generale, il mondo intero. A fronte di questa situazione, abbiamo condiviso la via dell’educazione alla fede per riscoprire una precisa idea di uomo e di umanità, a partire dal mistero della persona di Cristo».

Altri argomenti del colloquio tra il Santo Padre ed il porporato sono stati gli aspetti relativi alla vita della Chiesa in Italia, il suo impegno per la tutela e la promozione dei valori non negoziabili ed il rapporto con l’opinione pubblica: «Il Papa – ha sottolineato il presidente della Conferenza episcopale italiana – ha colto molto bene la ricchezza di attenzione che ci viene riconosciuta dai media: siamo una Chiesa costantemente sotto i riflettori, a testimonianza di una presenza qualificata sul territorio, che a volte arriva persino a essere mal tollerata».

Papa Francesco, che fin dall’inizio del suo pontificato si è fatto interprete di una Chiesa povera e per i poveri, ha quindi apprezzato anche gli sforzi di sobrietà portati avanti dai vescovi italiani: «Sua Santità – ha spiegato il cardinale – ha condiviso la necessità di avere strutture agili, evitando sprechi e dispendi di risorse. Mi ha raccomandato esplicitamente di non moltiplicare organismi, che alla fine appesantiscono inutilmente».

Infine lo sguardo si è posato sulla prossima Assemblea generale della Cei, in programma dal 20 al 24 maggio: «Il Papa mi ha confermato il suo intervento – ha concluso il cardinale -; ci siamo quindi confrontati sui punti della prolusione che aprirà l’assise annuale dei Vescovi: li ha condivisi, confermando anche la prassi del confronto diretto con lui sui temi di fondo. In particolare, mi ha invitato a insistere sul fatto che la Chiesa è un organismo vivo, vivente, e non un’organizzazione burocratica, a cui a volte qualcuno vorrebbe ridurla».

About Davide De Amicis (2508 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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